Nel cuore del nostro paese, Corsagna, si trova Piazza 20 Settembre, intitolata a una data centrale nella storia italiana: il 20 settembre 1870, giorno della Breccia di Porta Pia, che segnò la fine del potere temporale dei Papi e il completamento dell’Unità d’Italia con l’annessione di Roma.
Come in molte altre località italiane, anche a Corsagna questa intitolazione rispecchiava lo spirito dell’epoca, segnato da forti ideali laici e risorgimentali. Tuttavia, non tutti hanno mai condiviso il significato celebrativo di quella data.
Il nostro parroco, Don Sergio Giorgi,(1938-1992) non ha mai nascosto la sua contrarietà a questa scelta, considerandola in contrasto con la memoria ecclesiale. Per la Chiesa cattolica, il 20 settembre rappresenta infatti una perdita dolorosa, la fine dell’autonomia del Papa e l’inizio di una lunga frattura nei rapporti con lo Stato italiano, sanata solo nel 1929 con i Patti Lateranensi.
Don Sergio ci ricordava spesso: “Non è una data da ricordare con gioia”, ma da affrontare con rispetto e consapevolezza storica.
Eppure, al di là delle vicende nazionali, Piazza 20 Settembre è sempre stata, per noi ragazzi di Corsagna, un luogo vivo e familiare. Un punto di ritrovo dopo la scuola, uno spazio per giocare a pallone, per chiacchierare, scambiare opinioni, ridere e crescere insieme. E poi il bocciaio vicino al muro del solco, che per tanti ha rappresentato momenti semplici ma preziosi di comunità e amicizia.
Questa piazza, come tante altre in Italia, racconta una storia doppia: quella ufficiale, segnata dagli eventi politici, e quella quotidiana, fatta di persone, memorie e vissuti.
Ricordarle entrambe è un modo per onorarla davvero.