L’ultimo spettacolo del festival “Mont’Alfonso sotto le stelle 2025” non ha deluso le aspettative.
L’Ensemble Symphony Orchestra, grande orchestra sinfonica, si è cimentata in due grandi classici della musica di tutti i tempi, “Boléro” di Maurice Ravel e “Carmina Burana” di Carl Orff, con circa 200 tra musicisti e cantanti, tutti stipati sul palco, sotto la direzione del maestro Giacomo Loprieno che ha introdotto le due opere ed intrattenuto il pubblico presente.
Per “Bolélo” ha pregato gli spettatori di fare silenzio, per comprendere meglio la musica: la composizione, infatti, parte con “pianissimo” per poi crescere. Loprieno ha aggiunto: “Vorrei sentire solo i grilli”. E così è stato.
Dopo aver eseguito “Boléro”, il maestro ha spiegato che i “Carmina Burana” sono composti da vari brani e la durata complessiva è di circa 45 minuti. Poi ha aggiunto che il pubblico, solitamente, applaude interrompendo l’esecuzione, e ci si poteva aspettare che fosse contrario a questi applausi; invece li ha incoraggiati e ha contribuito lui stesso a fornire alla platea i tempi per applaudire in modo divertente e compiaciuto.
L’esecuzione dei due grandi classici è stata praticamente impeccabile. E lo stesso si può dire del coro (diretto da Simone Valeri) e dei solisti durante i “Carmina Burana”.
Alla fine dei “Carmina”, il maestro Loprieno, prima di concedere il bis, ha ringraziato calorosamente la direzione del festival e la PRG, raccontando a chiusura del festival: “Nella nostra esperienza di musicisti, abbiamo ripercorso la vita di tanti compositori e tutti loro hanno affrontato momenti difficili per i loro paesi. Hanno patito guerre o subìto dei lutti, scrivendo su questi qualcosa che noi abbiamo letto e acoltato come fossero lontane nel tempo, ma dalle quali bisogna invece imparare affinché certi fatti non si ripetano più”. Poi ha continuato: “Al mondo ci sono dei personaggi, che definirei “bulli”, i quali decidono di farle comunque queste cose, anche se siamo nel 2025. E noi siamo spettatori indignati, che possiamo fare poco. Tutti insieme, però, possiamo essere ascoltati, perciò – ha esortato il pubblico- andate ai concerti e non perdete la capacità di indignarvi per quello che succede nel mondo, perché in questo momento ce n’è davvero bisogno”
“Così – ha proseguito il maestro Loprieno – ho ripensato ad un un brano di Benjamin Britten che si intitola “Nimrod”. Cosa è il Nimrod? È una figura mitologica che accomuna il mondo arabo e il mondo ebraico. In entrambe le tradizioni, nella Bibbia e nel Corano, si menziona questa figura che ha mille sfaccettature. In alcune tradizioni è un tiranno, in altre un rivoluzionario. In realtà, la parola nasce da una radice unica per entrambe le lingue e vuol dire “ribellione”. Io credo che per quei popoli, che noi possiamo aiutare, sia arrivato il momento di ribellarsi a chi, sopra la loro testa, fa della politica e non pensa alle vite loro e alle vite dei propri bambini”.
Loprieno ha poi spiegato come Benjamin Britten abbia preso quel testo sacro e lo abbia messo in musica, aggiungendo: “Voi chiudete gli occhi, perché è una musica fantastica. Speriamo sia un augurio di pace e che l’anno prossimo tutto questo non ci sia più”. L’orchestra ha attaccato il brano che ha chiuso la serata e il festival in modo davvero grandioso.
A parlare di bilanci del festival è stata Angelica Lucibello, per la Prg (promoter del festival), che, insieme alle autorità presenti, ha aperto la serata. Lucibello ha sintetizzato i numeri di questa rassegna giunta a sei edizioni, con più di 60 mila presenze: “Il 40 per cento del pubblico proviene dalla provincia di Lucca, il 20 da altre province toscane e il restante 40 da fuori regione”. Interessante davvero questo dato, considerando le difficoltà per raggiundere la location, che è molto bella ma anche “impervia” come sottolineato, ma in modo benevolo, anche dal maestro Loprieno.
Sul palco il sindaco del comune di Castelnuovo di Garfagnana Andrea Tagliasacchi, che ha fatto i complimenti a tutti per la riuscita del festival, ringraziando lo staff di Mont’Alfonso e, in particolar modo, le associazioni e tutti coloro che dedicano tempo e energia a questa kermesse chiarendo bene che, senza l’impegno di centinaia di volontari per ogni serata, essa non sarebbe possibile. I complimenti a tutti sono arrivati anche da Raffaella Mariani, presidente dell’Unione Comuni Garfagnana, e dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani che ha voluto onorare con la sua presenza questo ultimo atto della fortunata sesta edizione. Sul palco anche Chiara Bechelli, vice-sindaco di Castelnuovo, Mario Puppa, consigliere regionale e Andrea Carrari, vice-presidente della provincia di Lucca.
Alla fine dello spettacolo, tutti – spettatori e musicisti – si sono intrattenuti con gli autieri per mangiarsi un bel bombolone caldo.
Foto di Nicola Tognetti




















