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Redazione
ANNO XIVlunedì 28 Settembre 2026
recensione

Nel mese mondiale dell’Alzheimer, la fiaba di Ester Curatolo ricorda i confini dell’amore

“L’umano arriva laddove arriva l’amore. Non ha confini se non quelli che gli diamo” scriveva il grande Italo Calvino ne “La giornata di uno scrutatore” assistendo ad un padre che, ogni santo giorno, scendeva nell’inferno del Cottolengo per imboccare il proprio figlio – disabile grave – ed elemosinare da lui quel poco di affetto che la malattia, tiranna, concedeva.

Chi ha avuto un parente, un amico o un compagno affetto da Alzheimer sa bene quanto labile sia la linea di demarcazione tra lasciarsi lentamente morire fra le macerie di un mondo distrutto e ostinarsi a conservare il “fuoco” – come scrive McCarthy ne “La strada” – in un paesaggio apocalittico.

Settembre è il mese mondiale di questa patologia degenerativa, cronica e progressiva, che colpisce le cellule cerebrali e devasta l’esistenza dei familiari trasformando radicalmente le dinamiche quotidiane e il ruolo di chi cura il proprio caro.

Ester Curatolo, scrittrice siciliana trapiantata a Milano, ha saputo raccontare questo “mostro” con il linguaggio più puro e cristallino che ci sia: quello della fiaba. Nel suo “libricino” – come lei, con troppa modestia, lo definisce – “La battaglia di Esuteru. Alzheimer. Una fiaba per adulti” (La Caravella editrice, 2020) affronta con delicatezza, sensibilità e premura un tema difficile da comprendere per chi non lo ha vissuto sulla sua pelle.

Un libro che, partendo da un’esperienza personale, trascende l’immanente per farsi messaggio universale: ci sono battaglie dalla fine già scritta che, comunque, richiedono di essere affrontate con determinazione e coraggio. Senza farsi schiacciare. Battaglie in cui la vittoria non risiede nella sconfitta dell’avversario, ma nel rifiuto dell’arresa.

Ester, con la sua testimonianza, ricorda da vicino la signora Dubose de “Il buio oltre la siepe“: l’incarnazione del coraggio, quello vero, che si misura nel momento in cui si decide di scendere in battaglia pur consapevoli di essere battuti prima ancora di iniziare.

Recensione video di Andrea Cosimini

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