Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di un cittadino di Coreglia Antelminelli, Ing. Leonello Mazzotti, che denuncia il disagio e la sofferenza patiti cercando di affidarsi ad una rete “indisponibile”, costituita da una serie di cassette denominate BUL, diffuse capillarmente sul territorio grazie all’appoggio sui pali della rete di distribuzione elettrica dell’Enel:
“Egregio Direttore,
Le scrivo questa mia per raccontare uno spiacevole episodio occorsomi mio malgrado, che tratta di un chiaro ed eclatante caso di “Fiber shaming”.
Per esigenze personali agli inizi di maggio dello scorso anno ho richiesto il trasloco della linea FTTH da una casa a Lucca dov’ero “felicemente” connesso, alla mia abitazione posta nel paese di Coreglia Antelminelli, in cui risultava confermata nonché pubblicizzata la disponibilità della linea di Open Fiber sulla rete di ENEL Distribuzione.
L’istanza è stata immediatamente presa in carico e valutata positivamente, ma purtroppo è rimasta a lungo in standby per difficoltà tecniche legate ai permessi di transito che dovevano essere rilasciati dall’ente proprietario della rete di distribuzione elettrica.
La vicenda si è protratta fino allo scorso mese di febbraio quando, a seguito delle ultime scoraggianti comunicazioni ricevute in merito al perdurare della situazione di stallo, mi sono rassegnato a disdire la domanda.
Al colmo della disperazione, ho chiesto lumi e l’interessamento dell’ufficio denominato “Banda Larga” della Regione Toscana, che si è occupato immediatamente della questione e che pare sia riuscito ad interloquire con i soggetti interessati: in men che non si dica è riuscito ad ottenere l’offerta di una nuova possibilità, assicurandomi che sarebbe stato sufficiente produrre una nuova richiesta per vedere esaudito il mio desiderio.
In tutto questo tempo mi sono comunque fatto un’idea singolare della questione ed immaginato una similitudine con il rapporto matrimoniale: credo che OF ed ED abbiano “unito i pali con la fibra” per convenienza reciproca e si siano dunque “sposati” per interesse.
Io potevo essere per loro un semplice utente, un cliente da trattare come una sorta di figlio adottivo che per soddisfare le sue necessità aveva dunque estremo e vitale bisogno di loro.
In realtà io volevo semplicemente avere la possibilità di connettermi come tutti gli altri, ma ero purtroppo ignaro del grave disturbo di coppia dei miei operatori, che inaspettatamente si è manifestato in tutta la sua gravità e che poi è parso sempre più avvalorare la loro sostanziale incompatibilità.
Io ho insistito ed ho provato anche a farli ragionare, cercando di dimostrargli l’evidente facilità di collegamento esistente, illustrando loro, con tanto di documentazione fotografica, come, di fatto, la mia casa fosse posta al centro di un triangolo e quindi circondata da almeno tre cassette appositamente predisposte da OF sui pali di ED per il collegamento ad internet (le cosiddette BUL). Vista la prossimità e la sostanziale equidistanza rimaneva semmai solamente il dubbio amletico sulla scelta di quale delle tre utilizzare per portarmi la fibra in casa.
Ad un certo punto l’intervento del “consulente matrimoniale” Banda Larga è parso riuscire magicamente a rinsavire la coppia e di questo gli sarò sempre davvero grato, ma per un figlio non è facile dimenticare i conflitti genitoriali: la ferita che mi hanno inferto abbandonandomi, con la cruda manifestazione del loro disaccordo, mi aveva ormai indelebilmente segnato nel profondo.
Succede spesso, anche nelle migliori famiglie, che, nonostante i più lodevoli propositi, si rivelino egoismi e prevaricazioni che poi, sostanzialmente, li vanificano lasciando la progenie ed i suoi bisogni nella più assoluta indifferenza, nonostante si sappia benissimo quanto il loro “sostegno” ed assistenza siano importanti per la loro esistenza.
Mi sono dunque trovato a subire gli effetti di questo anomalo scontro “familiare” e solo adesso mi rendo conto come dall’iniziale sorpresa io sia presto passato allo sgomento per l’incomprensibile vicenda, fino ad arrivare ad un vero e proprio trauma psicologico di rigetto.
Il mio timore più grande è dovuto alla considerazione che trattandosi di disturbi congeniti non credo siano facilmente risolvibili: se i due operatori si sono forzatamente uniti, condizionati da motivazioni estranee alle nobili e naturali finalità di una coppia che agisce solidalmente allora vuol dire che non sono fatti per stare insieme e la loro unione è destinata a finire sebbene io speri, sentitamente, che possano presto risollevarsi e riprendere in mano le sorti del loro destino e per questo gli auguro un lungo e roseo futuro.
Per quanto mi riguarda ho raggiunto la maggiore età e posso andare avanti anche senza di loro. Rimarrà un grande dispiacere ed un vuoto incolmabile ma per cercare di sopravvivere e stare bene non posso fare altro che abbandonare questa “famiglia” augurandomi che nessun altro passi mai più un’esperienza di “Fiber shaming” come la mia, durata ben otto mesi.
Nella convinzione che l’esperienza sia comunque una maestra di vita sono a questo punto ad esprimere i seguenti ringraziamenti mirati ai protagonisti della vicenda:
• Open Fiber, di cui non ho mai messo in discussione l’onestà e bontà degli intenti, per la seppur tardiva offerta risolutiva.
• Enel Distribution per l’ormai inaspettato rinsavimento e comunque per l’onorevole ripensamento.
• “Banda Larga” per l’interessamento ed il brillante risultato conseguito col suo intervento, che sono sicuro non essere episodico anche se ritengo non dovrebbe mai esser necessario.
• l’Amministrazione comunale di Coreglia Antelminelli per la correttezza nonché per la costante attenzione e fattiva collaborazione costantemente dimostrata.
• Gli operatori di Ehiweb, il mio gestore della rete, per la pazienza nonché per la loro ormai esemplare serietà e proverbiale professionalità.
• Tutti gli operatori di Stormdrop per l’incomparabile affidabilità e comprovata competenza informatica, per i consigli e l’assistenza che mi hanno sempre fornito,
a tutti vadano i miei più distinti e cordiali saluti”.