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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
garfagnana

11 settembre 2001, quando la notizia delle Torri Gemelle arrivò in Garfagnana

Ci sono giornate delle quali, anche dopo tanti anni, ricordiamo esattamente dove eravamo, che cosa stavamo facendo e, soprattutto, gli sguardi delle persone che erano accanto a noi. Per me una di queste è l’11 settembre 2001.

Quel pomeriggio mi trovavo nella sala consiliare dell’Unione Comuni Garfagnana. Con me c’era il vicepresidente della Provincia di Lucca, Antonio Torre. Avevamo organizzato un incontro con i sindaci della Garfagnana per presentare i servizi del Centro per l’impiego e, in particolare, lo sportello di orientamento universitario.

Si parlava di lavoro, di servizi, di giovani e del loro futuro. Una normale giornata istituzionale, con gli amministratori del territorio riuniti attorno a un tavolo per discutere di problemi e opportunità della nostra valle.

Poi, improvvisamente, arrivò quella notizia.

Un aereo aveva colpito una delle Torri Gemelle di New York. All’inizio le informazioni erano poche e frammentarie e nessuno riusciva ancora a comprendere fino in fondo che cosa stesse accadendo. Poco dopo, però, le notizie cominciarono a rincorrersi e le immagini provenienti dagli Stati Uniti mostrarono qualcosa che sembrava impossibile.

Bisogna anche ricordare come circolavano le informazioni venticinque anni fa. Non avevamo gli smartphone e i social network di oggi, capaci di portarci in pochi secondi immagini e aggiornamenti da ogni parte del mondo. Erano soprattutto la televisione, la radio e le comunicazioni che arrivavano negli uffici a permetterci di capire, poco alla volta, la gravità di ciò che stava succedendo.

Di quel momento ricordo soprattutto i volti.

Gli sguardi dei sindaci presenti, quello di Antonio Torre e il mio. Ci guardavamo increduli, quasi spauriti. Alle prime immagini si accompagnavano domande che credo attraversassero la mente di tutti: che cosa stava accadendo davvero? Era soltanto l’inizio? Che cosa sarebbe successo nelle ore successive? E quali conseguenze avrebbe avuto tutto questo nel mondo?

Per alcuni istanti anche le distanze sembrarono annullarsi. New York era lontanissima dalla Garfagnana, eppure quelle immagini entrarono improvvisamente dentro quella sala e nella nostra quotidianità.

La riunione che fino a pochi minuti prima ci aveva visti discutere di occupazione, orientamento universitario e futuro dei giovani assunse inevitabilmente un altro significato. Proprio mentre parlavamo di futuro, dall’altra parte dell’oceano stava accadendo qualcosa che avrebbe segnato profondamente il futuro di tutti.

È forse questo il particolare che, a distanza di venticinque anni, mi è rimasto maggiormente impresso.

Non ricordo soltanto le Torri Gemelle avvolte dal fumo, immagini che appartengono ormai alla memoria collettiva. Ricordo quel tavolo della sala consiliare, le persone sedute intorno, le parole che improvvisamente si fecero più rare e quegli sguardi nei quali si leggevano incredulità, paura e smarrimento.

Quel giorno il mondo cambiò.

E anche in una sala consiliare della nostra Garfagnana, a migliaia di chilometri da New York, avemmo immediatamente la sensazione che ciò che stavamo vedendo avrebbe lasciato un segno profondo nella storia.

Sono passati venticinque anni, ma quando arriva l’11 settembre il pensiero torna ancora lì: a quella sala, a quel tavolo, ad Antonio Torre, ai sindaci presenti e a quegli sguardi.

Ci sono ricordi che il tempo scolorisce. Altri, invece, rimangono impressi per tutta la vita.

Quello dell’11 settembre 2001, per me, è uno di questi.

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