A tre anni dal brutale attacco terroristico perpetrato da Hamas il 7 ottobre 2023 contro le comunità israeliane al confine con la Striscia di Gaza, il comune di Fabbriche di Vergemoli ha rinnovato il proprio impegno nel custodire la memoria delle vittime, promuovendo, insieme all’Associazione 7 ottobre, un momento di riflessione e commemorazione.
La sera del 7 ottobre, anniversario di una delle pagine più drammatiche della storia recente, è stato proiettato nella Sala Consiliare di Fabbriche di Vallico, il documentario “We will dance again” di Yariv Mozer dedicato al massacro compiuto da Hamas al Nova Music Festival, dove centinaia di giovani furono uccisi durante l’attacco terroristico. La proiezione è stata proposta anche a bambini e ragazzi, ai quali il documentario è stato presentato e spiegato con particolare delicatezza e attenzione, per accompagnarli nella comprensione di una tragedia così drammatica nel rispetto della loro sensibilità e della loro età. All’iniziativa hanno preso parte numerosi cittadini, insieme al sindaco Michele Giannini, all’avvocato Alessandro Bertani in rappresentanza dell’Associazione 7 ottobre e al presidente del Consiglio comunale di Castelnuovo di Garfagnana, Niccolò Roni.
«La visione di queste immagini è scioccante e dolorosa, e lo dico con sincerità. Ma assistere a testimonianze così drammatiche è un atto dovuto, perché non si perda la memoria di quanto accaduto. Anche ciò che fa male vedere deve essere affrontato, perché solo conoscendo la realtà dei fatti possiamo comprendere la portata di questa tragedia e fare in modo che simili atrocità non si ripetano», ha dichiarato il sindaco Michele Giannini, ribadendo l’importanza di mantenere viva la memoria delle vittime e di non distogliere lo sguardo dalla brutalità del terrorismo.
Accanto alla proiezione, il Comune ha scelto un gesto simbolico di forte impatto: l’illuminazione in arancione del ponte, per ricordare le vittime del massacro e rendere omaggio agli ostaggi, con un pensiero particolare rivolto ai piccoli Ariel e Kfir Bibas, diventati simbolo dell’innocenza spezzata dalla violenza terroristica.
Il colore arancione, richiamando i capelli rossi dei due fratellini, è stato adottato a livello internazionale come segno di commemorazione e solidarietà. Ariel, di quattro anni, e Kfir, che aveva appena nove mesi al momento del rapimento, furono sequestrati insieme alla madre, Shiri, e al padre, Yarden, dal kibbutz Nir Oz. La successiva conferma dell’ uccisione dei bambini e della madre durante la prigionia a Gaza ha trasformato il colore arancione in un simbolo universale di dolore, memoria e richiesta di giustizia.
Con la proiezione del documentario, il coinvolgimento delle giovani generazioni e l’illuminazione del ponte, Fabbriche di Vergemoli ha voluto ribadire che ricordare non è soltanto un dovere nei confronti delle vittime, ma anche una responsabilità collettiva: conservare la memoria di quanto accaduto significa contrastare l’indifferenza, dare spazio alla verità dei fatti e riaffermare il valore della vita umana, affinché simili atrocità non si ripetano mai più.