Una grande partecipazione di pubblico, tante famiglie, applausi e, alla fine, la sensazione di aver assistito a qualcosa che è andato ben oltre una semplice partita. È quanto accaduto a Fornoli nell’ambito dei Bagni’s Games 2026 – La Sfida delle Contee e, in particolare, dello spazio Magic Games, dedicato allo sport inclusivo.
Al centro del pomeriggio il Baskin, disciplina ispirata alla pallacanestro e pensata, attraverso regole e ruoli specifici, per permettere a persone con e senza disabilità di giocare insieme, valorizzando le capacità di ciascuno.
Ad aprire l’iniziativa sono stati Priscilla Valentino, assessore del Comune di Bagni di Lucca, e Vincenzo Suffredini, presidente del CEFA Basket, realtà da tempo impegnata nella diffusione del Baskin sul territorio.
Già prima che il pallone cominciasse a rimbalzare sul campo è arrivata una delle immagini più significative della giornata. La partita ha preso il via con il classico “huddle”, il cerchio di squadra: i ragazzi si sono stretti tutti insieme in un grande abbraccio, concludendo quel momento con un grido collettivo. Un gesto semplice, capace però di raccontare immediatamente lo spirito di ciò che avremmo visto poco dopo.
La partita è stata seguita da tantissime persone e famiglie, con attenzione e curiosità. Con il passare dei minuti si percepiva la sorpresa di chi forse vedeva per la prima volta una partita di Baskin e scopriva concretamente quanto questo sport riesca a coinvolgere e appassionare.
Gli applausi arrivavano spontanei. Si applaudiva un canestro, un passaggio, una bella azione, l’impegno di un giocatore. Sul campo non c’erano ragazzi da distinguere tra persone con disabilità e persone senza disabilità: c’erano semplicemente giocatori.
Devo dire che proprio i ragazzi con disabilità mi hanno regalato alcune delle emozioni più forti del pomeriggio. Sono stati bravissimi. Hanno messo in campo determinazione, entusiasmo, capacità e una straordinaria voglia di esserci. Hanno dimostrato davanti a tutti che, quando vengono create le condizioni giuste, ciascuno può trovare il proprio spazio ed essere protagonista.
Ed è probabilmente questa la forza più grande del Baskin. Non si limita a consentire alle persone con disabilità di partecipare, ma costruisce il gioco affinché capacità differenti possano diventare una risorsa per la squadra. Ognuno ha il proprio ruolo, ognuno può contribuire, ognuno è importante.
Al termine della dimostrazione è arrivato un altro momento particolarmente bello: anche il pubblico è stato invitato a provare. Chi lo desiderava ha potuto entrare in campo, conoscere le regole e sperimentare direttamente il Baskin. Così, persone che fino a pochi minuti prima erano spettatori sono diventate giocatori.
Ed è forse questa l’immagine che meglio racconta il significato dei Magic Games: non limitarsi a parlare di inclusione, ma viverla concretamente.
Da persona che da molti anni segue da vicino i temi della disabilità, sono rimasto profondamente colpito da quello che ho visto a Fornoli. Tante volte utilizziamo parole come inclusione, partecipazione, integrazione. Giornate come questa dimostrano invece quanto lo sport possa trasformare quelle parole in qualcosa di concreto.
E non vale soltanto per il Baskin. Lo sport, nelle sue diverse discipline, può avere una straordinaria capacità di avvicinare le persone, far emergere le capacità anziché i limiti e abbattere barriere che, troppo spesso, esistono più fuori dal campo che dentro.
Alla fine sono rimasti gli applausi, i sorrisi dei ragazzi e la sorpresa di tante famiglie. Ma soprattutto è rimasta un’immagine: persone con capacità diverse che giocavano insieme, davanti a una piazza che le applaudiva tutte allo stesso modo.
Le differenze c’erano, ma non erano più barriere. Erano semplicemente parte del gioco.


