back to top
Pubblicità
Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
coreglia: 50 anni del nostro museo

Pellegrino Mazzotti, a pilgrim for life

Coreglia è la patria dei Figurinai con il suo Museo, unico nel suo genere, che diventa la “Casa Comune” per chi voglia rendere omaggio a coloro che, girovagando per il mondo, hanno praticato e diffuso quest’arte, ma spesso, anche per coloro che vogliano ricercare tracce delle proprie radici e conoscere il luogo di origine dei propri antenati.

Nel luglio del 2022 la pronipote di un figurinaio, partito da Coreglia nel 1809 e stabilitosi in Inghilterra, venne nel nostro Museo per ricercare e completare la biografia del suo trisavolo. Quel venerdì mattina ero di turno al Museo, seduta in attesa dei possibili visitatori, quando all’improvviso tre persone passano di fronte all’ingresso, si soffermano, sembrano incerte. D’impulso le invito ad entrare usando l’inglese e subito mi accorgo che questa è proprio la loro lingua.

E’ una famiglia composta da padre, madre e figlia che accettano il mio invito ed entrano, ed io inizio ad accompagnarli nella visita del Museo. Nella prima stanza, quella dei documenti degli emigranti, li vedo interessati a leggere i nomi e i lasciapassare che compaiono in quegli antichi passaporti. E’ in quel momento che la signora mi racconta che un suo trisavolo, nato a Coreglia negli ultimi anni del ‘700, era poi emigrato in Inghilterra e vi si era stabilito pur vivendo in varie città. Era un valente scultore e figurinaio, mi raccontò, e molte sue opere sono esposte al British Museum, alla national gallery e negli altri musei delle varie città inglesi in cui aveva vissuto.

Insieme cerchiamo quel nome tra i documenti e le foto esposte nelle sale del pianterreno, ma inutilmente. Proprio in quel momento il mio cellulare squilla: è Elisa Guidotti, una apprezzata ed appassionata archivista. La sua telefonata mi sembra provvidenziale. Le dò il nome del figurinaio e, subito interessata, mi promette che cercherà informazioni. Nei due giorni successivi mi riferisce: Pellegrino era nato a Coreglia nel 1788.

E parlandomi dei suoi ascendenti mi dice che il nonno giovanni di Pellegrino era trisavolo del nonno di mia suocera. Subito, per cercare ulteriori notizie, accendo il computer, digito il nome di Pellegrino e dopo poco mi appare. E’ lì in un dipinto eseguito da un bravo ritrattista che, in modo originale, ha riportato sullo sfondo alcuni busti in gesso, opera di Pellegrino, ma lo ha fatto con tratti delicati, quasi accennati, evanescenti, che non di sturbano il soggetto del quadro. La sua figura, ben delineata e molto elegante, appare con un abbigliamento dei primi dell’800. La giacca, di un colore grigio a doppio petto, ha il collo molto alto e ribattuto e scende sulle spalle in due grandi revers aperti che mostrano la formidabi le cravatta bianca, di moda a quell’epoca. Il viso roseo, leggermente tondo, con un lieve sorriso sulla bocca, ha il labbro superiore molto sottile, mentre quello inferiore appare piuttosto carnoso. La fronte è alta e spaziosa con un’incipiente calvizie, i capelli scuri, leggermente ricciuti, si al lungano dietro l’orecchio.

Con l’aiuto di elisa guidotti continuo a fare ricerche nell’Archivio che si trova all’interno del Museo e con grande soddisfazione riusciamo a consultare il registro dei Certificati del 1809 per ottenere passaporti, nel quale risulta che Pellegrino Mazzotti, di Filippo, agricoltore nell’Alpe di Coreglia, aveva richiesto il passaporto per l’impero Francese. Dello stesso anno è il Censimento napoleonico che ci fa conoscere la famiglia di Pellegrino che all’epoca aveva 21 anni: il padre giovanni Filippo, la madre Maria Domenica Gonnella e gli altri fratelli e sorelle: Jacopo 11 anni, Giovanni 19, Domenico 10, Santa 17 e Domenica 22.

Sulla pagina internet dedicata a Pellegrino, riesco a trovare molte informazioni sulla sua vita trascorsa in inghilterra: probabilmente dopo il 1815, con la caduta di Napoleone, Pellegrino riuscì a trasferirsi in Inghilterra, a Norwich, a nord est di Londra, dove aprì uno studio nel centro della città. Nel 1822 sposò Mary Leeds, una ragazza di Norwich, ed ebbero 4 figlie. Dal 1830 al 1839 Pellegrino lavorò nel suo studio di Goat Lane. Il 1840 fu un anno problematico e lui si trasferì a Wisbech, vicino a Cambridge, mentre sua moglie con le figlie rimasero a Norwich.

Nel luglio del 1850 la moglie di Pellegrino fu più volte ricoverata in ospedale per una forma di depressione e lì morì il 22 dicembre 1861. Pellegrino, fino al 1871, quando viveva a Wisbech, era in grado di provvedere a se stesso, ma in seguito, forse troppo vecchio o troppo malato per andare a lavorare, fu accolto in una Workhouse, le famigerate case di lavoro che erano state istituite nel periodo vittoriano con l’idea di fornire alle persone più povere le strutture dove ricevere vitto e alloggio in cambio di ore di lavoro. Ma erano simili a carceri dove i bambini, le donne e gli uomini vivevano separati ed il finire in una casa di lavoro era un incubo per molti inglesi…

Il 25 ottobre del 1879, la morte di Pellegrino fu annunciata sul Wisbech Telegraph. La pagina internet dedicata alla storia di Pellegrino Mazzotti è intitolata “A Pilgrim for life”, “Pellegrino per tutta una vita”, perché durante la sua esistenza, questo artista non aveva fatto altro che viaggiare, spostandosi da uno stato all’altro (dall’italia alla Francia, dalla Francia all’inghilterra) e in Inghilterra da una città all’altra (Norwich – Wisbech – Ely – Cambridge – Wisbech). Nei Musei di ognuna di queste città sono conservate molte sue opere che ne attestano il passaggio ed il suo continuo peregrinare.

Dalla homepage

Ultimi articoli in Tradizione e identità