Successo per la presentazione del libro “Tra magia e cura, la pratica della ‘segnatura’ in Garfagnana” di Maria Chiara Lugenti, pubblicato da Maria Pacini Fazzi Editore.
La presentazione era prevista in piazza Carli ma, a causa del brutto tempo, è stata spostata in saletta ex archivio, vicino alla Rocca Ariostesca.
Maria Chiara Lugenti è di Castelnuovo di Garfagnana ed ha conseguito, dopo essersi diplomata al liceo scientico presso ISI Garfagnana, la laurea magistrale in antropologia e storia presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Per la sua tesi ha svolto una ricerca sulla pratica della segnatura in Garfagnana, dalla quale scaturisce il suo libro.
Lorenzo Santi, anche lui garfagnino (di Corfino, per la precisione), compagno di liceo di Maria Chiara, ha presentato la serata, introducendo l’autrice e ponendole delle domande sul suo lavoro.
Santi ha, anch’esso, un percorso di studi interessante alle spalle: si è laureato in lingue e letterature straniere, con specializzazzione in lingue, letterature e filologie euroamericane e, al momento, è dottorando in letteratura inglese presso l’università di Pisa (con soggiorni di ricerca presso l’università di Stellenbosch in Sudafrica e l’università di Adelaide in Australia).
Perché parlare di segnatura nel 2025? Che interesse può avere lo studio di questi rituali? Sono le domande che stanno alla base del lavoro di Maria Chiara Lugenti, la quale ha esplorato il mondo dei segnatori e dei segnati. Un mondo di pratiche magiche, con modalità totalmente nascoste, pena la perdita dei poteri, con rituali essenzialmente legati alla religione, e acquisiti all’interno della famiglia, per discendenza.
Non solo donne, ma anche uomini che ‘segnano’ con vari metodi: olio in piatto d’acqua, una moneta benedetta o con la semplice imposizione della mano. Cosa si segna? Principalmente il ‘Malocchio’, ma anche le bruciature, i porri o le verruche. Il Malocchio è anch’esso legato alla magia: con la segnatura lo si toglie, esso è una ‘fattura’ fatta, consapevolmente o no, da qualcuno con scopi malefici. Chi ha il malocchio può provare uno stato di malessere e/o di sfortuna in genere, tanto da ricorrere al segnante per toglierlo.
L’approccio di Maria Chara è chiaramente scientifico e ci porta alla scoperta di un mondo nascosto fatto, appunto, di questi rituali, con parole bisbigliate e guarigioni che sfuggono alla razionalità. Un intreccio sapiente tra mistero e cultura popolare, mondo moderno e scientifico.
Racconta Maria Chiara nell’introduzione del suo libro: “L’unica conoscenza che avevo del mondo della segnatura era frutto di un’esperienza diretta risalente a quando avevo circa otto-nove anni: dopo aver provato più volte a rimuovere diversi porri che avevo sulla mano seguendo il consiglio del mio dermatologo, mia madre mi convinse ad andare da un segnatore del paese – continua poi -. Non ricordo quanto tempo passò di preciso, ma dopo circa un mese i porri sono scomparsi e non sono più tornati. Ho archiviato questa esperienza come frutto del caso e non sono più tornata da segnatori fino a quando non ho intrapreso l’indagine”. E, a questo, Maria Chiara aggiunge il suo totale scetticismo da bambina che aveva avuto.
Un altro aspetto importante della pratica è quello della sua somministrazione totalmente gratuita. Maria Chiara aggiunge che: “Mette in moto un circuito del dono molto interessante, in cui il fine non è quello di guadagnare denaro, ma di creare relazioni sociali”.
Se volete ascoltare Maria Chiara, raccontare del suo libro e rispondere alle domande del pubblico, ci sarà una nuova presentazione il 27 agosto alle 21 presso il teatro parrocchiale a Corfino. Il libro era stato presentato anche presso la Fortezza delle Verrucole il 10 agosto.









