back to top
Pubblicità
Redazione
ANNO XIVdomenica 25 Ottobre 2026
coreglia antelminelli

A Ghivizzano gli oggetti rinascono: l’esperienza del centro del riuso a Palazzo Ducale

Non è solo un luogo dove si porta ciò che non serve più: al centro del riuso “Nova Vita” di Ghivizzano, ogni oggetto ha una storia da raccontare e ogni persona trova un ambiente accogliente dove sentirsi ascoltata.

È questo lo spirito che ha animato l’intervento del comune di Coreglia Antelminelli alla prima sessione del convegno “Coscienza di riuso e azione territoriale: un percorso condiviso”, tenutosi stamattina a Palazzo Ducale. A rappresentare il centro di riuso sono intervenute Matilde Gambogi, consigliera del comune di Coreglia e Annamaria Lombardi, volontaria del centro.

“Nova Vita” è oggi l’unico centro di riuso nella zona di Ghivizzano e sta diventando un punto di riferimento per tutta la Media Valle. Nato grazie a un finanziamento della Regione Toscana, dalla sinergia tra il comune di Coreglia e Ascit, e portato avanti grazie all’impegno quotidiano dei volontari, il centro rappresenta molto più di uno spazio in cui portare o ritirare oggetti usati. Chi è iscritto alla Tari può consegnare o ritirare oggetti, abbigliamento, biancheria e utensili, ma il valore di “Nova Vita” va ben oltre il riuso materiale.

“Le persone arrivano qui non solo per donare o ricevere un oggetto, ma per condividere la storia che lo lega a loro” ha spiegato Annamaria Lombardi, sottolineando come il centro sia diventato anche un luogo di accoglienza e ascolto. “C’è chi viene per un caffè, per raccontarsi, per trovare un po’ di calore umano. Questo ambiente accoglie anche persone in difficoltà, offrendo uno spazio accogliente e spazioso”.

Anche Matilde Gambogi evidenzia come la cultura del riuso si stia diffondendo anche all’interno delle scuole, tramite il comune di Coreglia insieme ad Ascit, al fine di sensibilizzare anche i più giovani.

“È fondamentale far comprendere l’importanza di ridurre l’impatto ambientale attraverso pratiche sostenibili – ha affermato Gambogi -. Oltre al riutilizzo, è importante insegnare anche la manutenzione e la riparazione degli oggetti”. Conclude Gambogi.

Il successo del centro di Ghivizzano dimostra come una buona pratica ambientale possa diventare anche un progetto sociale, capace di mettere in relazione le persone e di ricostruire legami di comunità. Un piccolo centro nato da un’idea semplice che si sta rivelando un grande motore di cambiamento.

Dalla homepage

Ultimi articoli in Ambiente e sostenibilità