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Redazione
ANNO XIVsabato 26 Settembre 2026
lucca

La storia delle migrazioni italiane nella notte dei ricercatori: IMT incontra la Fondazione Cresci

Nel pomeriggio di giovedì si è svolto il corso per docenti della scuola di primo e secondo livello, presso l’Antica Armeria di Palazzo Ducale, nell’ambito della Notte dei Ricercatori (Bright Night), realizzato con il contributo della Scuola IMT Alti Studi Lucca in collaborazione con la Fondazione Paolo Cresci per la Storia dell’Emigrazione Italiana, dal titolo “Altrove. Percorsi didattici sulla storia delle migrazioni italiane“.

I saluti sono arrivati sia dalla prof.ssa Ave Marchi, ex presidente della Fondazione Paolo Cresci, che dall’attuale aresidente Avv. Maria Talarico.

Marchi ha voluto subito ricordare come, a causa di gravi infiltrazioni d’acqua, il Museo Cresci sia attualmente chiuso in attesa di importanti interventi strutturali e/o di una nuova e più consona collocazione dell’importante materiale documentario posseduto – il più vasto ed importante d’Italia sulla storia dell’emigrazione nostrana.

La nuova presidente avv. Maria Talarico, oltre ai doverosi saluti istituzionali, ha portato anche il ringraziamento della figlia di Donatella Buonriposi (recentemente scomparsa) a cui sarà intitolato il libro documentale e di percorsi didattici rivolti al mondo della scuola, sui temi dell’emigrazione italiana grazie ai documenti della Fondazione Paolo Cresi. La dott.ssa Buonriposi ha rappresentato, infatti, un importante punto di riferimento nel mondo della scuola: per molti anni ha ricoperto i ruoli prima di dirigente scolastica, poi quello che, una volta, veniva chiamato “provveditore agli studi” e oggi dirigente ufficio scolastico provinciale. 

Tutto questo lavoro è stato possibile grazie alla passione e competenza di alcuni giovani ricercatori che hanno curato la pubblicazione ossia: Samuel Boscarello, Marinella Mazzanti ed Elena Serina.

I tre ricercatori hanno evidenziato alcuni aspetti particolari della ricerca svolta, facendo notare, ad esempio, che spesso si pensa all’emigrazione come un evento del passato, materia del ‘900, non facendo caso che, tutt’oggi, esiste un grande fenomeno di emigrazione italiana: basta pensare alla cosiddetta “fuga dei cervelli” o ai tanti che, ancora oggi, non trovano un’adeguata occupazione nel nostro paese; come pure esiste il fenomeno inverso, ossia di chi rientra nel nostro paese dopo anni passati all’estero.

I molteplici aspetti a cui si presta un’attenta lettura di questo fenomeno possono dare spunti interessanti da portare all’attenzione degli alunni da parte dei docenti, sia che si tratti di ragazzi delle medie che delle superiori. Questo è stato sottolineato, soprattutto, nell’intervento della già citata prof.ssa Ave Marchi, che ha portato il suo contributo grazie anche agli anni di esperienza sia come docente che come dirigente scolastica.

Un aspetto particolarmente coinvolgente ed emozionante lo ha affrontato il prof. Pier Dario Marzi dell’Istituto S. Pertini di Lucca, portando alcuni esempi di spezzoni di film d’epoca – da Fellini a Pietro Germi ed oltre – sottolineando come, prima di proiettare un film in classe, il docente debba conoscere bene la storia da proporre ed impostare adeguatamente il messaggio da trasmettere agli allievi. Le storie raccontate dal neorealismo italiano, con film in bianco e nero, possono lasciare tracce profonde nelle giovani generazioni, abituati a vedere l’emigrazione soli in ingresso nel nostro paese, senza pensare che anche noi abbiamo passato quella triste esperienza.

Fra i molti spunti di riflessione, proposti dal prof. Marzi, un passaggio tratto dal film Napoli – New York del 2024, diretto da Gabriele Salvatores e basato su un soggetto inedito di Federico Fellini, in cui una bambina emigrata clandestinamente in America, ai primi del ‘900, si rivolge alle autorità americane pronunciando la frase: “Tu non sei straniero, sei solo povero. Chi è ricco non è straniero da nessuna parte“, richiamando un antico proverbio napoletano, per sottolineare come le discriminazioni economiche superino spesso i confini geografici.

L’incontro è stato chiuso dal direttore della Fondazione Paolo Cresti, il dott. Luigi Pietro Biagioni, che ha voluto ricordare come la Fondazione è disponibile per approfondimenti, richieste di supporto nelle attività della didattica, basta scrivere a: info@fondazionepaolocresci.it o telefonare al n. 0583 417483/4 oppure visitare il sito ricchissimo di documenti e rubriche  https://www.museoemigrazioneitaliana.org/contattaci/

La Fondazione Paolo Cresci è pienamente operativa e pronta a supportare o raccogliere richieste sia dal mondo della scuola che da privati cittadini.

Foto di Roberto Pardini

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