Dobbiamo cambiare prospettiva alla nostra cartina geografica. Sì, perché la “nostra” città di Lucca è, in realtà, in Sicilia. Nella provincia di Agrigento, per la precisione. Non è uno scherzo.
Vi chiederete: è mai possibile? Andiamo a vedere perché due città a 1.347 chilometri di distanza hanno il medesimo background sintattico e fonetico.
La parola “Lucca” è un sostantivo che deriva dalla lingua latina “lucus” che significa “bosco sacro” o “foresta”. Cinque lettere in comune per due realtà apparentemente lontane.
Lucca, il nostro capoluogo di provincia a 19 metri di altitudine, è un importante centro commerciale storico e turistico, incorniciato da mura rinascimentali, con una popolazione di 89 mila abitanti a un tiro di schioppo dalla costa tirrenica e famoso nel mondo per la produzione di vino e olio.
L’alter ego siculo è un piccolo centro agricolo a 513 metri, a circa 3 chilometri dal mar Mediterraneo, specializzato nella produzione di olive e mandorle.
Ora: come si chiamano gli abitanti dei due paesi? Lucchesi, gli abitanti toscani. Lucchesi – o, nella variante, lucchesini – quelli della città agrigentina.
Ma torniamo alle origini. Chi ha fondato nella storia antica questi particolari ambienti territoriali tanto uguali e tanto distinti? Il marchesato, in quel di Agrigento, fu fondato dai greci nell’ottavo secolo a.C.. Colonia romana, poi araba e normanna. La “nostra” Lucca in Toscana, invece, ha una morfologia storica differente: creata dagli etruschi, presa dai romani nel sesto secolo a.C. e, successivamente, dai bizantini nel quinto secolo d.C fino a diventare una repubblica indipendente.
Ecco il filo rosso, aggancio sicuro che pone in connessione Lucca Sicula e Lucca in Toscana. Anime gemelle diverse, ma assolutamente connesse in un gioco in cui la potenza della parola ha impresso suggestioni importanti.
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