Una serata memorabile. Un concerto divino. Un luogo di straordinaria bellezza.
Ieri sera (sabato 12 luglio) la Chiesa di Santa Maria Assunta a Vitoio è stata testimone di un evento di altissimo livello qualitativo e di rara intensità emotiva. Un affascinante viaggio musicale che, dall’epoca antica a quella moderna, ha accompagnato il pubblico del 2° Festival Internazionale Cameristico di Camporgiano sulle soavi e ammalianti note del maestro Raffaele Bifulco (flauto) e Dario Vannini (chitarra).
In apertura la Petite Suite Médiévale di Francis Paul Demillac (1917-1973) ha proiettato gli spettatori in una dimensione ancestrale, fatta di sonorità celtiche. Quindi un tuffo nel passato più remoto, precisamente a più di due secoli prima, con il liutista e compositore tedesco Ernst Gottlieb Baron (1696-1760) e i suoi arpeggi raffinati in pieno stile Barocco.
E poi Bach. Il grande Johann Sebastian Bach (1685-1750) in un virtuosismo esasperato fatto suoni eterei, svolazzi di flauto e celestiali armonie di fondo. La prima parte dello spettacolo si è conclusa con un degno omaggio al Maestro Mauro Giuliani (1781-1829): qui la musica che si è fatta sacrale, quasi solenne.
L’intervallo è stato propedeutico alla platea per aggirarsi tra le navate della chiesa con lo sguardo di stupore rivolto all’insù, verso il sensazionale soffitto ligneo del coro (terminato nel 1740), o magari oltre l’altare dove campeggia la meravigliosa pala di Pietro da Talada, eccelso pittore del ‘400, con al centro un gioiello incastonato: la Madonna col Bambino in Trono. I più curiosi hanno potuto porre domande all’appassionato custode della chiesa Simone Giannasi.
Quindi di nuovo immersi nella musica con François-Joseph Gossec (1734-1829) e, soprattutto, con il maestro di tango argentino Astor Piazzolla (1921-1992), grande innovatore di questo genere, le cui origini familiari affondano proprio in Garfagnana: i nonni materni, Luigi Manetti e Clelia Bertolami, erano infatti di Massasassorosso e lasciarono la loro terra per emigrare nelle Americhe verso la fine dell’’800.
Struggenti, strazianti le interpretazioni di Libertango e Oblivion. Una preghiera innalzata al cielo. Il ritmo del tango, scandito dalle percussioni acustiche del battito di mani sulla cassa della chitarra, si è unito alle sornione – per certi versi, ipnotiche – note di flauto con il risultato di un celestiale affresco.
Poi la musica popolare brasiliana, la celebre Czardas di Vittorio Monti (1868-1922). Cos’altro chiedere di più? Una standing-ovation meritata, un triplice bis dovuto. L’omaggio a Johann Pachelbel e ad Ennio Morricone, sul finale, è stato da brividi. Presente alla serata anche il parroco don Jean Damascene Muziraneza
“Credo che la musica abbia detto più delle parole – ha dichiarato entusiasta il Sindaco del Comune di Camporgiano Francesco Pifferi Guasparini -. Ringrazio il Maestro Raffaele Bifulco, Direttore artistico del festival, e il chitarrista Dario Vannini per questa eccezionale esibizione. Grazie alla Parrocchia per averci ospitato in questo luogo che merita di essere visitato perché custodisce al proprio interno una bellezza secolare. Lo scopo della rassegna è proprio quello di portare musica e artisti di grande spessore in luoghi significativi come questo. Non a caso quest’anno, in occasione del Giubileo, è stato permesso al pubblico del festival di scoprire quattro chiese del territorio in una sorta di pellegrinaggio esistenziale”.
Il 2° Festival Internazionale Cameristico di Camporgiano è stato riproposto quest’anno dall’Amministrazione Comunale, dopo il successo della prima edizione, grazie al fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e alla collaborazione delle Parrocchie interessate e della Filarmonica Mascagni di Camporgiano.
Foto di Elisa Togneri
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2° Festival Internazionale Cameristico: a Vitoio vince la bellezza della musica
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