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Redazione
ANNO XIVmartedì 6 Ottobre 2026
intervista

Domenico Bertuccelli, doppio racconto tra scatti e memoria: “La Garfagnana e il mio percorso di vita”

Le cime delle Apuane e dell’Appennino non sono soltanto profili di roccia e boschi, ma scrigni silenziosi dove la storia si fa immagine e il paesaggio, diventa custode di un’identità profonda. Dietro a ogni grande progetto editoriale, si cela un percorso di vita e un archivio di ricordi che preme per essere restituito al futuro.

Domenico Bertuccelli – noto a tutti come “Gavorchio”, fotografo e profondo conoscitore della Garfagnana e della Lucchesia – si appresta a presentare il 15 ottobre alle 21, al Museo Athena di Capannori, due volumi che racchiudono l’essenza di una vita spesa a osservare il territorio. A svelare la genesi di queste due opere è lo stesso autore, attraverso il racconto delle proprie passioni, dei propri scatti e di una storia d’amore che ha ribaltato i confini dell’emigrazione.

Il primo libro, intitolato “Due uomini in cammino“, nasce da una collaborazione artistica con lo scrittore Luciano Zanelli. Il volume ha come spina dorsale la storia, le leggende e i luoghi della Garfagnana: “Molti degli scatti sono nati sul campo – racconta lo stesso Domenico Bertuccelli -, ho tanto materiale di posti incredibili”. Tra gli episodi più suggestivi legati alla nascita di questa passione fotografica, spicca lo straordinario svuotamento del lago di Vagli del 1994. Un evento eccezionale che ha permesso di riportare alla luce ciò che la natura custodisce gelosamente sott’acqua. Così, l’avvio ad una professione che mira allo studio, alla ricerca del territorio e ad un obiettivo. Catturare il 100 per cento della nostra terra: “Per adesso ho raggiunto circa il 95 per cento – ha dichiarato il fotografo -, quello che resta è poco”.

Se il primo lavoro mappa l’area del fiume Serchio, il secondo libro dal titolo “Gocce di sudore sul pane” – custodito nel cassetto per oltre 15 anni –, affronta vicende di lavoro e di emigrazione. Una pagina di vita vissuta in prima persona: “La mia esperienza da emigrante – racconta l’autore – nasce da una vacanza al mare mancata e ripiegata in montagna al paese di Casabasciana“. Proprio lì Bertuccelli incontra la moglie Rose-Marie, la cui famiglia era legata a doppio filo alla Valle del Serchio: il nonno materno era originario proprio di questo borgo della Lucchesia. Poiché all’epoca Rose-Marie aveva un contratto come insegnante, Domenico compie il grande passo: “Ho deciso di andare io da lei, al suo paese“.

Trasferitosi nel Dipartimento del Nord, al confine con il Belgio, ha ancora impresso nella mente il senso del distacco e della nostalgia. A testimonianza del legame con la terra, l’autore ricorda il ritorno definitivo in Lucchesia con una riflessione eloquente: “Le radici tirano sempre“. È proprio questo vissuto intimo a nutrire il profondo interesse per la storia dell’emigrazione e ad ispirare le pagine di questa pubblicazione.

Firmato con il nome anagrafico, lasciando momentaneamente da parte lo storico pseudonimo di “Gavorchio” legato alla satira, questo dittico editoriale rappresenta non solo un omaggio alla Garfagnana, bensì il testamento visivo di chi conosce la lontananza, ha custodito la speranza del ritorno e oggi restituisce alla comunità il valore inestimabile della propria memoria.

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