Ci sono notizie che, anche quando sai che prima o poi potrebbero arrivare, non sei mai veramente preparato a ricevere. Quella della scomparsa della professoressa Donatella Buonriposi, morta a 70 anni, è una di queste.
In questi mesi sono stato molto vicino alla sua famiglia e, in particolare, al marito Silvano, al quale rivolgo un pensiero affettuoso e le mie più sentite condoglianze, estese con sincero cordoglio anche alle figlie.
Lucca perde una donna che ha dedicato gran parte della propria vita alla scuola, alle istituzioni e ai giovani. Io e la mia famiglia, però, oggi perdiamo soprattutto un’amica vera. Ed è forse questa la parte più difficile da raccontare.
Donatella Buonriposi è stata una delle figure più conosciute del mondo scolastico lucchese. Laureata in Pedagogia all’Università di Firenze con 110 e lode, aveva alle spalle una carriera nell’istruzione durata oltre quarant’anni, iniziata con le esperienze di insegnamento nel doposcuola in Garfagnana.
Aveva poi ricoperto incarichi di crescente responsabilità: direttrice didattica a Castelnuovo di Garfagnana, reggente dell’Istituto comprensivo di Castiglione, dirigente dell’Istituto comprensivo di Bagni di Lucca e, dal 2007, alla guida del Polo scientifico “Fermi-Giorgi” di Lucca. Nel 2015 era arrivato uno degli incarichi più prestigiosi, quello di dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Lucca e Massa Carrara, il ruolo che molti continuavano a chiamare, con la denominazione di un tempo, “provveditore agli studi”.
Un incarico mantenuto fino al pensionamento, nel 2023, quando studenti, insegnanti e colleghi la salutarono con una grande festa al Fermi-Giorgi. Un momento che testimoniò l’affetto e la considerazione che Donatella aveva saputo conquistarsi nel mondo della scuola.
Accanto all’impegno professionale ci fu quello nelle istituzioni. Fu assessora all’Istruzione del Comune di Lucca nella giunta guidata da Mauro Favilla, candidata a sindaco della città nel 2017 e successivamente consigliera comunale. Anche nell’impegno pubblico portò il carattere che la contraddistingueva: determinato, diretto, a volte battagliero, sempre accompagnato da una grande passione per ciò in cui credeva.
Ma gli incarichi, per quanto importanti, raccontano soltanto una parte di Donatella.
Chi ha avuto la fortuna di conoscerla da vicino ricorda soprattutto una donna affettuosa, disponibile e generosa nei rapporti umani, capace di ascoltare, confrontarsi e condividere idee e progetti. Sapeva mettere a disposizione la propria esperienza e lavorare insieme agli altri per trasformare un’intuizione in qualcosa di concreto.
Anch’io ho avuto la fortuna di collaborare con lei alla realizzazione di alcuni progetti. Di quelle esperienze conservo il ricordo di una professionista preparata e determinata, ma anche di una persona disponibile al confronto, capace di costruire rapporti fondati sulla fiducia e sul rispetto reciproco.
Era questa, forse, una delle qualità più belle di Donatella: saper unire competenza e umanità, autorevolezza e sensibilità.
Poi c’era la dimensione più privata, quella che nessun curriculum può raccontare.
Per me e per la mia famiglia Donatella è stata una carissima amica. Un’amicizia costruita negli anni, attraversando insieme momenti felici e altri più difficili. Abbiamo sorriso, parlato, discusso, condiviso gioie e preoccupazioni. A volte bastavano una telefonata, poche parole, la semplice certezza di esserci.
Sono cose che appartengono alla vita e che oggi assumono un valore ancora più grande.
Quando muore un’amica non se ne va soltanto una persona. Se ne va anche una testimone di una parte della nostra vita, qualcuno con cui abbiamo condiviso pezzi di strada che nessun tempo potrà cancellare.
Io, Emanuela e la mia famiglia salutiamo Donatella, la nostra amica.
Grazie per il cammino condiviso, per quello che ci hai dato e per esserci stata nei giorni belli e in quelli più difficili.
Ciao Donatella. Ci mancherai.