Stefano Bollani è tornato, dopo molti anni, a calcare il palco di Mont’Alfonso. Diversi anni fa, infatti, aveva presentato uno spettacolo insieme alla sua prima moglie Petra Magoni, Dario Vergassola e David Riondino; sua figlia, Frida, era stata poi ospite della rassegna con un memorabile concerto alla Fortezza delle Verrucole.
Il concerto di ieri sera, in Fortezza, ha avuto varie anime. Si è aperto con rivisitazioni tipicamente jazz di alcuni standard alternate a brani propri o della sua amata musica brasiliana, con momenti di alto virtuosismo su uno splendido Steinway su cui aveva appoggiato una tastierina elettronica che, sicuramente, avrà fatto storcere il naso ai puristi.
È passato poi a reinterpretazioni di grandi classici del pop, come Yesterday dei Beatles o Cogli la prima mela di Branduardi (anche lui in cartellone quest’anno a “Mont’Alfonso sotto le Stelle”), fino ad arrivare a momenti quasi “cabarettistici” come le traduzioni in vernacolo fiorentino di classici del repetorio di Frank Sinatra o degli U2.
Numerosi i bis, in uno dei quali ha improvvisato, su una decina di brani richiesti dal pubblico, da Frank Zappa a Jesus Christ Supertar.
Quasi due ore di grande jazz, insomma, ma anche puro intrattenimento com’è nella cifra stilistica di un pianista di consolidata fama internazionale.
Foto di Roberto Rocchiccioli












