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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
lettera

I pediatri di Lucca solidali con il popolo palestinese: “Cessare il fuoco e aprire i corridoi umanitari”

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera della dott.ssa Francesca Dini, pediatra della zona di Lucca, sottoscritta da gran parte dei colleghi pediatri del territorio per manifestare la loro solidarietà con il popolo palestinese e il loro appello per un immediato cessate il fuoco e un’immediata apertura di corridoi umanitari:

“Convinti che in questo momento storico il silenzio non sia un’opzione, noi Pediatre e Pediatri della zona di Lucca ci uniamo all’appello pubblicato il 30 luglio 2025 dalle organizzazioni pediatriche internazionali – International Pediatric Association (IPA) e International Society for Social Pediatrics and Child Health (ISSOP) – per testimoniare e richiedere immediate soluzioni per fermare il genocidio in atto contro il popolo palestinese.

Di seguito ne riportiamo il testo integrale:

“Fermare la Violenza, la Fame e il Genocidio a Gaza e in Cisgiordania/Palestina

Luglio 2025 – International Pediatric Association (IPA), International Society for Social Pediatrics and Child Health (ISSOP)

Nessuna professione testimonia l’impatto del conflitto armato e della violenza sui bambini più dei pediatri e, pertanto, nessuna professione ha una maggiore responsabilità di rispondere, senza timore di ritorsioni.

Testimoniare la violenza e la fame che si sono svolte a Gaza e in Cisgiordania significa adempiere al nostro obbligo etico di rispondere all’impatto del conflitto armato sui bambini come pediatri, professionisti della salute infantile e pubblica, e difensori dei diritti dei bambini. Tuttavia, ciò non significa ignorare i crimini di guerra commessi da Hamas contro il popolo israeliano il 7 ottobre 2023, che devono essere riconosciuti e condannati.

In qualità di pediatri e professionisti della salute infantile, comprendiamo che il trauma fisico e psicologico che i bambini hanno subito a Gaza influenzerà la loro salute e il loro benessere per tutto il corso della vita. La fame forzata imposta da Israele ha già causato e causerà sempre più decessi, raggiungendo un’entità che viola ogni principio di rispetto dei diritti umani. È un crimine contro l’umanità a cui noi, in quanto portatori di diritti dei bambini, dobbiamo rispondere, e per il quale Israele e le entità che hanno contribuito direttamente e indirettamente alla violenza e alla fame, devono essere condannate e ritenute responsabili.

Pur concentrandoci sui bambini di Gaza, riconosciamo anche la violazione globale dei diritti dei bambini alla sopravvivenza e allo sviluppo ottimali che si sta verificando in Sudan, Ucraina, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Yemen, Myanmar e in altre regioni del mondo, che richiedono anch’esse la nostra attenzione e risposta. L’ampiezza e la gravità di queste violazioni riflettono il disprezzo e la svalutazione e della vita dei bambini da parte dell’umanità.

In quest’ottica, noi, come comunità internazionale di pediatri e professionisti della salute infantile, riconosciamo che le azioni israeliane a Gaza soddisfano la definizione di “genocidio” delle Nazioni Unite e chiediamo l’attuazione delle seguenti azioni:

  1. Condannare e fermare immediatamente il genocidio in corso a Gaza, compresa un’immediata cessazione della violenza, della fame forzata e del rifiuto di aiuti umanitari, che ha colpito in modo sproporzionato i bambini.
  2. Richiedere a tutte le organizzazioni, associazioni e istituzioni di professionisti della salute infantile di esercitare pressione e intraprendere azioni per porre fine alla violenza e al genocidio a Gaza, fermare il targeting di personale medico, ospedali e strutture sanitarie, rispondere immediatamente ai bisogni medici dei bambini a Gaza e contribuire alla ricostruzione delle infrastrutture mediche e dei sistemi sociali  necessari per garantire i diritti dei bambini alla salute e alla sopravvivenza e allo sviluppo ottimali.
  3. Chiedere alla comunità internazionale di richiedere e attuare immediatamente l’accesso illimitato degli aiuti umanitari ai civili palestinesi, in particolare ai bambini attraverso tutti i punti di accesso regionali in Egitto e Giordania. Riconoscere e condannare la responsabilità di Israele nel bloccare deliberatamente tali aiuti.
  4. Richiedere la fine del supporto politico, economico, corporativo e militare internazionale a Israele che perpetua il ciclo di violenza e il genocidio attuale a Gaza. Il silenzio da parte di tutti gli stakeholder del settore pubblico e privato sul benessere dei bambini è anch’esso una forma di complicità e deve finire.
  5. Consentire ai colleghi professionisti, organizzazioni, associazioni e istituzioni di difendere liberamente e in modo efficace i diritti dei bambini palestinesi senza ritorsioni.
  6. Riconoscere e rispondere all’apartheid e alla pulizia etnica in corso in Cisgiordania/Palestina, che minaccia di espandersi sulla scala del genocidio*, che si sta verificando a Gaza.

La violenza fisica, la fame forzata e la negazione degli aiuti umanitari che si verificano a Gaza e in Cisgiordania/Palestina richiedono una risposta immediata da parte di pediatri, professionisti della salute infantile e pubblica, organizzazioni professionali, associazioni e istituzioni, e tutti gli altri stakeholders nel benessere dei bambini. Se non ora, quando? Se non noi, chi?”

*in data 16/09/2025 la commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite ha dichiarato che quello che sta avvenendo a Gaza può essere giuridicamente definito genocidio.

Si segnalano numerose campagne in corso che testimoniano il dissenso dei professionisti sanitari rispetto a quanto sta accadendo a Gaza. Tra queste in particolare “STOP the SILENCE! Academic Associations Must Recognise the Genocide in Gaza”, promossa tra gli altri da due professionisti, Jonathan Montomoli (Ospedale di Rimini) e Roberto De Vogli (Università di Padova), e pubblicata sulla prestigiosa rivista ‘The Lancet’, che vede già la sottoscrizione di numerosi accademici e operatori sanitari ma anche di comuni cittadini. (Per aderire: https://www.change.org/p/stop-the-silence-academic-associations-must-recognise-the-genocidein-gaza?fbclid=IwdGRzaAMJAVjbGNrAz4j_2V4dG4DYWVtAjExAAEeIIKjVkNBaSXGKxPxy5TtrHhhDIbgCXXUPzziJkBHf8bGWS6BbGPe8eqX-c_aem_dnhoZLPppFupWm9VTTFrEA&sfnsn=scwspwa).
Concludiamo ribadendo la nostra posizione umana e professionale a difesa dei diritti delle bambine e dei bambini di tutto il mondo, come recita l’art. 2 della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC), “senza distinzione di sorta e a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o altra del fanciullo o dei suoi genitori o rappresentanti legali, dalla loro origine nazionale, etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria, dalla loro incapacità, dalla loro nascita o da ogni altra circostanza”.
Un bambino è un bambino, OVUNQUE”.

Alessandra Carmignani, Alessia Romei, Anna Lucia Piscitelli, Benedetta Marchi, Caterina Bacci, Catia Pucci, Chiara Domenici, Costantino Roggi, Cristina Mucaria, Elena Ferretti, Elisabetta Spadoni, Federica Tripoli, Filippo Pieroni, Fiorella Di Dia, Francesca Dini, Francesca Orsi, Francesca Simi, Francesca Simoni, Giovanni Buono, Giulia Camici, Giuseppina Candido, Graziella Di Gangi, Laura Biancalani, Lia Franca Giusti, Lucia Matteucci, Marica Del Fiorentino, Marzia Smaldone, Mila Del Pistoia, Patrizia Cortesi, Raffaele Domenici, Rosanna Zambardi, Santina Torre, Sara Lunardi, Silvia Ruggeri, Simona Tognetti, Stefano Castelli

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