Dopo i “rilassanti” 28 chilometri della decima tappa, che ha visto i ciclisti intraprendere il pianeggiante tratto da Lucca a Pisa, 138 hanno impegnato oggi gli atleti, con partenza a Viareggio e arrivo a Castelnovo ne’ monti.
Protagonista, per ben 40 chilometri, la Valle del Serchio che ha aperto le sue porte con lo sprint point di Borgo a Mozzano, per poi proseguire per Piano della Rocca, Fornaci di Barga, Barga, Campia, Castelnuovo di Garfagnana, Campiglia, e culminare con la temutissima salita dell’Alpe San Pellegrino, picco di altimetria della tappa, con un cambio di inclinazione di più del 10 per cento.
Giro di boa del tratto proprio Barga, attraverso Piazzale del Fosso, Ponte Nuovo e Piazza Pascoli. Con continui cambi di altitudine e pochissimi rettilinei, l’ascesa in Garfagnana ha offerto una bella sfida di resistenza agli atleti, che hanno però potuto godere di panorami incredibili, condizioni metereologiche favorevoli e, soprattutto, un’accoglienza vastissima, con tifosi appostati in ogni parte del tragitto.
Con 50 orari di media, la tappa ha visto trionfare l’ecuadoriano Richard Carapaz.
Le strade gremite di persone, appassionati e non, pronte ad incoraggiare i preferiti o, semplicemente, a godersi lo spettacolo. Il verde del paesaggio che si macchia delle divise sgargianti dei ciclisti, nelle inquadrature degli elicotteri. L’adrenalina che si addensa nell’aria nell’attesa della carovana e il boato del pubblico al suo arrivo. Gli occhi increduli dei bambini di fronte alla velocità delle bici e i sorrisi di tutti gli abitanti, fieri dei propri territori. I raggi del sole che si riflettono sugli occhiali e sul sudore dei campioni.
Tutto questo è il Giro d’Italia, tutto questo è lo sport che unisce.
In collaborazione con Simone Pierotti e Giulia Rapaioli















































