Ci sono mostre che parlano ai sensi. E poi ci sono quelle che parlano all’anima. “I fiori di Norma” è una di queste: un’esposizione che va oltre la tela, oltre il gesto pittorico, per diventare un racconto intimo e universale al tempo stesso, un dialogo profondo tra arte, memoria, dolore e speranza. È la pittura che cura, che consola, che restituisce senso. È la pittura che fiorisce, anche nel lutto.
Ieri sera, presso il museo Le Stanze della Memoria di Barga, la pittrice Matilde Estensi – nome d’arte di Paola – ha inaugurato la sua mostra personale “I fiori di Norma”, dedicata alla madre scomparsa due anni fa. Un omaggio delicato, fatto di colori, trasparenze, poesia e natura. A introdurre l’artista sono intervenute la Dott.ssa Sara Moscardini e Alice Mariani, consigliera comunale, che ha portato anche i saluti dell’amministrazione e della sindaca Caterina Campani.
La carriera pittorica di Matilde Estensi ha radici lontane: il primo quadro esposto risale al 1985 a Vignola. Da allora, è stato un cammino lungo 35 anni che ha attraversato gallerie, riviste d’arte e rassegne in Italia e all’estero. Dalle mostre locali in provincia di Lucca e Modena, alle esposizioni nazionali e internazionali, anche grazie alla modalità della video-esposizione, che consente di proiettare l’opera senza spostarla fisicamente. Le sue opere sono state ammirate in città italiane come Venezia, Firenze, Roma, Padova e Catania. E poi all’estero: Vienna, Marsiglia, Bruxelles, Principato di Monaco, fino agli Stati Uniti con tappe a Los Angeles, Washington e Miami. E ultimamente: Dubai, Berlino, Londra e – notizia freschissima – Pechino, dove sarà video-esposto il quadro “I colori della vita”.
A raccontare l’anima di questa nuova esposizione, è stata la stessa artista. “Fin da bambina amavo dipingere”, ha detto, rievocando i pomeriggi d’infanzia passati all’ombra dei castagni con la madre, lei a dipingere, la madre a ricamare. “I fiori di Norma” è proprio questo: il ritorno – emozionale e pittorico – a quei momenti condivisi, e alla madre come simbolo di dolcezza e forza. Accanto al quadro dedicato alla madre, Paola ha anche abbinato una poesia da lei scritta. Nel suo intervento, ha ricordato le difficoltà iniziali, il sogno mancato dell’istituto d’arte, i primi tentativi con l’olio su tela, l’evoluzione tecnica verso l’acqua e la luce, le prime esposizioni nelle valli di casa, e poi la svolta: la ricerca dei critici, l’ingresso nelle gallerie, le rassegne internazionali.
Alice Mariani, a nome del Comune, ha ringraziato l’artista per aver condiviso con la comunità “una mostra così intima, come la perdita della mamma”. “Avere tra i nostri artisti un volto barghigiano come Matilde è un onore – ha detto – e ci rende davvero orgogliosi”.
La serata si è conclusa con un momento di grande emozione: la Dott.ssa Moscardini ha letto la poesia “I fiori di Norma”, tra lunghi applausi e sguardi commossi. Un atto di restituzione delicato, poetico, che ha trasformato il dolore in bellezza e la perdita in memoria condivisa.
La mostra sarà visitabile fino al 22 giugno presso il museo Le Stanze della Memoria. Durante il periodo espositivo, l’artista realizzerà anche alcune dimostrazioni di live painting, per permettere al pubblico di entrare nel vivo del suo processo creativo. Matilde ci ricorda che c’è ancora tempo per sedersi accanto a un ricordo, per parlare con la natura, per dare forma al dolore con i colori.










