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Redazione
ANNO XIVmartedì 6 Ottobre 2026
tradizione

Gli ex voto nelle nostre parrocchie: un patrimonio da custodire

Entrando nelle nostre chiese, lo sguardo si posa spesso sulle immagini della Madonna e dei santi. Accanto a quelle immagini, molti di noi ricordano piccoli cuori d’argento, qualche catenina d’oro, qualche anello legato con un fiocchino. Oggetti discreti, talvolta raccolti dentro una cornice, che custodiscono una parte della storia delle nostre comunità.

Sono gli ex voto, offerte con cui una persona o una famiglia ha voluto esprimere la propria gratitudine per una grazia ricevuta. Dietro ciascuno di questi oggetti potevano esserci una malattia superata, il ritorno di una persona cara, uno scampato pericolo o una preghiera pronunciata in un momento di grande preoccupazione.

Un cuore d’argento, una medaglia, una catenina non raccontano soltanto una devozione. Raccontano la vita di chi li ha donati. Per una famiglia, separarsi da un piccolo gioiello poteva rappresentare un sacrificio importante: era un oggetto caro, forse uno dei pochi posseduti, affidato alla Madonna o a un santo come segno di riconoscenza.

Quanti di noi, da bambini, si sono fermati a guardare quegli oggetti? Luccicavano accanto a un’immagine sacra e suscitavano curiosità. A volte erano i genitori o i nonni a spiegarci il loro significato, tramandando il ricordo di una persona e della sua storia.

Oggi viene spontaneo domandarsi quale attenzione sia riservata a questo patrimonio. Gli ex voto sono ancora custoditi? Sono stati inventariati e fotografati? Si conserva memoria delle persone che li hanno offerti e delle vicende a cui sono legati?

Sono domande che nascono dal desiderio di conoscere e preservare. La cura delle chiese comporta molte responsabilità, spesso affidate a poche persone. Anche questi piccoli oggetti meritano però attenzione, perché il loro valore va ben oltre quello del metallo con cui sono realizzati.

Una ricognizione nelle nostre parrocchie potrebbe essere un primo passo: individuare gli ex voto presenti, descriverli, fotografarli e raccogliere le testimonianze di chi ne ricorda la provenienza. Un lavoro da svolgere insieme ai parroci e alle persone che si occupano delle chiese, coinvolgendo anche gli anziani delle comunità.

Una fotografia può conservare l’immagine di un oggetto; una testimonianza può restituirgli la voce. Riunire entrambe significa lasciare a chi verrà dopo di noi qualcosa di più di un semplice elenco.

Le nostre chiese custodiscono anche questa memoria: piccoli segni di fede, di sofferenza e di speranza.

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