Il 4 giugno 2004 nasceva a Corsagna il Centro Sportivo San Michele Arcangelo della Misericordia, una struttura che nel corso degli anni è diventata un punto di riferimento per l’intera Valle del Serchio. Non soltanto un centro sportivo, ma un luogo di incontro, socializzazione e crescita umana, nato per offrire opportunità alle persone con disabilità e per creare occasioni sane di aggregazione per i giovani, contribuendo a prevenire il disagio e l’emarginazione.
La struttura nacque da un progetto fortemente voluto dai volontari della Misericordia di Corsagna nell’ambito delle iniziative per il centenario dell’associazione. L’obiettivo era lasciare alla comunità un’opera concreta e duratura, capace di guardare al futuro e di rispondere ai bisogni delle persone più fragili e delle nuove generazioni. A distanza di ventidue anni, quella scelta continua a dimostrare tutta la sua validità.
In occasione di questo importante anniversario La Gazzetta del Serchio ha incontrato la presidente Lucia Giusti, che da anni guida questa significativa realtà del volontariato locale.
Il 4 giugno ricorrono 22 anni dalla nascita del Centro Sportivo San Michele Arcangelo. Che significato ha per lei questa ricorrenza?
“È una data che porta con sé tante emozioni. Ventidue anni rappresentano un traguardo importante e ci permettono di guardare con orgoglio al cammino compiuto. Dietro questa struttura ci sono il lavoro, la passione e l’impegno di tantissime persone che hanno creduto in un progetto innovativo e profondamente legato ai valori della solidarietà”.
Quali furono gli obiettivi che portarono alla nascita del Centro?
“L’idea era quella di realizzare una struttura aperta a tutti, capace di coniugare sport, socializzazione e attenzione alle persone più fragili. In particolare si volevano offrire opportunità alle persone con disabilità, favorendone la partecipazione alla vita sociale e, dove possibile, anche a percorsi occupazionali. Parallelamente si sentiva la necessità di creare per i giovani un luogo sano di aggregazione”.
Quale ruolo ebbero i volontari della Misericordia di Corsagna nella realizzazione del Centro Sportivo San Michele Arcangelo?
“Un ruolo assolutamente determinante. Il Centro Sportivo San Michele Arcangelo nacque da una scelta fortemente voluta dai volontari della Misericordia di Corsagna in occasione del centenario dell’associazione. Avvicinandosi questo importante traguardo, i volontari si interrogarono su quale segno concreto lasciare alla comunità. La scelta non cadde su un’opera celebrativa, ma su una struttura capace di produrre benefici duraturi per il territorio. Fu così che maturò l’idea di realizzare un centro dedicato allo sport, alla partecipazione sociale, alle persone con disabilità e ai giovani. Un progetto ambizioso che vide la partecipazione diretta di molti volontari, impegnati nella progettazione, nella ricerca delle risorse e nell’organizzazione dell’iniziativa. Dietro questa struttura ci sono migliaia di ore di lavoro volontario, sacrifici e una straordinaria capacità di guardare lontano. Il Centro Sportivo San Michele Arcangelo rappresenta ancora oggi una delle più importanti eredità lasciate dal centenario della Misericordia di Corsagna”.
Possiamo dire che il Centro abbia svolto una funzione sociale ancora più importante di quella sportiva?
“Sì, credo proprio di sì. Lo sport è stato uno strumento prezioso, ma il vero obiettivo è sempre stato quello di mettere le persone al centro. In questi anni abbiamo visto nascere amicizie, percorsi di crescita personale e tante occasioni di incontro che hanno arricchito la vita della comunità”.
Quali sono i ricordi che porta maggiormente nel cuore?
“Sono davvero tanti. Ogni iniziativa, ogni manifestazione e ogni progetto hanno lasciato qualcosa di importante. Mi emoziona soprattutto ricordare le attività che hanno coinvolto le persone con disabilità e le loro famiglie, perché ci hanno fatto comprendere quanto sia fondamentale creare occasioni di partecipazione per tutti”.
Nel corso degli anni il Centro ha ricevuto visite illustri. Quanto sono state importanti per la vostra crescita?
“Sono state molto importanti e rappresentano un motivo di orgoglio per tutta la comunità. Ricordiamo con particolare affetto il senatore Nedo Poli, che considerava questa struttura quasi una seconda casa. Era profondamente legato al Centro Sportivo San Michele Arcangelo e qui volle festeggiare anche la sua elezione al Senato della Repubblica, condividendo quel momento con amici, volontari e sostenitori. Nel corso degli anni abbiamo avuto l’onore di ospitare il presidente del Consiglio Giulio Andreotti, il campione Gianni Rivera, la campionessa paralimpica Sara Morganti, il cantautore Luca Carboni, il segretario generale della CISL Raffaele Bonanni, il parlamentare Andrea Marcucci, il ministro Rocco Buttiglione, il giornalista e inviato di guerra Toni Capuozzo, il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e Don Fortunato Di Noto, sacerdote conosciuto a livello nazionale e internazionale per il suo impegno nella tutela dei minori e nella lotta contro la pedofilia e la pedopornografia. La presenza di queste personalità ha contribuito a far conoscere il Centro Sportivo San Michele Arcangelo ben oltre i confini della Valle del Serchio, confermando il valore di un progetto nato a Corsagna ma capace di richiamare l’attenzione del mondo delle istituzioni, dello sport, della cultura e del sociale”.
Quanto è stato importante il contributo dei volontari?
“Fondamentale. Senza il volontariato nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. Tantissime persone hanno dedicato tempo, energie e competenze a questa struttura. Sono loro il cuore pulsante del Centro”.
Come vede il futuro del Centro?
“Lo vedo con fiducia. Le esigenze della società cambiano, ma resta forte il bisogno di luoghi dove le persone possano incontrarsi, stare insieme e costruire relazioni positive. Dovremo continuare a innovare e ad aprirci alle nuove generazioni, senza perdere i valori che hanno guidato la nostra nascita”.
Dopo 22 anni di attività, quali sono oggi le principali sfide che il Centro Sportivo San Michele Arcangelo si trova ad affrontare?
“22 anni rappresentano un bellissimo traguardo, ma anche una responsabilità. In tutto questo tempo la struttura ha ospitato migliaia e migliaia di presenze: giovani, famiglie, associazioni, persone con disabilità, eventi sportivi e iniziative sociali. Un utilizzo così intenso comporta inevitabilmente la necessità di importanti interventi di manutenzione e ammodernamento. Oggi il Centro ha bisogno di essere accompagnato in una nuova fase della sua storia. Per questo auspichiamo l’apertura di un confronto con il Comune di Borgo a Mozzano, con la Regione Toscana e con tutti gli enti che possono essere interessati a sostenere questo progetto. L’obiettivo è individuare risorse e opportunità che consentano di programmare gli interventi necessari attraverso una collaborazione concreta e una gestione condivisa. Investire nel Centro Sportivo San Michele Arcangelo significa investire nella comunità, nei giovani, nelle persone con disabilità e nel volontariato. È un patrimonio sociale costruito in oltre vent’anni che merita di essere preservato e valorizzato”.
Quale messaggio desidera rivolgere alla comunità in occasione di questo anniversario?
“Vorrei dire semplicemente grazie. Grazie alla Misericordia di Corsagna che ha creduto in questo progetto, ai volontari, alle famiglie, alle istituzioni e a tutti coloro che in questi ventidue anni ci hanno sostenuto. Questo Centro appartiene alla comunità e il nostro augurio è che continui a essere una casa aperta a tutti. 22 anni dopo quel 4 giugno 2004, il Centro Sportivo San Michele Arcangelo della Misericordia continua a rappresentare una delle esperienze più significative di volontariato e partecipazione della Valle del Serchio. Una realtà nata da un sogno condiviso e trasformata, grazie all’impegno di tante persone, in un patrimonio prezioso per l’intero territorio. Se il primo capitolo della sua storia è stato quello della nascita e della crescita, il prossimo dovrà essere quello della manutenzione, del rinnovamento e del rilancio, affinché il sogno dei volontari della Misericordia continui a vivere anche nelle generazioni future”.
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22 anni fa il sogno dei volontari diventava realtà, Giusti: “Il Centro Sportivo San Michele Arcangelo guarda avanti”
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