Una bellissima e calda serata di mezza estate a Camporgiano.
Il giornalista Andrea Cosimini, direttore de La Gazzetta del Serchio, ha presentato il suo libro, scritto a quattro mani con Ciro Castaldo, “Billie Holiday e Mia Martini. Così lontane, così vicine – Un incontro inedito sotto la luna del blues” (2025, Edizioni Melagrana) dedicato alle due cantanti straordinarie, puntando i riflettori proprio su Lady Day e sulla musica jazz di cui rappresenta una delle più grandi interpreti in assoluto.
L’evento “Blue Moon. Billie Holiday, 110 anni dalla nascita della più grande voce del jazz” si è svolto in piazza San Giacomo, proprio sotto il torrione della rocca estense al centro della città, in un palcoscenico naturale adatto ad accogliere il numeroso pubblico accorso. Tutte le canzoni scelte avevano come tema la luna. Peccato che il poetico astro della notte in cielo sia sbucato un po’ troppo tardi ed abbia mancato la performance a lei dedicata…
I musicisti – bravissimi – Ugo Bongianni (pianoforte) e Raffaele Bifulco (flauto) hanno fatto un accompagnamento di eccezione per la bravissima cantante Sara Maghelli, che ha interpretato i molti brani in programma di Billie Holiday in modo impeccabile. La vocalist ha rievocato il mito di un’artista che, purtroppo, non abbiamo potuto ammirare dal vivo perché è scomparsa prematuramente, a soli 44 anni, nel 1959, ma che, comunque, continua a vivere attraverso i suoi brani favolosi e in qualche video su Youtube.
La sua storia, raccontata da Andrea, è davvero tristissima. Lei, ragazza sola che si fa strada con la sua bellissina voce, in un mondo fatto di soli uomini, principalmente bianchi, che avevano in mano lo show business, e di incredibili musicisti neri. Il colore della pelle di Billie non era troppo scuro, in quanto la nonna, ancora schiava, aveva avuto la madre e gli zii di Billie, con una relazione – certamente non così libera – con il padrone bianco.
La sua vita, come ha narrato Andrea, è stata costellata da vicende di violenze e di abbandoni. Billie aveva incrociato la sua strada con il mondo della droga, che non ancora considerata tossica, o non del tutto, e che aveva condizionato e peggiorato la sua esistenza e la sua carriera.
Fu la prima donna a denunciare apertamente il razzismo nei confronti degli afroamericani e lo fece con un brano che le creo ancora più problemi, nel 1939, sfidando apertamente le discriminazioni razziali. Cantò una canzone coraggiosa, Strange Fruit, questo “strano frutto” che altro non era che il corpo di un uomo nero, ucciso dai bianchi e appeso ad un albero.
La vita di molte artiste di colore non era per niente facile, e molte donne talentuose, dopo di lei, si scontreranno con le problematiche razziali. Come Nina Simone, con la sua canzone Mississippi Goddam, o Tina Turner. Ma anche artisti come Sam Cooke, con il suo brano A Change Is Gonna Come. Quest’ultimo venne ucciso nello stesso anno della pubblicazione del brano, che divenne un inno del movimento per i diritti civili degli afroamericani ricantato da artiste del calibro di Aretha Franklin e Tina Turner.
La serata è stata presentata dalla giovanissima Alice Petri, collaboratrice de La Gazzetta del Serchio, che ha intervistato a fine serata la cantante e gli altri artisti sul palco. A conclusione dell’evento, è stato proposto un brano originale cantato dalla vera Billie Holiday per poter avere un’idea precisa del suo timbro musicale e del suo modo straordinario di cantare.
Il jazz, sopratutto cantato rivisitando i brani della grande Billie Holiday e la sua triste storia, non poteva mancare nella mia rubrica “Il teatro è servito”, ovviamente insieme a tutto quanto fa spettacolo!