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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
castelnuovo di garfagnana

Lucchesi (e garfagnini) illustri con Paolo Bottari: da Giber al cardinal Campori, orgoglio di una terra

Sono molti i personaggi che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’umanità e alcuni di questi sono nati proprio nella nostra terra: persone che hanno cambiato il mondo con la propria arte o le proprie invenzioni, che hanno sfidato e superato limiti. A tutti coloro è dedicato il nuovo libro di Paolo Bottari dal titolo “Lucchesi illustri – Da Puccini ad altri cento personaggi di ogni epoca del nostro territorio”, presentato ieri sera in piazza Carli a Castelnuovo di Garfagnana.

L’evento è stato un dialogo, un confronto tra il moderatore Luca Dini, l’autore Paolo Bottari e il presidente di A.M.A Cultura Matteo Marcalli, da sempre impegnato nella promozione del territorio.

Bottari ha spiegato che l’interesse per queste persone è nato leggendo i loro nomi su alcune vie e piazze o intitolazioni di palazzi e scuole, ciò lo ha quindi spinto a cercare informazioni per scoprire le vite e i meriti di queste figure di spicco. Durante la serata sono stati approfonditi e spiegati al pubblico alcuni dei nomi di rilievo d’origine garfagnina, le cui storie spesso sono sconosciute ai più e che meritano invece di essere ricordate.

Tra questi Giuseppe Bernardini, detto Giber, un giornalista di spicco che ha vissuto e raccontato un’epoca di passaggio e che grazie al suo lavoro ha dato voce a tante esigenze e disagi. O ancora Pietro Campori, cardinale definito da molti il “quasi Papa”, uno dei favoriti per il soglio pontificio del Conclave 1621, visto come erede di Paolo V; Pellegrino Turri, l’inventore della macchina da scrivere, creata per il degno intento di permettere ad una nobildonna cieca, Carolina Fantoni, di poter avere accesso alla scrittura. È stata anche raccontata la particolare storia del duca Alfonso III d’Este che passò dall’essere un tirannico nobile, dittatoriale e odiato dal popolo, a prendere i voti di frate, scegliendo come luogo proprio Castelnuovo, e diventando un uomo altruista, perdonato dal popolo che aveva precedentemente vessato.

“Il mio libro è fatto di aneddoti – ha dichiarato lo scrittore – Volevo raccontare la sostanza di questi personaggi e il segno che hanno lasciato”.

Non dobbiamo dimenticare che la nostra terra, scomoda e complessa, è anche piena di ricchezze e di persone che le hanno dato lustro, ed è nostro compito conoscerle e ricordarle perché, come ha detto Matteo Marcalli alla fine dell’incontro “Solo sapendo da dove veniamo, riusciamo a capire dove possiamo andare”.

Foto di Elisa Togneri

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