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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
lettera

Regionali, lettera aperta ai candidati: “La Garfagnana chiede risposte chiare”

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta, a firma di Elio Satti Bravi, rivolta a tutti i candidati alle prossime elezioni regionali:

Il territorio della Garfagnana non può più essere relegato al ruolo di periferia dimenticata. In vista delle imminenti consultazioni elettorali, si richiedono con fermezza risposte chiare e assunzioni di responsabilità concrete su due ambiti non più differibili: la tenuta del tessuto economico locale e il grave deterioramento dei servizi sanitari.

L’economia locale muore di chiusure, abbandoni e mancanza di prospettive. I giovani se ne vanno, le imprese resistono a fatica, chi vuole costruirsi un futuro spesso è costretto a farlo altrove.

Sul piano sanitario la situazione è ancora più grave: reparti svuotati, personale insufficiente, servizi essenziali tagliati. Curarsi è diventato un problema.

In Garfagnana cresce un senso di rassegnazione profonda: la popolazione si sente abbandonata, sfiduciata da promesse disattese e da un’attenzione politica che continua a mancare. Ma anche la pazienza ha un limite.

Questa non è un’istanza generica. È una richiesta netta e urgente: la Garfagnana esige attenzione, investimenti e una svolta vera. Chi si candida a governare deve assumersi la responsabilità di invertire questa rotta.

1. Garfagnana 2024: allarme demografico ed economico

Il “Rapporto Garfagnana 2024” curato dall’ISR e dalla CCIAA Toscana Nord Ovest disegna un quadro impietoso della Valle.

  • Spopolamento: -10,5% in dieci anni, indice di vecchiaia oltre 330 (330 anziani ogni 100 giovani).
  • Imprese in calo: 2.334 (-9,2% in dieci anni), con forti perdite in artigianato, commercio e agricoltura.
  • Reddito medio: circa 20.000 euro, ben sotto la media provinciale.
  • Occupazione: tasso al 44,8%, disoccupazione al 6%.
  • Infrastrutture: oltre 70 minuti per raggiungere snodi principali; solo 22% dei comuni coperti da FTTH.
  • Commercio e somministrazione: 745 attività, -4,9 annuo.
  • Indice pressione turistica: basso (1,6 turisti ogni 100 residenti)
  • Raccolta differenziata: ferma al 52,9% (contro il 77% provinciale).

La Garfagnana non chiede assistenzialismo, ma pari dignità e pari opportunità. Per fermare l’erosione sociale ed economica serve una regia pubblica chiara, investimenti mirati, infrastrutture moderne e incentivi per chi vuole restare o tornare. Il tempo dei contentini è finito.

2. Sanità: curarsi non deve essere un privilegio

La percezione diffusa è che la Garfagnana sia stata tagliata fuori. Le criticità sono evidenti:

  • Pronto soccorso dell’unico presidio ospedaliero di Castelnuovo Garf.na: spesso un solo medico attivo, organico ridotto di notte, anestesista solo reperibile. Radiologia lenta per mancanza di tecnici.
  • CUP: personale ridotto e orari limitati, con forti disagi per gli anziani.
  • Reparti del presidio ospedaliero: posti letto insufficienti; lunghe degenze e chirurgia costrette a trasferimenti fuori zona. Senza considerare il ricorso alla sanità privata.
  • Isolamento geografico: spostamenti frequenti verso Lucca o Pisa o Viareggio per cure specialistiche, con pesanti disagi e spese non indifferenti.
  • Presidi sottoutilizzati: la Casa della Salute di Piazza al Serchio funziona al minimo, rischiando di diventare un contenitore vuoto.
  • Non dimentichiamo l’indice di vecchiaia oltre 330, che rende indispensabile un servizio sanitario all’altezza delle problematiche che l’età introduce.

La carenza di personale e la scarsità di servizi essenziali minano la qualità e la tempestività delle cure. Senza trasporti integrati e politiche sanitarie adattate ai territori montani, la marginalizzazione sanitaria si aggrava.

Conclusione

La Garfagnana non chiede privilegi, ma giustizia territoriale. I numeri parlano chiaro: economia fragile, giovani in fuga, popolazione sempre più anziana, servizi sanitari ridotti al minimo. Ignorare questa realtà significa condannare un’intera valle all’abbandono.

Chi si candida a governare la Toscana deve dimostrare coraggio politico e assumersi la responsabilità di rilanciare questo territorio con fatti concreti: investire in sanità, infrastrutture, lavoro e servizi di prossimità. Solo così la Garfagnana potrà restare viva e parte integrante della Toscana.

Ora è il tempo dei fatti”.

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