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Redazione
ANNO XIVdomenica 25 Ottobre 2026
barga

Alla Fondazione Ricci il documentario su Bruno Cordati realizzato dagli studenti americani

Un ponte tra generazioni, tra culture e tra linguaggi: è questo lo spirito che ha guidato la realizzazione di “Cordati – A Short Documentary on an Italian Painter”, il breve documentario presentato venerdì  20 giugno presso la fondazione Ricci di Barga. Un progetto nato dal desiderio di raccontare l’arte e la memoria del pittore Bruno Cordati, una delle figure più amate della scena artistica barghigiana, attraverso lo sguardo giovane e internazionale degli studenti della School of communication, film and theatre dell’university of North Georgia, negli Stati Uniti.

Giunto alla terza edizione consecutiva, il programma estivo di cinema ha sede proprio in Casa Cordati, in via di Mezzo, nel cuore di Barga vecchia. Durante cinque settimane di soggiorno, gli studenti americani hanno avuto l’opportunità di immergersi nella vita culturale della città, sviluppando competenze cinematografiche e, quest’anno, dedicandosi alla realizzazione di un documentario sull’artista che li ha simbolicamente ospitati.

Sotto la guida del professor James Mackenzie, il gruppo ha realizzato un film-documentario che intreccia interviste, testimonianze e immagini evocative. Il lavoro non è solo un ritratto biografico, ma anche un tentativo di entrare nel mondo estetico e spirituale dell’artista, spesso enigmatico, e ancora oggi presente nei luoghi e nei volti di Barga.

A portare i saluti istituzionali è stata Caterina Salvi, in rappresentanza della presidente della Fondazione Ricci Cristiana Ricci, che ha introdotto la proiezione e presentato il professor Mackenzie al pubblico italiano, svolgendo anche il ruolo di interprete. Il professore ha sottolineato l’importanza dell’esperienza interculturale che questo progetto rappresenta: “Una delle principali sfide è stata sicuramente la barriera linguistica, ma gli studenti hanno lavorato con grande determinazione, intervistando vari personaggi della comunità barghigiana e raccontando una storia che non appartiene solo al passato, ma che continua a vivere”. Tra le voci presenti nel documentario, anche quelle di Keane, pittore e fotografo, e della stessa Caterina Salvi, entrambi testimoni della profonda impronta lasciata da Cordati a Barga.

La proiezione è stata seguita da un momento di confronto con il pubblico, che ha posto domande curiose e stimolanti: “Come è nata l’idea del film? Cordati è stato scoperto per caso, grazie al fatto che il gruppo alloggia proprio a Casa Cordati?” Il professor Mackenzie ha raccontato che sin dal primo anno del programma aveva sperato di poter dedicare un film all’artista, dopo aver letto di Barga in un libro.

Qualcuno dal pubblico ha domandato anche il motivo dell’uso marcato dell’oscurità nel film: una scelta stilistica, ha spiegato Mackenzie, che si collega allo stile profondo e misterioso di Cordati, restituendo allo spettatore un senso di ricerca e scoperta. Il documentario, ancora inedito, verrà presentato in diversi festival internazionali e in seguito sarà disponibile sulle principali piattaforme digitali.

La serata si è chiusa con l’entusiasmo e la speranza che il programma possa proseguire: “Sarebbe bello tornare anche il prossimo anno – ha detto Mackenzie – e magari realizzare un nuovo film, raccontando un altro frammento della vita culturale di Barga”.

“Cordati – A Short Documentary on an Italian Painter” non è soltanto un omaggio a un artista, ma un esempio concreto di come l’arte e il cinema possano superare confini geografici e linguistici. In un piccolo borgo toscano, studenti americani hanno trovato una storia da raccontare e una voce da ascoltare. È in questi incontri – silenziosi, profondi, talvolta imprevedibili – che la cultura continua a vivere e a generare nuova bellezza.

Foto di Nicola Tognetti

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