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Redazione
ANNO XIVvenerdì 23 Ottobre 2026
pieve fosciana

Festa medievale al Sillico: una passeggiata degustativa nella storia

Per due sere Sillico ha smesso di appartenere al presente: le luci, i drappi alle finestre, i costumi, la musica e le antiche tradizioni hanno riportato il borgo indietro di cinque secoli, fino al 1523, in occasione della nuova edizione della festa dedicata al Moro: “I banditi del Sillico… All’ora di cena” durante la quale gli avventori possono scegliere di percorrere la passeggiata degustativa, oppure di cenare presso le osterie del borgo.

Un viaggio nel tempo che anche quest’anno ha richiamato numerosi visitatori: circa 450 le persone che hanno partecipato alla passeggiata nella prima serata e quasi un migliaio quelle che hanno raggiunto il paese nella seconda.

La manifestazione affonda le proprie radici nel 1998, quando Roberto Nobili, medico condotto di Sillico, ebbe l’idea di dare vita a una rievocazione storica ispirata alle lettere che Ludovico Ariosto inviava al duca d’Este e nelle quali veniva fatto riferimento proprio al Moro. Da allora, anno dopo anno, la festa è diventata un appuntamento capace di raccontare Sillico attraverso la sua storia, facendo conoscere il borgo e le sue caratteristiche a chi arriva da fuori.

Una tradizione che nel tempo ha cambiato anche le proprie date, ma che ha mantenuto intatto il desiderio di riportare per qualche sera il paese alle proprie origini. Quest’anno, in particolare, gli organizzatori hanno scelto di curare ancora più attentamente l’ambientazione, con l’obiettivo di ricreare l’atmosfera del Cinquecento e ridurre al minimo la presenza degli elementi della contemporaneità. Anche Palazzo Carli è stato coinvolto nella trasformazione, con drappi alle finestre a contribuire a cancellare, almeno per qualche ora, il volto moderno del paese.

A fare il resto sono stati gli abitanti e gli artisti che hanno animato le due serate. Il 14 agosto il borgo ha accolto anche i Saltafossum, compagnia che ha animato la festa con la propria musica rinascimentale. A loro si sono aggiunti gli sbandieratori di Gallicano, mentre le ballerine di Sillico hanno portato in scena le danze rinascimentali, completando un’atmosfera costruita con attenzione intorno alla vita e alle suggestioni dell’epoca.

E proprio il coinvolgimento della comunità è uno degli elementi che rende particolare la manifestazione: a vestire i panni della storia non sono solo professionisti, ma soprattutto i paesani che ogni anno mettono in scena una piccola recita ispirata alle lettere che Ariosto inviava al duca d’Este parlando del temibile bandito sillichino.

La rievocazione è da molti anni un’occasione per riscoprire un paese nella sua storia e nella gastronomia attraverso l’impegno e la voce di chi vive quel luogo ogni giorno.

Foto di Tommaso Teora

Nota della redazione: purtroppo un piccolo incidente, che ha visto protagonista – suo malgrado – il nostro prezioso collaboratore Tommaso Teora la notte del 13 agosto scorso, non ci ha permesso di pubblicare prima le bellissime immagini della festa che si è tenuta, con grande successo, l’8 e il 14 dello stesso mese. Ne pubblichiamo una selezione oggi, riferita allla prima giornata (quella dell’8), sapendo di fare comunque cosa gradita agli organizzatori della manifestazione e ai suoi tanti avventori. Cogliamo, inoltre, l’occasione per fare gli auguri di pronta guarigione al nostro insostituibile fotografo.

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