Ci sono servizi di cui ci accorgiamo soprattutto quando ne abbiamo bisogno. Un’ambulanza che arriva in emergenza, un accompagnamento a una visita medica, un pasto consegnato a chi si trova in difficoltà. Dietro ognuna di queste attività, però, non ci sono soltanto mezzi e strutture: ci sono persone che scelgono di mettere a disposizione il proprio tempo, le proprie competenze e le proprie energie. È da questa consapevolezza che nasce la riflessione della Misericordia di Castelnuovo di Garfagnana, impegnata ogni giorno a rispondere alle necessità della comunità. Una realtà dalle radici antiche, ma chiamata ad affrontare bisogni profondamente cambiati nel corso dei secoli.
La Misericordia di Castelnuovo è nata nel 1451, nel contesto delle missioni di evangelizzazione del frate minore Ercolano da Piegaro. Le prime attività erano rivolte soprattutto all’assistenza dei viandanti, alla cura dei feriti e alla gestione di un ospitale. Nel tempo, il servizio si è trasformato, seguendo l’evoluzione della società e delle necessità del territorio. Il principio però è rimasto lo stesso: dare una risposta concreta a chi si trova in una situazione di bisogno. Un valore che oggi si traduce in una pluralità di servizi, dal soccorso sanitario al trasporto ordinario, dalla protezione civile all’assistenza sociale, fino alla mensa destinata alle persone in difficoltà. Una realtà articolata, sostenuta dalle disponibilità economiche e dalle persone.
Nel corso del 2026 la Misericordia di Castelnuovo ha effettuato circa un migliaio di servizi, muovendosi in tutta la Garfagnana anche per le attività di formazione. Sono circa 80 le persone attive nel settore sanitario, mentre quotidianamente l’associazione mobilita volontari e operatori nei diversi ambiti: il servizio 118, i trasporti ordinari, le attività sociali e gli interventi legati agli eventi sul territorio. “In una giornata ordinaria – spiega il Governatore Mauro Giannotti – Sono circa venti le persone coinvolte nelle diverse attività, un numero che nei momenti di maggiore necessità può arrivare a quaranta. Un impegno che comprende anche la presenza di una decina di formatori impegnati a portare conoscenze sul territorio attraverso corsi di primo soccorso, disostruzione e rianimazione, anche nelle scuole.
Accanto al settore sanitario, la Misericordia è impegnata nel sostegno alle persone fragili, agli anziani e a quei ragazzi che, conclusa la scuola secondaria, rischiano di non trovare percorsi adeguati per proseguire il proprio cammino verso l’autonomia. Sono circa 30 i giovani accompagnati attraverso attività pensate per valorizzarne le capacità e favorirne l’inclusione. Un’attenzione particolare è rivolta anche agli anziani ospitati nella struttura, che accoglie attualmente 22 persone e dispone complessivamente di 26 posti, oltre al centro diurno. L’obiettivo non è soltanto garantire assistenza, igiene e alimentazione, ma anche tutelare la dimensione personale e relazionale degli ospiti, aiutandoli a conservare la percezione del proprio valore, anche nelle fasi più delicate della vita.
Le difficoltà per permettere a questo sistema di funzionare nel miglior modo possibile esistono e sono la necessità di risorse economiche ed umane. Portare avanti i servizi richiede mezzi, manutenzione, assicurazioni e formazione di personale qualificato. Il sostegno del Sistema Sanitario Nazionale copre solo una parte di questi costi e l’associazione deve quindi ricorrere a progetti, raccolte fondi e bandi per garantire la continuità dell’attività.
Il tema non riguarda soltanto la Misericordia di Castelnuovo. Negli ultimi anni, le associazioni di volontariato impegnate nel soccorso e nel trasporto sanitario hanno evidenziato l’impatto dei costi di gestione, dal carburante alla formazione, fino alla necessità di ricorrere sempre più spesso a personale dipendente per compensare la diminuzione dei volontari disponibili. Nel 2024 la Regione Toscana aveva già previsto risorse aggiuntive per sostenere il sistema del trasporto di emergenza-urgenza, mentre nel 2026 il caro carburante è tornato al centro delle richieste avanzate dalle realtà del volontariato. Un dato preoccupante che sul Corriere della Sera è stato definito “Il grande inverno delle Misericordie” a causa della mancanza di ricambio generazionale all’interno delle associazioni.
Anche a Castelnuovo la questione delle risorse umane è particolarmente sentita. Non sempre, infatti, è possibile rispondere a tutte le richieste, non per mancanza di volontà, ma per l’assenza di persone sufficienti a svolgere i servizi. “Abbiamo bisogno di volontari – è l’appello dell’associazione – Non necessariamente di persone disponibili ogni giorno o esclusivamente per il soccorso di emergenza, ma anche di chi possa dedicare poche ore alla settimana a un trasporto, all’accompagnamento di una persona a una visita o a un’attività di supporto sociale. Esistono molte forme attraverso cui contribuire e non tutte richiedono lo stesso tipo di preparazione”.
La Misericordia accoglie persone di età, esperienze e sensibilità diverse, unite però dalla stessa volontà di dare un contributo alla comunità ed aiutare il prossimo. Non a caso, per secoli, la veste tradizionale della Misericordia è stata la buffa, un saio con un cappuccio che copriva il volto, in modo che chi prestava soccorso non dovesse essere riconosciuto. L’importante era dare al prossimo, non per essere ringraziati, se non da Dio e infatti la formula che accompagnava ogni gesto di altruismo era “Iddio te ne renda merito”.Oggi quella stessa idea continua a vivere nelle attività dei volontari, anche se le forme dell’assistenza sono cambiate.
Per avvicinare nuove persone al mondo del volontariato la Misericordia si prepara a proporre quattro percorsi formativi dedicati alla protezione civile, al primo soccorso, al soccorso avanzato e alla guida dei mezzi di emergenza. Un’occasione per conoscere più da vicino l’associazione e individuare il servizio più adatto alle proprie possibilità. L’invito è rivolto a chiunque voglia partecipare, anche attraverso attività semplici ma fondamentali. Perché, come ricordano i volontari, i servizi sono fatti dalle persone: quando le persone non ci sono, anche i servizi rischiano di non poter essere garantiti. La Misericordia guarda quindi al futuro con la volontà di continuare a essere un punto di riferimento per la Garfagnana. “La Misericordia di Castelnuovo è la decima più vecchia d’Italia – racconta il Governatore Giannotti – E noi vorremmo continuare ad invecchiare con lei”.
Per riuscirci, però, servono risorse perché una realtà con secoli di storia possa continuare il proprio cammino.





