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Redazione
ANNO XIVlunedì 5 Ottobre 2026
castelnuovo di garfagnana

Il Neccio Podcast trova casa nel riqualificato immobile di via Garibaldi: c’è attesa per la seconda stagione

Un progetto può nascere attorno a un tavolo, da un’idea ancora tutta da costruire. Poi, per crescere, ha bisogno di persone che continuino a crederci, di tentativi e, a un certo punto, anche di un luogo da chiamare casa. Per il Neccio Podcast quel momento è arrivato.

È stato inaugurato ieri alle ore 17, negli spazi dello stabile PINQuA di via Garibaldi 13 a Castelnuovo di Garfagnana, il nuovo studio di registrazione dedicato al progetto, che proprio in queste settimane darà il via alla sua seconda stagione.

Una nuova sede arrivata al termine di un percorso iniziato quasi dal nulla e cresciuto grazie all’impegno di un gruppo di giovani provenienti anche da comuni diversi della Valle.

A ripercorrerne la storia è stata Rebecca Moscardini, consigliera comunale con delega al sociale e alle politiche giovanili e coordinatrice del progetto. “Il Neccio trova finalmente la sua casa – ha raccontato -. Avere uno studio di registrazione significa avere un luogo nel quale i ragazzi possono dare spazio alla propria creatività”.

Tutto è iniziato grazie a un bando della Fondazione cassa di risparmio di Lucca, che ha dato ai giovani la possibilità di mettersi in gioco e avanzare nuove proposte.

“Inizialmente il progetto era quello di una radio – ha ricordato Moscardini – poi abbiamo cominciato a ragionare e siamo partiti praticamente dal nulla. Ci siamo inventati in tutto con impegno e voglia di fare”.

Un percorso che non è stato privo di difficoltà, soprattutto per la mancanza iniziale di una sede stabile. La prima prova avvenne nel campanile di Torrite, per poi trasferirsi nella vecchia sede del giudice di pace. Fondamentale, in questa fase, è stato anche il supporto del comune, della Fondazione cassa di risparmio di Lucca e delle realtà del terzo settore.

“Ci tengo a ringraziare la Cooperativa Nanina e Caritas, perché il bando prevedeva un accompagnamento del terzo settore e ci hanno sostenuto durante il percorso – ha aggiunto -. Arrivare oggi fino a qui significa ricordare che dietro ogni progetto ci sono riunioni, obiettivi, visioni diverse. Ma la bellezza sta proprio nel fatto che questo è un progetto di giovani, voluto dai giovani e portato avanti da loro, anche con la possibilità di sbagliare”.

Nel corso della presentazione è stato quindi proiettato un video con alcuni dei momenti più divertenti e significativi della prima stagione, tra interviste, battute e frammenti delle diverse rubriche.

Per questa seconda stagione il progetto può contare anche sul sostegno di alcuni sponsor che hanno scelto di credere nell’iniziativa: Generali, Amaro del Riccio, Azzurrina e Petrognola.

Il Neccio Podcast è presente su Spotify, YouTube, Instagram, Facebook, TikTok e sul proprio sito web, allargando progressivamente il proprio pubblico oltre i confini della Garfagnana.

A salutare l’apertura dello studio è stato anche il sindaco di Castelnuovo di Garfagnana Andrea Tagliasacchi, che ha invitato i ragazzi a vivere questo nuovo spazio non soltanto come un luogo fisico, ma come un’occasione di libertà e responsabilità.

“Avete la possibilità di fare proposte e dovete sentirvi liberi di farle – ha affermato -. Oggi inauguriamo una sede dove finalmente il progetto trova casa, ma soprattutto uno spazio nel quale libertà e responsabilità devono essere gestite insieme. Il web è internazionale: parlate alla nostra comunità, ma potenzialmente parlate a tutti. Potete trasmettere valori, idee e anche stimoli critici verso la stessa amministrazione”.

Per Tagliasacchi il momento ha avuto anche un sapore personale, riportandolo indietro agli anni della propria giovinezza.

“Mi viene un po’ il groppo alla gola – ha raccontato emozionato – perché quando avevo vent’anni erano gli anni delle radio libere. Nel 1981 costituimmo una radio, ‘Radio Alice, la radio che ti fa felice’, che riuscì a creare una grande aggregazione”.

Durante il pomeriggio hanno poi preso la parola le diverse rubriche che compongono il Neccio Podcast.

“C’era una volta in Garfagnana”, tutta al femminile, vede protagoniste Elena Bonini, Silvia Cecchini e Arianna Moscardini. Al centro briganti, folletti, streghe, racconti e leggende che da secoli popolano l’immaginario della valle, riletti attraverso il confronto tra tradizione e cultura contemporanea.

Con “Chit Chat”, invece, Elisa Togneri e Giulia Rapaioli, due aspiranti giornaliste, incontrano persone che si sono distinte sul territorio nei mondi della musica, della letteratura, dell’arte, della moda e dell’imprenditoria.

C’è poi “Lo Spiffero”, con Paolo Scaltritti e Federico Bertoncini, che propone interviste attraverso domande accattivanti, inaspettate e, quando serve, anche scomode.

Infine “Il Salottino”, animato da Gianmarco Bertei, in arte Kuma, e Francesco “Napo” Napoli, dove il calcio locale diventa il punto di partenza per risate, commenti e chiacchiere da bar, accompagnate dall’energia dei conduttori.

Durante la presentazione è stato dato spazio anche a chi, pur rimanendo spesso dietro le quinte, svolge un lavoro indispensabile per la realizzazione di ogni puntata: i ragazzi e le ragazze del team tecnico e del team social. Sono loro a occuparsi degli aspetti legati alla registrazione, all’audio, alle riprese, al montaggio e alla diffusione dei contenuti sui diversi canali, contribuendo in maniera fondamentale alla crescita e all’identità del Neccio Podcast.

Prima del taglio del nastro, Rebecca Moscardini ha voluto rivolgere un ultimo ringraziamento proprio ai protagonisti del progetto: “Grazie ai ragazzi del Neccio che hanno creduto in questa idea quando era ancora tutto da realizzare”.

La serata è quindi proseguita con l’inaugurazione ufficiale dello studio e un piccolo rinfresco per brindare alla nuova avventura, davanti a una grande partecipazione della comunità.

Il Neccio Podcast ha oggi una casa vera e propria. Ma più che un punto d’arrivo, il nuovo studio sembra rappresentare un’altra partenza: la possibilità di sperimentare, crescere, sbagliare e continuare a dare voce a idee e persone diverse.

La seconda stagione è appena cominciata e l’entusiasmo dei ragazzi lascia aperta una domanda che, probabilmente, è anche la parte più interessante del progetto: fin dove potrà arrivare una voce nata in Garfagnana quando finalmente ha trovato il posto giusto da cui partire?

Foto di Giada Frediani

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