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Redazione
ANNO XIVlunedì 5 Ottobre 2026
castelnuovo di garfagnana

“Agrosfera”, uno scatto alla tradizione: inaugurata a Castelnuovo la mostra del Fotocine

La terra ha i suoi ritmi, le sue fatiche e le sue storie. Ci sono mani che seminano, raccolgono e tramandano saperi antichi, ma anche aziende che cercano nuove strade per continuare a vivere e innovare. È a questo mondo, fatto di tradizione e cambiamento, che il Circolo Fotocine Garfagnana ha dedicato la mostra fotografica inaugurata ieri nella Sala Suffredini di Castelnuovo di Garfagnana, nell’ambito di “Agrosfera – Storie di tradizione e innovazione”, il progetto nazionale promosso dalla FIAF ETS, Federazione Italiana Associazioni Fotografiche.

L’esposizione, visitabile fino all’11 ottobre, propone 62 fotografie di grande formato, suddivise in due percorsi che, da prospettive diverse, raccontano il lavoro agricolo e il legame profondo tra le persone e il territorio. Un racconto per immagini che non si limita a mostrare prodotti e paesaggi, ma cerca soprattutto di dare un volto a chi, ogni giorno, contribuisce a mantenere viva la filiera agroalimentare.

Il primo percorso è quello firmato da Stefania Adami, con il progetto “Anche le cipolle fanno ridere”, dedicato a un’azienda agricola familiare di San Cassiano di Moriano, alle porte di Lucca. Una storia in cui la cura del paesaggio si intreccia con la scelta di coltivare biologicamente, utilizzando anche strumenti costruiti in casa, vecchi trattori e sementi uniche, custodite e tramandate nel tempo. Le immagini accompagnano il lavoro quotidiano della famiglia, fatto di gesti ripetuti e competenze che spesso restano invisibili. Ogni ortaggio passa più volte dalle mani di chi lo coltiva prima di raggiungere la grande distribuzione, in un processo nel quale la fatica e il valore del lavoro non sempre trovano un adeguato riconoscimento economico. Proprio una fotografia di questo progetto è stata scelta come immagine simbolo dell’intera iniziativa nazionale. Un risultato significativo per Stefania Adami, maestra di fotografia e già fotografa dell’anno FIAF, oltre che socia e anima del Circolo Fotocine Garfagnana. La scelta porta così idealmente anche il territorio lucchese al centro di un racconto che coinvolge fotografi e comunità di tutta Italia. All’inaugurazione era presente anche il protagonista dello scatto.

Accanto al lavoro di Adami, la mostra ospita “Agricoltura oggi in Garfagnana”, un progetto collettivo nato all’interno del circolo per documentare alcune delle realtà agricole più rappresentative della valle. Le fotografie attraversano un mondo variegato, che comprende l’allevamento bovino e ovino, il farro della Garfagnana IGP, la castanicoltura, la viticoltura, il Formenton Ottofile e l’allevamento delle trote. Il percorso arriva fino al Centro “La Piana”, con la Banca del Germoplasma e gli agricoltori custodi, e all’indirizzo agrario della scuola superiore, mostrando come il futuro dell’agricoltura passi anche dalla conservazione della biodiversità e dalla formazione delle nuove generazioni.

A inaugurare la mostra, insieme ai rappresentanti del Circolo Fotocine Garfagnana, è intervenuto Alberto Focacci, direttore della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA), a testimonianza del legame tra il racconto fotografico e il mondo agricolo. Un incontro tra linguaggi diversi, accomunati dalla volontà di dare visibilità a un settore fondamentale per l’economia e per l’identità dei territori.

“Agrosfera” nasce infatti come un grande progetto fotografico collettivo nazionale, capace di mettere in rete esperienze locali e sguardi differenti. Sono state raccolte 18.346 immagini e selezionati 339 autori provenienti da 19 regioni italiane. Alla mostra nazionale si affiancano 99 esposizioni locali, organizzate tra settembre e novembre da circoli e gruppi fotografici in tutta Italia. Un mosaico di storie che, da nord a sud, restituisce la varietà dell’agricoltura italiana e il lavoro delle persone che la rendono possibile.

A Castelnuovo, questo grande racconto assume una dimensione vicina e concreta. Le fotografie riportano l’attenzione su attività che spesso si danno per scontate, ma che richiedono dedizione, conoscenze e capacità di adattamento. Raccontano un’agricoltura che affronta difficoltà, senza rinunciare a custodire le proprie radici e a cercare nuove possibilità.

La mostra resterà aperta nella sala Suffredini fino a domenica 11 ottobre. Un’occasione per guardare la Garfagnana attraverso gli occhi di chi la coltiva e riscoprire, dietro ogni prodotto e ogni paesaggio, le persone e le storie che continuano a dare valore alla terra.

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