Ci sono serate che non si dimenticano, non per lo sfarzo o la scenografia, anzi, ma per la delicatezza con cui riescono a toccare qualcosa di profondo. La serata di ieri, al Teatro dei Differenti di Barga, è stata una di quelle.
Luci soffuse, silenzio attento, e un’intera comunità raccolta attorno alla voce di un grande interprete: Giulio Scarpati, che con misura e intensità ha restituito l’anima inquieta, fragile e luminosa di Giovanni Pascoli. Un incontro che non è stato soltanto teatro, ma anche ascolto, memoria, e riconoscenza verso il poeta che più di ogni altro ha raccontato il respiro intimo di questo territorio.
Lo spettacolo, intitolato “Qualcosa di nuovo nel sole. Pascoli si racconta”, scritto da Giuseppe Grattacaso e interpretato da Scarpati, è parte del Festival “I Musei del Sorriso”, promosso dal Sistema museale territoriale della provincia di Lucca, dal comune di Barga, e dalla Fondazione Giovanni Pascoli, con il sostegno della Fondazione cassa di risparmio di Lucca.
L’iniziativa, a ingresso gratuito, ha invitato il pubblico a entrare nel mondo interiore del poeta, attraverso un dialogo immaginato tra Pascoli e il suo cane Gulì, simbolo di fedeltà e di memoria. Attorno a lui, l’ombra discreta di Mariù, la sorella devota, e la scrivania della casa di Castelvecchio, testimone silenziosa di una vita trascorsa a intrecciare versi, ricordi e sogni.
Sul palco, Scarpati ha dato voce a un Pascoli profondamente umano: riflessivo, ironico, nostalgico, capace di parlare dell’amore mai vissuto, del vino e delle fragilità quotidiane, della morte, della famiglia, di Emelde, e dei tanti affetti che hanno composto il mosaico della sua esistenza. Tra le poesie recitate, anche alcune delle più amate – L’aquilone, San Lorenzo, La tessitrice – che hanno accompagnato gli spettatori in un viaggio sospeso tra intimità e universalità.
Prima dello spettacolo, i saluti istituzionali hanno ricordato il valore di questa serata per la città di Barga. La sindaca Caterina Campani ha ringraziato il pubblico, gli organizzatori e i partner dell’evento: “Siamo onorati di accogliere Giulio Scarpati e questo spettacolo dedicato a Pascoli. Negli ultimi anni si è riaccesa un’attenzione importante verso il poeta: dopo il film Zvanì, anche questo appuntamento contribuisce a farlo riscoprire come autore vivo, contemporaneo. Stamattina Scarpati ha visitato la Casa museo e ha passeggiato per Barga: un gesto che ci onora e ci emoziona.”
A seguire, Alessandro Colombini, presidente del Sistema museale territoriale provinciale, ha sottolineato il valore della rete che lega quasi 40 musei dalla Garfagnana alla Versilia, ricordando l’impegno condiviso con la Fondazione Paolo Cresci, la provincia di Lucca e Adriano Scarmozzino: “Occasioni come questa ci aiutano a ricaricare le batterie. Non si tratta solo di eventi culturali, ma di esperienze che ci restituiscono il senso del nostro lavoro: custodire, raccontare, condividere.”
Al termine dello spettacolo, il pubblico ha tributato a Giulio Scarpati un lungo applauso, colmo di gratitudine e commozione. La sindaca Caterina Campani ha consegnato all’attore una stampa ispirata alla Casa Pascoli, mentre Giuseppe Grattacaso ha ricevuto un catalogo dedicato. Alessandro Colombini, a nome del Sistema museale territoriale, ha inoltre donato a Scarpati una medaglia, come ringraziamento per aver dato voce, con sensibilità rara, al poeta di Castelvecchio. L’attore, visibilmente emozionato, ha ricambiato con parole di affetto e riconoscenza, e ha aggiunto: “Ringrazio la Fondazione Pascoli per il supporto prezioso, e il pubblico di Barga per l’ascolto e il calore”.
Nella quiete del Teatro dei differenti, tra versi, silenzi e applausi, è sembrato per un attimo di sentire davvero la voce di Giovanni Pascoli, assorto alla sua scrivania, intento a parlare con Gulì o con se stesso, come in un sogno che non finisce. E forse è proprio questo il segreto della poesia: non smettere mai di dialogare con chi sa ancora ascoltare.
Foto di Pietro Balestri



















