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Redazione
ANNO XIVsabato 12 Settembre 2026
bagni di lucca

“Tutta da aggiustare” apre la stagione di prosa all’Accademico: applausi per Michela Andreozzi

È cominciata la stagione di prosa al Teatro Accademico di Bagni di Lucca con l’ultimo spettacolo della tournée teatrale di “Tutta da aggiustare”, diretto e interpretato dalla regista e attrice Michela Andreozzi. Lo spettacolo in tournée, iniziata il 23 ottobre al Teatro Manzoni di Roma, è “un racconto”, come recita la brochure del Teatro Accademico, “comico e sincero sulla libertà di essere inadatte” la cui supervisione della regia è stata affidata a Enrico Maria Lamanna, mentre la sua scrittura è firmata, oltre che da Andreozzi, anche da Giorgio Scarselli, autore storico degli spettacoli dell’attrice romana.

L’attrice, affiancata sul palcoscenico dal fidato tastierista Maestro Greggia e indossando fumettistici abiti di scena realizzati da Francesca Sartori e Irene Corrado, ha interpretato la bambola “Michela”, considerata dagli altri e da sé stessa come “difettosa” in quanto, a differenza delle famose Barbie e delle altre bambole che incarnano valori di bellezza ed eleganza, ha alle sue spalle una crescita contraddistinta da una pedagogia ignara e disattenta ai bisogni e disagi dei bambini e una testa pensante e ricca di contraddizioni.

Con puntuale e piacevole citazionismo alla musica pop degli ultimi quarant’anni (da “I’ll survive” di Gloria Gaynor fino alla più recente “Pelle di diamante” di Marcella Bella, passando per la celebre “Charitos of fire” dei Vangelis del 1981), una tagliente ironia sulla complessa contemporaneità dettata dalla cultura “Woke” e dal linguaggio inclusivo e una divertente e varia interazione col pubblico, lo spettacolo ha infatti mostrato l’insuccesso di Michela ad essere una “bambola perfetta”, raccontando la sua vita scandita dalla voce fuori campo della sua coscienza che sminuisce i traguardi raggiunti ed evidenzia gli errori commessi; e un’infanzia segnata da una madre partenopea che la voleva “in ordine” e la coccolava esclusivamente cucinando ravioli e finocchi e da un’insegnante delle scuole elementari che, insegnando a “cinquanta bambini per classe, non si ricordava i loro nomi ma si ricordava” e ricordava loro “tutte le loro patologie”, arrivando ben presto a capire che, l’unica soluzione per far fronte all’inadeguatezza e ai disagi dell’età adulta, è abbracciare la libertà di essere sé stessi.

A fine spettacolo, la poliedrica Andreozzi ha salutato il pubblico cantando “Che sia Benedetta”, il singolo di Sanremo 2017 di Fiorella Mannoia che ben riassume il messaggio finale dello spettacolo, e ringraziandolo per l’affetto e attenzione che ha percepito. Il prossimo appuntamento della stagione di prosa è il 10 gennaio, ore 21:15, con “Il bar sotto il mare” del compianto Stefano Benni.

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