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Redazione
ANNO XIVlunedì 5 Ottobre 2026
borgo a mozzano

Borgo a Mozzano cammina con San Francesco: una folla di fedeli fino al Ponte del Diavolo

Le campane a festa hanno accolto il ritorno della processione alla chiesa di San Francesco. Dopo il cammino attraverso Borgo a Mozzano, i fedeli si sono raccolti nella chiesa dedicata al Santo. Erano così tanti che non tutti hanno potuto trovare posto all’interno. Un’immagine che racconta il significato di questo pomeriggio: una comunità riunita nella fede, capace di partecipare e di lasciarsi coinvolgere profondamente.

La processione di oggi ha concluso i due giorni di festeggiamenti dedicati all’ottavo centenario del Transito di San Francesco d’Assisi, il passaggio dalla vita terrena alla vita eterna. Dopo la celebrazione del 3 ottobre, la devozione si è fatta cammino per le strade del paese, accompagnando la statua del Santo dalla chiesa a lui dedicata fino al Ponte della Maddalena, conosciuto come Ponte del Diavolo, per poi fare ritorno.

La statua, circondata dai fiori e portata a spalla dai volontari della Misericordia, ha attraversato il borgo seguita da una lunga fila di fedeli. Gli stendardi delle confraternite, i gonfaloni delle istituzioni e i carabinieri in alta uniforme hanno dato solennità al corteo. Il Corpo musicale Giuseppe Verdi di Corsagna e la Merciful Band della Misericordia di Borgo a Mozzano ne hanno accompagnato il percorso con le loro musiche.

Erano presenti monsignor Fausto Tartelli, don Giuseppe Bernacchioni, don Francesco Maccari e padre John, frate francescano cappuccino. Insieme ai tanti cittadini hanno partecipato il sindaco di Borgo a Mozzano Patrizio Andreuccetti, con la giunta comunale al completo, il parlamentare europeo Francesco Torselli, il consigliere regionale Vittorio Fantozzi, Roberto Tamagnini, presidente del Consiglio comunale di Castiglione di Garfagnana, Sebastiano Pacini, vicesindaco di Bagni di Lucca, e Michele Giannini, sindaco di Fabbriche di Vergemoli.

A commuovere è stata soprattutto la grande partecipazione, testimonianza di una fede cristiana vissuta insieme. Nel corteo ciascuno ha portato la propria storia, gli affetti, le speranze e il bisogno di sentirsi vicino agli altri. Camminare dietro la statua di Francesco ha dato forma a questo legame, lungo le strade che appartengono alla vita quotidiana del paese.

Il passaggio sul Ponte del Diavolo ha offerto uno dei momenti più suggestivi. Sulle antiche pietre, tra gli stendardi e i fedeli, si sono incontrate la storia del territorio e una devozione tramandata attraverso le generazioni. Il ponte è diventato parte di un ricordo comune, di quelli che restano anche quando la festa è finita.

La processione ha attraversato due ponti: il Ponte del Diavolo e il Ponte Pari, quello antico e quello moderno. Due passaggi che hanno assunto anche un significato simbolico. In un mondo segnato da divisioni e conflitti, costruire ponti significa avvicinare le persone, favorire il dialogo e cercare la pace. Attraversarli insieme, seguendo San Francesco, ha dato forza a quel messaggio di fraternità che continua a parlare al nostro tempo.

Poi il ritorno alla chiesa, accompagnato dal suono festoso delle campane del convento francescano. Il corteo ha raggiunto il luogo dal quale era partito e i fedeli sono entrati, fin dove lo spazio lo consentiva. La chiesa non riusciva ad accogliere tutti: anche questa presenza così numerosa ha reso evidente quanto la celebrazione fosse sentita.

Ottocento anni dopo il suo Transito, Francesco continua a parlare al cuore delle persone. Il suo richiamo alla pace, alla fraternità e alla cura dei più fragili ha trovato, in questo pomeriggio, il volto di una comunità in cammino. Resta l’emozione di esserci stati, di aver condiviso una preghiera e un tratto di strada, di essersi sentiti parte di qualcosa di prezioso.

Un elogio particolare va alla Misericordia di Borgo a Mozzano e al suo governatore Gabriele Brunini, perfetto regista e instancabile animatore di questi due giorni di festa. La cura dell’organizzazione e l’impegno dei volontari hanno permesso a tante persone di partecipare e di sentirsi accolte. A loro va un grazie di cuore per aver custodito il significato di queste celebrazioni e aver regalato alla comunità due giornate di fede, incontro ed emozione.

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