Ci sono momenti in cui una comunità si riconosce nella propria storia, nei suoi simboli e nelle parole che continuano a parlare anche a distanza di secoli. Il Premio “L’Ora di Barga – premio nazionale Giovanni Pascoli” è uno di questi: un appuntamento che unisce memoria, cultura e identità, trasformando il linguaggio poetico in uno strumento di dialogo e di appartenenza.
La cerimonia di premiazione si è svolta ieri (sabato 18 ottobre), presso il Teatro dei Differenti di Barga, nel segno della commozione e della bellezza. L’apertura è stata affidata alla voce di Valeria Belloni, che ha recitato la poesia “L’ora di Barga”, restituendo al pubblico la forza evocativa e la delicatezza dei versi pascoliani.
A portare i saluti istituzionali è stata la sindaca Caterina Campani, che ha ricordato come questo premio celebri ogni anno “il rapporto profondo tra Pascoli e Barga”.
“Grazie a voi che arricchite questa manifestazione – ha detto – perché la poesia sa parlare e può tornare a vivere, non resta chiusa dentro Casa Pascoli.” La sindaca ha espresso riconoscenza a tutte le realtà che hanno contribuito alla dodicesima edizione: Unitre Barga con Sonia Ercolini, la Fondazione Giovanni Pascoli con Alessandro Adami, la Fondazione Ricci rappresentata da Cristiana Ricci, la Pro loco Barga e la Commissione pari opportunità. Ringraziamenti anche ad Alice Mariani dell’amministrazione comunale, a Maria Lammari presidente di giuria e a tutti i giurati, oltre a Maria Elisa Caproni della Biblioteca comunale, Valeria Belloni e Luca Lunatici per le letture e ai musicisti che hanno accompagnato la serata. “Come sindaca – ha concluso Campani – sono orgogliosa di avere al centro della nostra comunità un progetto che unisce collettività, cultura e memoria. Grazie a tutti voi per aver partecipato.”
La parola è poi passata a Maria Lammari, presidente della giuria, che ha sottolineato il valore culturale e simbolico del mese di ottobre per il mondo pascoliano. “Ottobre è stato un mese importante per il Pascoli – ha ricordato – con l’anteprima del film Zvanì, e l’omaggio a Pasolini promosso da Lucca Autori e dalla Fondazione Pascoli nel cinquantesimo anniversario della sua morte, coinciso con il giorno in cui Pascoli e Mariù si stabilirono a Castelvecchio.”
Lammari ha evidenziato l’ampia partecipazione: 229 autori provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, “a testimonianza di una sensibilità viva e contemporanea nei confronti dello spirito pascoliano”. Ha poi annunciato che “il bando per il Premio Pascoli 2026 sarà anticipato a novembre per ottimizzare i tempi” e ha rivolto un plauso “ai giovani e giovanissimi che, guidati dai loro insegnanti, hanno dedicato tempo e creatività alla poesia: un seme di bellezza nell’animo umano che potrà germogliare e dare senso alla loro vita”.
Numerosi i ringraziamenti rivolti ai membri della giuria: Sara Moscardini, Leonardo Umberto Conti Marchetti, Brunella Bertoni, Rebecca Falsetti, Ilaria Simoncini, Maria Grazia Lucchesi, Cristiana Ricci, Caterina Salvi. A presentare la serata è stata Maria Elisa Caproni.
I vincitori
SEZIONE E – FOTOGRAFIA INEDITA GIOVANI
PRIMA CLASSIFICATA: Alessia Carini da Erice (TP) con lo scatto dal titolo Un amore a 4 zampe
MOTIVAZIONE: – Il ritratto del cane, protagonista assoluto dello scatto, trasmette un’emozione autentica, fatta di dolcezza, fiducia e affetto incondizionato. In linea con la sensibilità poetica di Giovanni Pascoli, la fotografia esalta il valore degli affetti semplici, il senso di appartenenza e il rispetto per tutte le forme di vita, elementi che rappresentano un messaggio universale e senza tempo.
SEZIONE D – FOTOGRAFIA INEDITA ADULTI
PRIMO CLASSIFICATO: Tommaso Cavecchia da Ferrara con lo scatto dal titolo Campi di fine agosto
MOTIVAZIONE: Questa fotografia cattura con straordinaria delicatezza l’anima dei paesaggi pascoliani. La luce calda di fine estate, i toni dorati dei campi e la quieta presenza degli uccelli evocano un senso di pace e meraviglia, in perfetta sintonia con la poetica di Giovanni Pascoli. Per la straordinaria capacità di fondere tecnica fotografica ed emozione, luce naturale e narrazione silenziosa, “Campi di fine agosto” merita il primo premio. È un’opera che non si limita a mostrare, ma invita a sentire, a ricordare, a meditare: proprio come una poesia.
CONSEGNA DEL PREMIO – proiezione della foto
TERZA CLASSIFICATA: Angela Bonugli da Fosciandora (LU) con lo scatto Verso casa
MOTIVAZIONE: Un’immagine semplice e potente che restituisce il senso profondo della fatica quotidiana e del legame con la terra. La figura che avanza, curva sotto il peso del fieno, incarna la dignità del lavoro umile, caro alla poesia di Giovanni Pascoli. Il sentiero, stretto e antico, conduce non solo a una dimora fisica, ma a una memoria collettiva fatta di gesti, silenzi e radici. Un omaggio sincero al mondo contadino e ai suoi valori senza tempo.
SEZIONE C – POESIA INEDITA GIOVANI
PRIMO CLASSIFICATO: Tommaso Giovannetti da Barga (LU), con la poesia La bellezza divorata dall’umanità
MOTIVAZIONE: La giuria ha attribuito il primo premio alla poesia “La bellezza divorata dall’umanità” per la spiccata sensibilità e la capacità di tratteggiare il presente attraverso precisi contrasti e vivide immagini. Il testo denuncia il male del mondo attraverso la metafora di un’umanità che divora ogni bellezza e dolcezza.
Premio speciale Gulì: Marta Batastini da Fosciandora (LU), con la poesia Es… senza di te
MOTIVAZIONE: La giuria ha attribuito il premio speciale Gulì al testo “Es…senza di te” che evoca la presenza consolatoria di un animale caro che, improvvisamente, si fa assenza. Con uno stile limpido e sospeso, l’autrice ne tratteggia l’innocenza e la purezza dello sguardo, esaltando il profondo amore che li unisce.
Premio speciale I Poemetti: Sveva Picchi, Marta e Lorenzo Valdrighi, classe IV A della Scuola Primaria di Fornaci di Barga (LU), con la poesia Provo… rabbia!
MOTIVAZIONE: La giuria ha attribuito il premio speciale I Poemetti alla poesia “Provo… rabbia!” nella quale gli autori analizzano un’emozione improvvisa e spiazzante che abita tutti noi. Con un tono giocoso ma deciso, la poesia mette in guardia il lettore dai rischi della cattiva gestione della rabbia e consiglia di chiedere aiuto per non esserne travolti.
SEZIONE B – POESIA EDITA
PRIMO CLASSIFICATO: Nerio Vespertin da Bologna con il volume M.U.S.A.
MOTIVAZIONE: Con M.U.S.A., l’autore compone una raccolta potente e originale, capace di fondere il ritmo meccanico della catena di montaggio con una profonda riflessione esistenziale. La poesia spazia tra ritmi lavorativi e voci urbane, restituendo la condizione di un’umanità soffocata in spazi ristretti ma ancora capace di immaginarne altri, più ampi e liberi. In uno scenario chiuso e oppressivo, la scrittura si fa atto di resistenza e apertura, confermando una voce poetica matura, consapevole e necessaria.
Premio speciale Caprona: Amarita Marchetti da Barga (LU), con la poesia Il mio Serchio
MOTIVAZIONE: “Il mio Serchio”, per l’autrice, è memoria viva dell’infanzia e della famiglia: un compagno silenzioso che affianca la sua crescita. Viene percepito come un essere vivente che, mutando con le stagioni, indossa forme e colori sempre nuovi. Nel ricordo, il fiume diventa orgoglio e radice, simbolo di una storia personale e collettiva di cui andare fieri.
SEZIONE A – POESIA INEDITA ADULTI
PRIMO CLASSIFICATO: Giuseppe Mazzantini da Cascina (PI), con la poesia Bolgheri
MOTIVAZIONE: La giuria ha attribuito il Primo Premio alla poesia Bolgheri per la capacità di rievocare il paesaggio carducciano, intrecciandolo con memorie intime e suggestioni pascoliane. In questi versi il passato e il presente si incontrano, restituendo con intensità poetica la forza del ricordo e la bellezza senza tempo dei luoghi e dei personaggi evocati. La forma musicale e ritmica, scandita da quartine in endecasillabi a rima alternata, accompagna con armonia il contenuto, rendendo il testo compatto e fluido.
La dodicesima edizione del Premio “L’Ora di Barga – Giovanni Pascoli” si conferma così come uno dei più significativi appuntamenti culturali della Valle del Serchio, capace di tenere viva la fiamma della poesia e di renderla, ancora una volta, ponte tra generazioni e strumento di riflessione sul nostro tempo.
L poesia – quella vera – continua a fermarci, a guardarci dentro e a ricordarci chi siamo. Ed è proprio a Barga, nel nome di Pascoli, che questa consapevolezza trova ogni anno una nuova, luminosa voce.



























