Le ombre del tramonto, il rullio dei tamburi, i colori delle divise, i labari e gli stendardi del corteo trasformano l’antica strada lastricata di Via della Rocca in una suggestiva scenografia. Gli attori protagonisti sono gli Alabardieri che ogni anno, i primi di agosto, in occasione della Festa Medievale si fermano al numero 44 della via, per rendere omaggio al dottor Gualtiero Molinari, l’ultimo dei fondatori della Compagnia.
Sono passati ben più di 52 anni dal 7 maggio del 1973 quando Gualtiero, assieme agli amici Giuseppe Luchi, Gigi Benassi, Luano Evangelisti e a molti altri, si mise al lavoro per realizzare un sogno che di notte lo teneva sveglio: creare a Coreglia una Compagnia come quella dei Balestrieri di Lucca.
Nell’antico feudo degli Antelminelli, riuscirono a istituire un Corpo di Guardia della Vicaria, che col tempo fu trasformato in una sorta di Corpo degli Alabardieri. Contemporaneamente furono valorizzate anche tutte le antiche tradizioni storico-folkloriche del territorio coreglino.
In questa avventura furono coinvolte anche le sarte, i calzolai e i fabbri del paese che lavorarono senza sosta per creare le divise, gli stivali, le scarpe e le alabarde, quest’ultime realizzate con due punte laterali ed una punta più grande centrale.
Pensarono anche alla cerimonia da organizzare per presentare ai coreglini la Compagnia degli Alabardieri della Vicaria. Per rendere quel momento indimenticabile scelsero di invitare proprio a Coreglia un Castracani.
Il professor Lera e l’avvocato Lello riuscirono a rintracciare la città e l’indirizzo dove risiedeva il Conte Gelio Castracani degli Antelminelli che, ricevuto l’invito, accettò di partecipare alla cerimonia del 7 maggio.
L’entusiasmo salì alle stelle: dopo secoli, un erede vivente di Francesco Castracani tornava a Coreglia!
Con entusiasmo e con più lena gli amici si impegnarono per accoglierlo degnamente e per pubblicizzare l’evento fu chiesto l’aiuto di Virgilio Contrucci di Bagni di Lucca, amico di Gualtiero, un vero e generoso artista che riuscì a realizzare con gusto manifesti, affissi poi lungo le strade del paese.
Si decise di dare il benvenuto a Gelio Castracani e alla moglie, nella piazza del Comune, posizionando un podio, prestato dal maestro Brunini della Banda, sul sagrato della chiesa da dove poter parlare al pubblico. E quella mattina la piazza e la salita verso il Palazzo Comunale era affollatissima e fu un vero grande successo. Quel giorno nacque la Compagnia degli Alabardieri che tanto lustro ha dato a Coreglia, facendosi conoscere anche al di fuori della Toscana.
Tre anni fa sono stati festeggiati con una grande festa i 50 anni della Compagnia, assieme anche a Gualtiero Molinari, l’ultimo dei fondatori, la mente storica di Coreglia, che si è impegnato nel tramandare proprio le antiche tradizioni e la storia della Vicaria.