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Redazione
ANNO XIVvenerdì 23 Ottobre 2026
gallicano

Piazza gremita per il libro di Giovanna Biagi a Gallicano: “Sul ‘ponte tibetano’ dell’adolescenza a passo di poesia”

In fondo siamo tutti dei sopravvissuti. Sopravvissuti ad un’età critica. L’adolescenza. Un “ponte tibetano” sul quale ci siamo avventurati come arditi funamboli, senza imbracature.

L’adolescenza è quella “linea d’ombra” di cui parlava Conrad. Quella “sottile linea scura”, di cui scriveva Lansdale, che siamo tutti chiamati a superare, chi prima chi dopo, al costo di brucianti scottature che, spesso, si tramutano in cicatrici a vita. È paradossale, ma l’età della spensieratezza coincide anche con quella dei più grandi traumi esistenziali.

Solo un animo sensibile come quello della professoressa Giovanna Biagi, vocato alla poesia, poteva cogliere questa sfumatura nel percorso scolastico dei ragazzi, schiacciati sotto il peso del giudizio nei registri e travolti dalla frenesia di un programma che sembra un treno da rincorrere ad ogni fermata.

Il suo libricino, “Lasciare libero il passaggio… Adolescenti in corso”, compie una sorta di rivoluzione copernicana nell’universo della formazione: non sono più (solo) i ragazzi a dover ascoltare gli adulti, ma gli adulti a mettersi in ascolto dei ragazzi. Di più: sono i ragazzi stessi a mettersi in ascolto di sé. Delle proprie emozioni. Delle proprie insicurezze. Dei propri disagi, che si scoprono comuni proprio nel momento in cui vengono rivelati. E condivisi. Con gli altri.

L’Unione Comuni Garfagnana, che ha pubblicato questo piccolo volume nella sezione “Quaderni” della sua prestigiosa collana editoriale Banca dell’Identità e della Memoria della Garfagnana, lo ha voluto presentare ieri sera, in Piazza San Giovanni a Gallicano, nel contesto della rassegna letteraria “Gallicano in Copertina” organizzata dal comune di Gallicano in collaborazione con la biblioteca comunale.

Gremita la “piazzetta”, come affettuosamente la chiamano i gallicanesi. Gremita, soprattutto, di giovani. Adolescenti, appunto. Ragazze e ragazzi delle scuole medie, pieni di sogni e paure, disorientati da un mondo talmente vasto che sembra promettere loro tutto. Un mondo tanto interconnesso virtualmente, quanto scollegato nella realtà.

Silvia Lucchesi, l’assessore alla cultura, parla oggi da mamma, ma è stata anche lei – come tutti noi – un’adolescente. E nel moderare la serata, ha cercato di ripescare dal bagaglio dei suoi ricordi. “La poesia – ha detto – ha il potere di far emergere il sommerso. Ciò che non traspare sul volto dei ragazzi. Scrivere, affidare i propri versi alla carta, è liberatorio. Permette di esprimersi. E condividere i propri pensieri con gli altri, è un antidoto contro l’isolamento”.

Soddisfazione nelle parole del vice-sindaco Dino Ponziani: “Vedere questa piazza piena e viva – ha dichiarato – ci riempie di gioia. Un luogo simbolo della nostra comunità, dove intere generazioni di ragazzi sono cresciute, presidio di socialità e di confronto. Di discussione e dibattito. Di cultura e di svago. Presentare questo libro, qui, assume un significato particolare”.

Martina Moriconi, responsabile della Banca dell’Identità e della Memoria, ha ricordato il valore di questa pubblicazione: “Molti insegnanti delle scuole del territorio ai quali lo abbiamo proposto hanno deciso di adottarlo in classe – ha affermato – come strumento utile di crescita dei ragazzi e bussola per orientarsi. E già si sono visti i primi, importanti risultati. Per questo lo riproponiamo anche per l’anno scolastico che sta per iniziare”.

Il libro nasce dall’esperienza diretta dell’autrice. Giovanna Biagi, infatti, è docente nella scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo di Gallicano. E i suoi allievi sono stati la vera fonte di ispirazione. Per l’occasione era presente anche la dirigente scolastica Rosa Cinque che ha speso parole di elogio per il lavoro dell’insegnante: “Un volume prezioso – ha evidenziato – che si propone come una sorta di “compagno di viaggio” per i ragazzi, al quale affidare i propri pensieri senza timore di essere valutati. Ringrazio la professoressa Biagi per l’impegno e la passione che mette nel suo mestiere e che trova riscontro nella partecipazione attiva dei suoi studenti”.

Giovanna ha chiamato proprio loro, i suoi ex alunni, a leggere ad alta voce le poesie del libro. Poi ha voluto che gli allievi consegnassero alla platea un piccolo foglietto bianco dove appuntare, nel segreto, i propri pensieri ad inizio e fine serata. Non si sa cosa gli spettatori abbiano scritto su quel pezzo di carta. Ed è giusto così. È giusto che non si sappia. Quell’appunto non andrà perduto. Si anniderà nelle borse, nelle tasche, nei cassetti di ogni casa. E poi tornerà fuori, un giorno. Come un lampo. Un’epifania.

Qualcuno lo avrà gettato nel cestino, lo avrà smarrito. Ma solo l’atto di scriverlo, di averlo pensato e trascritto, lo avrà, in qualche modo, salvato dall’oblio. Qualcosa, in lei o lui, si sarà conservato. Un cambiamento, impercettibile, lo avrà attraversato.

Ecco il potere della scrittura. Ecco il potere della parola creatrice.

Scrivete, ragazzi, scrivete. Lasciate le porte aperte al dèmone che chiede di uscire.

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