back to top
Pubblicità
Redazione
ANNO XIVmercoledì 16 Settembre 2026
coreglia: 50 anni del nostro museo

SMAC: le nuove tecnologie ricostruiscono le vecchie statuine

È un onore per me essere qui oggi, come presidente di SMAC – Scuola di Manifattura Additiva di Coreglia Antelminelli – in occasione del cinquantesimo anniversario del Museo della Figurina e dell’emigrazione.

La SMAC – Scuola di Manifattura Additiva di Coreglia Antelminelli – è nata nel 2021 e quest’anno celebra il suo quarto anno di attività, realtà fondata insieme a Cristiano Cavani e Marco Paganucci, a differenza di me nati e cresciuti proprio in questo paese.

Ogni estate il percorso culmina nella summer school, che porta per due settimane a vivere a Coreglia Antelminelli circa 20 professionisti e studenti provenienti da tutta italia e da tutto il mondo. La scuola nasce ispirandosi all’opera del barone Carlo Vanni, fondatore a fine ottocento della scuola di disegno e plastica, oggi Museo, esempio di rigenerazione urbana, sociale ed economica, visionaria e avanti nei tempi. SMAC si propone come continuatrice di quell’eredità, convinta che formazione e cultura possano essere motori economici e strumenti di rigenerazione per le aree interne.

Come spesso mi succede, mi piace iniziare i miei interventi pubblici con una citazione che sento particolarmente vicina alla nostra esperienza: “Il futuro è un viaggio nel passato”, dell’architetto Mario Cucinella, per il quale ho l’onore di insegnare dal 2019 nella scuola da lui fondata, la Sos – School of sustainability di Milano: queste parole ci ricordano quanto la conoscenza delle radici sia fondamentale per progettare il futuro.

Un anniversario importante, che ci invita a guardare indietro ma anche in avanti. Un anniversario che non è solo celebrazione, ma occasione per riflettere su ciò che questo museo rappresenta per il nostro territorio e per le comunità che ci hanno preceduto.

Voglio ringraziare l’Amministrazione comunale e tutti i presenti, e ricordare con gratitudine gli interventi che mi hanno preceduto. Il vice-sindaco Giorgio Franco Daniele ha evocato la figura di Alberto Bambi, che con la sua passione contribuì alla nascita di questo luogo. La consigliera Matilde Gambogi ci ha riportato la storia dello scultore e figurinaio Pellegrino Mazzotti, ed il professor Angelini ci ha raccontato la vicenda di Tommaso Mattei, un altro figurinaio partito dal borgo di Gromignana per portare nel mondo il talento di Coreglia.

Questi ricordi ci accompagnano naturalmente al tema della passione e della memoria. Il museo non è solo un archivio del passato, ma un luogo vivo, in cui la memoria diventa energia per il presente. Noi di SMAC sentiamo la responsabilità di raccogliere e proseguire quella stessa passione che animò persone come Carlo vanni, Guglielmo Lera e Alberto Bambi. La loro dedizione dimostra che l’impegno di singoli cittadini può avere un valore che si riflette sull’intera collettività. Non si tratta quindi soltanto di commemorare, ma di utilizzare questa eredità come forza per immaginare il futuro.

Accanto alla memoria, c’è il tema del saper fare. I figurinai hanno costruito un’economia e un tessuto sociale basati sull’ingegno, sulla manualità e sulla creatività. Quel saper fare non appartiene solo al passato: continua a vivere, a trasformarsi, ad adattarsi. SMAC cerca di portare avanti questa tradizione in forme nuove, con la manifattura additiva e con materiali sostenibili e circolari. È un modo per dimostrare che l’eredità artigiana di Coreglia non è ferma nel tempo, ma continua a generare valore e innovazione.

Un altro tema centrale è quello dell’emigrazione. I figurinai partirono da Coreglia per portare la loro arte e la loro creatività in tante parti del mondo. Oggi, però, accade qualcosa di diverso e in un certo senso opposto: ogni estate persone provenienti da paesi diversi vengono a Coreglia per partecipare alle attività della scuola, come spesso piace citare a Matilde Gambogi nei suoi saluti ai nuovi studenti. Non sono più le persone a emigrare, ma è la competenza che viaggia: ciò che trasmettiamo resta qui, radicato nel territorio, ma continua a diffondersi altrove attraverso chi si forma da noi. È un processo che rovescia la logica dell’emigrazione tradizionale e che mostra come un piccolo borgo possa diven tare punto di attrazione e di scambio.

Questa apertura al futuro si riflette anche nel progetto che ci porterà presto ad Agrigento, capitale italiana della cultura 2025. Saremo presenti con un’opera d’arte alta 4,5 metri, realizza ta con carta e materiali di scarto. È un’opera che vuole raccontare come gli scarti possano generare bellezza, valore e contenuti. È un messaggio che nasce qui, dalla nostra esperienza, e che andrà a dialogare con un palcoscenico nazionale: dagli scarti alla cultura, dal locale al globale, dal passato alla rigenerazione del presente.

Concludo rinnovando ancora i miei ringraziamenti all’Amministrazione comunale, alla consigliera Matilde Gambogi, ed un grazie particolare a Marcello Lera, figlio di Guglielmo, che non solo ha sempre sostenuto il nostro progetto, ma che ogni anno inaugura la nostra “summer school” con una lezione sulla memoria del Museo e degli antichi saperi di Coreglia, tenuta proprio nelle sale del Museo. Per noi, Marcello rappresenta un ponte prezioso fra presente e passato, una figura che rende tangibile la continuità fra le generazioni.

Commemorare non significa solo onorare il passato: significa ricordarci ciò che siamo stati capaci di fare, per decidere insieme cosa vogliamo diventare domani.

Dalla homepage

Ultimi articoli in Giovani e formazione