La Rocca Ariostesca, ieri sera, ha accolto un evento in cui storia, poesia e teatro si sono uniti in un incontro dedicato a Ludovico Ariosto e al suo immortale Orlando Furioso.
Il progetto, concluso con la proiezione di due cortometraggi, è stato realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e grazie alla collaborazione di diverse associazioni del territorio, ma i protagonisti indiscussi sono stati i giovani con disabilità che vi hanno preso parte.
“La Misericordia, La foresta dei sogni APS e altre associazioni hanno voluto creare un percorso per questi ragazzi che fosse orientato all’inclusione e rivolto a tutti coloro che avessero concluso le scuole superiori – ha spiegato Mauro Giannotti, governatore della Misericordia di Castelnuovo –. Molti enti sono stati coinvolti, come il comune di Castelnuovo e quello di Pieve Fosciana, in particolare il paese di Sillico. Il progetto nasce da associazioni che hanno cercato di fare rete e rispondere ad un’esigenza delle famiglie”.
Benedetta Suffredini è intervenuta successivamente per condividere un pensiero sul percorso: “È stato un vero viaggio umano e creativo, in cui i ragazzi hanno messo in campo dedizione, impegno e voglia di mettersi in gioco. Ci hanno mostrato che non esistono limiti quando c’è il cuore”.
Ha poi preso la parola il maestro di teatro Alessandro Bertolucci che ha coordinato il progetto e la realizzazione dei cortometraggi: “Abbiamo realizzato due corti – ha spiegato -: uno con la tecnica del doppiaggio che ha permesso ai ragazzi di fare un’esperienza unica in sala di registrazione; il secondo è un cortometraggio vero e proprio in cui il gruppo si è cimentato nella recitazione”.
Il primo filmato, dal titolo “Le donne, i cavalieri, l’arme… Il nostro Orlando”, ha parlato dell’illustre opera di Ludovico Ariosto, mostrandoci lo scrittore che si studia sui banchi di scuola, mentre il secondo filmato, intitolato “Le grida dell’Ariosto in Garfagnana” ha voluto concentrarsi sulla figura di Ariosto come governatore e uomo di politica.
“È innegabile quanto la figura dell’Ariosto sia stata centrale per Castelnuovo e per tutta la Garfagnana – ha proseguito Bertolucci –. Come testimonia l’edificio in cui ci troviamo, per noi Ariosto non è stato solo poeta”.
La realizzazione del secondo cortometraggio è stata resa possibile dalla collaborazione con Alessandro Viviani che ha dato modo di conoscere diverse storie legate alla politica del tempo, tramite le grida scritte da Ariosto.
“Abbiamo scelto di parlare di tre episodi in particolare: uno legato alla peste, uno al commercio del sale e uno alla carestia del 1524 durante la quale il frumento e il frutto dei castagni furono scarsissimi – ha spiegato Viviani – E’ molto interessante l’episodio che riguarda la peste perché i provvedimenti presi da Ariosto per evitare il contagio in Garfagnana somigliano molto a ciò che abbiamo vissuto nel 2020”.
L’amministrazione comunale, presente in prima fila e rappresentata dal sindaco Andrea Tagliasacchi, la vicesindaca Chiara Bechelli e l’assessore Alessandro Pedreschi, ha mostrato tutta la sua vicinanza anche nella diretta partecipazione dell’assessore Pedreschi dentro il filmato, nel ruolo di Ludovico Ariosto.
La serata si è conclusa con un caloroso applauso rivolto ai giovani attori e un breve intervento del sindaco Tagliasacchi: “Ci tenevo a partecipare a questo momento simbolico e molto bello, colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato”.
Infine, nella sala adiacente, è stato offerto un piccolo rinfresco per concludere la serata tra chiacchiere e brindisi.
Così, tra storia e poesia, le voci dei giovani protagonisti hanno dato nuova vita alle parole di Ariosto, ricordandoci che l’arte resta un ponte senza tempo tra passato e futuro.
Foto di Nicola Tognetti












