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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
lucca summer festival

Riccardo Muti, il Maestro è nell’anima: musica e bellezza sul palco del Summer

Nella suggestiva cornice di piazza Napoleone a Lucca, ieri sera, la musica ha parlato con voce solenne ed eterna.

Riccardo Muti, 83 anni portati con l’autorevolezza e l’eleganza di chi ha fatto la storia della direzione orchestrale, ha calcato il palco del Lucca Summer Festival, accolto da un pubblico emozionato, per guidare l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini. Fondata nel 2004, per volontà del Maestro Muti, essa raccoglie 130 straordinari musicisti di età compresa fra i 18 ed i 30 anni, strumentisti definiti dal Maestro stesso “il fiore della gioventù italiana” nonché motivo di profondo orgoglio per il direttore.

Lucca rientra in un tour di tre tappe, scelte tra alcuni dei luoghi più suggestivi del nostro Paese, che si concluderà con il concerto finale all’Anfiteatro degli scavi Pompei, rendendo evidente l’importanza della città toscana nel panorama culturale e musicale. Muti ha diretto la Cherubini con energia e sentimento, come un tessitore in grado di ricamare la melodia, grazie a movimenti precisi ed espressivi, in un perfetto connubio di rigore e passione.

Il programma presentato è stato un viaggio tra diverse epoche, dalla musica sinfonica a quella cinematografica, messe in risalto da un’esibizione di grande spessore che ha incantato il pubblico. Accolti da uno scrosciante applauso, in un’atmosfera sospesa e solenne, i musicisti e il Maestro hanno cominciato il concerto con la sinfonia tratta dalla “Norma” di Vincenzo Bellini, capolavoro dell’opera italiana, per poi proseguire con un compositore molto caro a Riccardo Muti, Giuseppe Verdi, di cui sono state eseguite “Le quattro stagioni” da “I Vespri siciliani”, un’opera che racconta della ribellione scoppiata a Palermo il 30 marzo 1282 contro i dominatori francesi.

Dopo una breve pausa i talentuosi musicisti della Cherubini hanno incantato il pubblico con l’indimenticabile colonna sonora scritta da Nino Rota per “Il padrino”, celebre film del 1972 che racconta la storia di Vito Corleone, personaggio immortale del cinema internazionale. Infine l’orchestra ha eseguito il “Boléro” del compositore francese Maurice Ravel, nato come musica da balletto e diventato uno dei più famosi brani da concerto, la composizione che consacrò Ravel alla fama. Il brano, celebre per l’intensità e il travolgente impatto emotivo, ha stupito tutti i presenti portandoli ad un lungo applauso e alla standing ovation finale che ha abbracciato gli strumentisti col suo calore.

Ieri sera, a Lucca, la musica ha trovato la sua voce più pura: quella in grado di unire generazioni, attraversare i secoli ed emozionare ancora. Riccardo Muti con la sua direzione brillante ha dimostrato che la grande musica è in grado di parlare a tutti, quando è sostenuta da talento, impegno e amore.

Il Maestro, ancora una volta, ha spinto la musica oltre l’intrattenimento, facendone educazione dello spirito alla bellezza, come ha dichiarato egli stesso “Il compito dell’arte non è distrarre, ma elevare l’animo” e ieri sera, a Lucca, questo messaggio è arrivato chiaro, profondo, indimenticabile.

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