Si chiamano John Amabile, Elena Chiesa Onesti, Horacio Raúl Mannelli, Marisa Mitchell, Joseph “Joe” Pacini, Daniel “Pipi” Piazzolla. Cognomi – e, in certi casi, nomi – che tradiscono le loro origini. O, meglio, quelle dei loro avi.
C’è chi è un rinomato interior designer scozzese, come John; chi una figura di rilievo nella comunità italo-americana di Chicago, come Elena; chi un apprezzato educatore e tecnico, come Horacio; chi lavora per il National Health System – NHS del Regno Unito, come Marisa; chi è un abile imprenditore nel settore immobiliare di Chicago, come Joseph; e chi, infine, è un affermato batterista, compositore e docente e porta avanti l’importante eredità musicale della sua famiglia, come Daniel.
Provengono da diverse parti del mondo, ma sono uniti tutti dalle stesse radici: quelle della Valle del Serchio, dove sono nati o dove i loro parenti sono partiti mantenendo, pur sempre, un legame affettivo con le terre di origine.
Le loro storie meritano di essere raccontate.
John Amabile, ad esempio, è originario di Gallicano. Ha iniziato la sua carriera a Londra, lasciando un segno nel settore del design di interni del Regno Unito e oltre. Apparso in numerosi programmi televisivi, oggi redige lo studio John Amabile Design ed è specializzato in progetti residenziali e commerciali su misura. John è anche un ambasciatore di beneficenza ed ha partecipato a numerosi eventi di raccolta fondi.
Poi c’è Elena Chiesa Onesti che è nata a Barga ed oggi è nota per il suo impegno nella promozione della cultura italiana e per il suo sostegno a numerose iniziative comunitarie. Ha dimostrato un profondo rispetto per le sue radici italiane e un impegno nel trasmettere questi valori alle generazioni future. Questa dedizione riflette l’importanza nella sua vita delle tradizioni e dell’identità culturale.
Ma c’è anche Horacio Raúl Mannelli, nativo di Mar del Plata in Argentina, ma originario di Massa Sassorosso nel comune di Villa Collemandina. Horacio, come la sua famiglia, coltiva una profonda dedizione alla comunità e alle sue radici italiane. Figlio di un italiano e veterano della seconda guerra mondiale, ha insegnato la nostra lingua al Centro Italiano Marplatense. La sua dedizione all’educazione e all’impegno nella comunità testimonia il desiderio di mantenere vivi i suoi valori della sua eredità culturale.
Marisa Mitchell è invece nata a Londra. Le sue origini, però, sono di Roggio nell’alta Garfagnana. Da piccola, Marisa, ha coltivato un senso di appartenenza alla comunità italo-britannica e, nel corso degli anni, ha supportato la chiesa italiana di San Pietro documentando questo impegno con fotografie e video.
Quindi c’è Joseph “Joe” Pacini, i cui genitori sono originari di Lucchio nel comune di Bagni di Lucca. La sua storia è un esempio di determinazione e impegno verso la comunità, in quanto mantiene vive le tradizioni delle sue origini. Sposato con Adele, anche lei originaria di Lucchio, ha avuto con lei due figli. Joe ha ricoperto ruoli nel consiglio di amministrazione dell’associazione “Lucchesi nel mondo” ed è noto per il suo sostegno a organizzazioni benefiche.
Infine colui che ha il cognome, forse, più altisonante. Daniel “Pipi” Piazzolla, nato a Buenos Aires, in Argentina. Daniel è nipote del celebre bandoneonista Astor Piazzolla, maestro del tango, i cui nonni materni provenivano proprio da Massa Sassorosso come ricostruito con il progetto “ParcoAppennino nel mondo”. Anche lui si è fatto notare nel mondo delle sette note: suona la batteria e si distingue per il suo stile che fonde jazz, tango e altri ritmi argentini.
A tutti loro – e a molti altri lucchesi che si sono distinti nel mondo – sabato verrà consegnato un riconoscimento nell’auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca. Un modo per riconoscere e celebrare il valore di chi, pur lontano dalla propria terra, continua a portare alto il nome della Garfagnana e Media Valle del Serchio anche a distanza di generazioni.
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