In occasione della XIX giornata di studio, la fondazione Michel de Mointagne ha organizzato e promosso uno sguardo su una Bagni di Lucca diversa e poco conosciuta, quando nell’Ottocento la città ospitò filantropi, artisti, rivoluzionari, censori, e politici provenienti della Russia zarista. L’evento “I russi a Bagni di Lucca”, svoltosi nella Biblioteca comunale “A. Betti”, ha permesso infatti di presentare a un numeroso pubblico il risultato della lunga e accurata ricerca condotta dalla dottoressa Sara Fanelli sui registri e sulle lettere originali dell’epoca, conservate dalla fondazione.
L’incontro si è aperto con l’introduzione del primo cittadino Paolo Michelini e del professore Marcello Cherubini, seguiti dall’esecuzione al pianoforte di alcune sonate del pianista russo Alexander Scirabin da parte del giovane musicista e compositore Franz Arrighini. Nella sua introduzione, Cherubini ha sottolineato l’importanza della ricerca di Fanelli, considerando che uno studio su tale argomento è stato compiuto solo dallo studioso aglianese Renato Risaliti. In conclusione, ha invece ricordato che, da lunedì 10 novembre, la sua carica di presidente della fondazione Michel de Mointagne sarà assunta da Agnese Benedetti la quale, concluso l’intervento di Cherubini, ha preso la parola per introdurre al pubblico la dottoressa Fanelli e la sua ricerca.
Sara Fanelli, 28 anni e nativa di Benabbio, si è laureata nel 2024 presso l’Università di Pisa in Linguistica e Traduzione con specializzazione in Russo e in Spagnolo; si è occupata di traduzioni letterarie e scientifiche e nel 2019 è stata tirocinante presso il Consolato Onorario della Federazione Russa di Pisa. “Un anno fa, durante la giornata del laureato Sara ha esposto la sua tesi di laurea – ha raccontato Benedetti – e da qui è nata l’idea di cercare se c’è stata a Bagni di Lucca una presenza Russa nel XIX secolo: la sua conoscenza linguistica avrebbe permesso di superare la barriera linguistica dei documenti e dei carteggi portando alla luce importanti risultati”.
Dopo aver ringraziato il professor Cherubini e Benedetti per l’introduzione, la dottoressa Fanelli ha presentato la sua ricerca, confessando la difficoltà che ha incontrato nel rintracciare la presenza russa a Bagni di Lucca, in quanto tali personalità si sono sempre firmate nei registri e nelle lettere adattando il proprio nome alla lingua italiana o, maggiormente, alla lingua francese; ed esponendo una necessaria disamina sul fascino che l’Italia emanava in Russia fin dal 1656, quando la delegazione russa inviata dallo zar Alessio I a Venezia per stringere un’alleanza contro i Turchi ottomani era rimasta ammaliata dai paesaggi e dall’Arte del nostro Paese.
Bagni di Lucca, più di altre città italiane, con le sue terme e il suo Casinò dei giochi “era vista come un polo attrattivo per filantropi e i politici radicali in fuga dallo zar” racconta Fanelli, prima di accompagnarci alla scoperta dei cittadini russi che hanno soggiornato nella città nel corso dell’Ottocento e all’inizio del Novecento: dai celebri Nikolaj e Anatolj Demidov, provenienti da una famiglia di fabbri e proprietari minerari originari dalla città russa di Tula, fino al politico Dimitrij Nikolaevic Nabokov (nonno del più famoso Vladimir Nabokov, autore del romanzo Lolita, e del compositore Nikolas) e il pittore Klaudij Petrovic Strpanov; passando dai rivoluzionari anti-zaristi Nikolaj Platonovič Ogarëv (che nelle sue lettere definì Bagni di Lucca “uno dei posti più belli d’Italia”) e Jakob Nikolaevic Chanykov. Nella sua conclusione, Fanelli ha confessato come la sua ricerca “non vuole essere un lavoro esaustivo, ma che vuole tracciare un punto di partenza per altri studi futuri”, nei quali promette di voler ritornare anche lei.
Ha chiuso la serata il professor Cherubini ringraziando Fanelli per la sua puntuale ricerca e sottolineando l’importanza di tutelare le tracce che i filantropi russi Domidov hanno lasciato a Bagni di Lucca, come i cancelli in ferro con le iniziali “AD” (Anatolij Demidov) e le targhe con lo stemma nobiliare in muratura posizionate nel ponte sul fiume Camaione, purtroppo minacciati dall’umidità del luogo; e il pianista Franz Arrighini che, fuori programma, ha eseguito una sonata del compositore Nicolas Nabokov.









