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Redazione
ANNO XIVdomenica 4 Ottobre 2026
barga

La vicenda del sergente Spencer rivive in un docufilm: alla Fondazione Ricci una pagina di storia

Un combattimento furioso e disperato, sui cieli di Bagni di Lucca, tra gli aerei dell’Asse e lo Spitfire del Sergente Spencer, che cercò scampo dirigendosi verso Coreglia, lasciando dietro di sé una scia di fumo e cercando un luogo adatto all’atterraggio.

Oggi pomeriggio, nello splendido Palazzo Liberty della Fondazione Ricci di Barga, è stato presentato il docufilm “Ghivizzano 4 giugno 1944, Sergente Pilota Spencer”, che ricostruisce la tragica vicenda del pilota della RAF, caduto nella Valle del Serchio negli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale. L’opera, realizzata per Accademia Cinema Toscana e da Nove Muse SRL, è prodotta da Annalisa Albano con la regia di Nicola Tognetti e la co-regia di Cristian Tesanini.

Il colonnello Vittorio Lino Biondi ha curato la presentazione, parlando non solo della vicenda narrata nel libro di Fabrizio Nicoli e Alberto Giovacchini, ma soffermandosi anche sul giorno 4 giugno 1944, data importante per l’entrata della 5^ Armata Americana a Roma, a cui seguì, qualche giorno dopo, lo sbarco in Normandia: vicende belliche che vedevano le forze alleate da una parte e quelle italo-tedesche dall’altra.

Grazie alla conoscenza ed alla passione per questi argomenti, il colonnello Biondi è riuscito a farci rivivere e percepire l’atmosfera della guerra: un periodo buio, durante il quale le nostre terre subivano frequenti incursioni e bombardamenti da parte dei nemici che, in quel momento, erano gli anglo-americani; molti i morti, i feriti e tanta la paura. E’ quindi comprensibile l’atteggiamento di qualcuno, accorso sul greto del fiume, che avrebbe voluto non prestare aiuto al pilota morente, che fu però soccorso dalla Misericordia locale, trasportato poi all’infermeria della SMI di Fornaci di Barga dove, poco dopo, morì.

Gli autori del docufilm si sono ispirati al libro “La morte del Sergente Spencer”: una preziosa ricerca, ben documentata, di Fabrizio Nicoli e Alberto Giannecchini, che hanno voluto pubblicare le numerose testimonianze raccolte ed i ricordi di un evento, fino ad allora, sconosciuto. Fabrizio Nicoli, presente in sala, è intervenuto per raccontare alcuni particolari della storia e come, con tanto scrupolo, abbia scelto, tra i ricordi dei testimoni, quelli più attendibili e veritieri.

Complimenti al giovane Nicola Tognetti, appassionato della storia del nostro territorio e attento lettore dei tanti volumi che ne parlano. Fotografo, videomaker, regista, ma anche attore. Ed oggi ha dimostrato di essere riuscito a dare il meglio di sé nel suo docufilm.  

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