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Redazione
ANNO XIVmercoledì 16 Settembre 2026
borgo a mozzano

Quella caduta che poteva cambiare la vita di Gabriele Brunini: a Oneta una targa di ringraziamento

Il 17 marzo, mentre era impegnato in alcuni lavori di giardinaggio nella sua proprietà di Oneta, nel comune di Borgo a Mozzano, Gabriele Brunini, attuale governatore della Misericordia, è rimasto vittima di un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche.

Durante il lavoro di giardinaggio è caduto dal muro di recinzione di un terreno di sua proprietà riportando una frattura dolorosa e un lungo periodo di recupero. Osservando la dinamica dell’accaduto, è apparso subito evidente come le conseguenze avrebbero potuto essere ben più gravi. Bastava infatti poco perché l’incidente provocasse lesioni gravi alla colonna vertebrale o al collo, cambiando radicalmente il corso della sua vita.

La vicenda è rimasta sostanzialmente riservata per volontà dello stesso Brunini: dell’accaduto erano a conoscenza soltanto alcuni amici più intimi e le persone a lui più vicine, che hanno seguito con discrezione e affetto il periodo della convalescenza.

Domenica 31 maggio, a distanza di oltre due mesi da quel giorno, alcuni amici hanno voluto ritrovarsi non per ricordare l’incidente in sé, ma per esprimere gratitudine per come la vicenda si è conclusa.

La giornata è iniziata con un pranzo semplice e conviviale nella casa di Brunini a Borgo a Mozzano. Un’occasione per stare insieme e ripercorrere una storia che oggi può essere raccontata con serenità, ma che nei primi momenti aveva suscitato non poca preoccupazione.
Successivamente il gruppo si è recato a Oneta, la frazione dove si trova la proprietà nella quale è avvenuto l’incidente, a poca distanza dal luogo della caduta, si trova da molti anni un’edicola con all’interno una piccola statua del Sacro Cuore di Gesù una di quelle testimonianze di fede popolare che ancora oggi caratterizzano molti angoli dei nostri paesi.

Proprio accanto a questa immagine gli amici hanno voluto collocare una targa accompagnata da una preghiera di ringraziamento. Un gesto semplice ma sentito, nato dalla consapevolezza che quanto accaduto avrebbe potuto avere conseguenze molto diverse.

La breve cerimonia si è svolta in un clima di amicizia e raccoglimento. Nessun evento ufficiale, ma soltanto il desiderio di condividere un momento di riflessione e riconoscenza.

La targa resterà a ricordare non tanto l’incidente, quanto il valore della gratitudine. Un piccolo segno che testimonia l’affetto di un gruppo di amici e la gioia per un episodio che, pur nella sua gravità, si è concluso senza conseguenze.

A volte la vita ci ricorda quanto sia sottile il confine tra la normalità e ciò che potrebbe cambiare tutto. Per questo, in una tranquilla domenica di fine maggio, gli amici hanno sentito il bisogno di fermarsi e dire semplicemente: grazie.

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