Nuovo appuntamento domenica 18 maggio (ore 21) con la rassegna legata al Gran Premio del Teatro Amatoriale Italiano: ad esibirsi al Teatro “I. Nieri” di Ponte a Moriano sarà la Compagnia laziale Imprevisti e Probabilità con lo spettacolo “Il sogno di Moneva” di Valentina Fantasia, interpretato da Soledad Agresti, Gabriele Atripaldi, Valentina Fantasia, Raffaele Furno, Giuseppe Pensiero e Isabella Sandrini, per la regia di Raffaele Furno. I costumi sono di Anna Andreozzi, le scene di Giuseppe Pensiero.
Il teatro della Compagnia Imprevisti e Probabilità, costituitasi a Formia nel 1998, è un atto totale, in cui nessuno degli elementi scenici è semplice ornamento: colori, corpi e suoni si ispirano a una coerenza creatrice che fa uso del paradosso, dell’incontro tra il sacro e il profano, tra l’aulico e il grottesco per rappresentare la varietà del mondo. Tratto distintivo degli spettacoli è l’ironia, lo strumento migliore per divertire il pubblico e, contemporaneamente, per invitarlo a riflettere. Commedia e tragedia non sono vissute come categorie che si escludono a vicenda, ma piuttosto come elementi sempre coesistenti di una visione del mondo. Con “Il sogno di Moneva”, la compagnia ha vinto il Premio Ipazia alla nuova drammaturgia 2022 e il Premio In Punta di Penna 2023, e ha ricevuto una Menzione speciale al Premio Lago Gerundo sezione teatro 2022.
La pièce teatrale in scena il 18 maggio narra la storia di quattro donne bulgare che, nel periodo estivo, raccolgono pomodori e fagiolini nei campi del casertano. Ogni giorno, dalle quattro del mattino a mezzogiorno, ma a volte, se serve, anche fino alle sei di pomeriggio, sotto il sole cocente. Sono sottopagate, sfruttate e, ovviamente, lavorano in nero. Sono dei fantasmi. Moneva è una delle quattro. Ha improvvisamente un colpo di calore, mentre lavora. Muore. Quelli che gestiscono il caporalato delle bulgare a Mondragone non possono denunciare la morte di un fantasma, e così fanno scomparire il corpo.
Il testo di Valentina Fantasia è scritto in modo da alternare due piani temporali e due situazioni. Da una parte ci sono le tre lavoratrici rimaste che, dopo il lavoro, si ritrovano nella misera casetta che condividono forzatamente. Discutono della loro condizione di schiavitù, litigano, sperano di poter avere almeno una tomba su cui piangere la loro amica, condividono sogni e timori. Dall’altra, c’è un impiegato del Tribunale che trascrive le intercettazioni dei caporali, ascolta frasi agghiaccianti tra uomini senza coscienza che parlano dei braccianti come di animali e che pensano solo alla raccolta delle verdure, al profitto, al lavoro.
Le informazioni sugli spettacoli saranno consultabili sulle pagine Facebook della F.I.T.A. regionale @fitatoscana e provinciale @fitalucca, e su quella del Gran Premio del Teatro Amatoriale @granpremioteatro.
I biglietti – € 5,00 (gratuito per i tesserati F.I.T.A. e per i giovani under 18) – sono in vendita alla Biglietteria del Teatro del Giglio e, prima dello spettacolo, direttamente al Teatro I. Nieri.