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Redazione
ANNO XIVsabato 12 Settembre 2026
bagni di lucca

“Così lontane, così vicine”: a Gombereto Cosimini racconta le storie di Billie Holiday e Mia Martini

La prima scelse come nome d’arte Holiday che, in inglese, significa vacanza; la seconda portava il nome di Domenica, che nella tradizione biblica è quello dedicato al riposo.

Ecco, le vite di Billie Holiday, al secolo Eleonora Fagan, e di Mia Martini, pseudonimo di Domenica Rita Adriana Berté, non furono né l’una né l’altro. Furono, piuttosto, “maledette” e tormentate. Due carriere folgoranti, due esistenze travagliate che non hanno impedito di iscriversi nell’olimpo delle più grandi interpreti di sempre. Amatissime dal pubblico e dalla critica, icone entrambe di stile e simboli di emancipazione femminile.

Venerdì 18 settembre, alle 21, il giornalista e scrittore Andrea Cosimini, direttore responsabile de La Gazzetta del Serchio, proverà a rievocare queste due importanti figure presentando il suo ultimo libro, “Billie Holiday e Mia Martini. Così lontane, così vicine – Un incontro inedito sotto la luna del Blues” (2025, Edizioni Melagrana) scritto con l’amico e collega Ciro Castaldo, nella chiesa di Gombereto, a Bagni di Lucca, in apertura delle tradizionali celebrazioni legate alla Festa della Madonna Addolorata promosse dall’associazione paesana.

Da una parte la paladina dei diritti degli afroamericani – e, soprattutto, delle afroamericane -, ribattezzata Lady Day dal grande sassofonista jazz Lester Young, che colpì al cuore l’establishment statunitense del tempo, bigotto e razzista, con una canzone finita nel mirino del Federal Bureau of Narcotics dell’irreprensibile commissario Harry J. Anslinger. “Strange Fruit“, il brano che inserì in scaletta, ispirato ad una poesia di Abel Meeropol, dipingeva con un cinismo disarmante la pratica di un linciaggio facendo smuovere le coscienze del pubblico bianco ed educato del Cafè Society. Violentata a 11 anni, rinchiusa in un riformatorio femminile (passando quindi da vittima a colpevole), conobbe la dura esperienza della galera: nonostante questo, ha saputo cantare l’amore come nessun altro.

Dall’altra Mia Martini, la più grande interprete della musica italiana, alla quale è stato dedicato il premio della critica al festival di Sanremo – vinto per ben tre volte – senza mai vincere, clamorosamente, la classifica generale (né con Gli Uomini non Cambiano né con Almeno tu nell’Universo) e, addirittura, esclusa, un anno, dalla competizione per non aver passato la selezione con il brano Spaccami il cuore scritto da Paolo Conte, il maestro della musica italiana. Un’artista, una donna che ha patito, e pagato, il caro prezzo delle offese e maldicenze sul suo conto, spesso provenienti dallo stesso ambiente discografico. Una persona fragile, un animo forte. Sorretta dal forte amore del suo pubblico che non l’ha mai abbandonata.

Il libro di Cosimini e Castaldo è stato presentato nel contesto del “Mia Martini Festival” alle Terme Tettuccio di Montecatini, edizione del trentennale dalla scomparsa di Mimì, a Viareggio, La Spezia, Lucca. Dall’opera, Cosimini ne ha tratto un recital monografico originale sulla vita di Billie Holiday in occasione dei 110 anni dalla nascita portato in scena, con grande successo, a Camporgiano e Fosciandora.

Già nel 2023 l’autore fu ospite di Claudio Gemignani, a Gombereto, per presentare il suo primo libro, “Paolo Conte e Woody Allen. Solo per una sera – Un duetto inedito sul palcoscenico del Novecento” (2023, Edizione Melagrana), inserito anch’esso nella collana “I Grandi della Musica” diretta da Ciro Castaldo.

L’ingresso alla serata è libero. Ad intervistare lo scrittore sarà Alex Sereni. La presentazione si terrà anche in caso di maltempo.


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