Le testimonianze delle persone accolte sono state il cuore della mattinata di oggi all’Eremo di Calomini, dove si sono celebrati i dieci anni del progetto SAI, Sistema di Accoglienza e Integrazione, del comune di Fabbriche di Vergemoli, gestito dalla cooperativa sociale Odissea. Un incontro partecipato, che ha riunito ospiti, ex beneficiari e operatori, protagonisti di un’esperienza costruita nel tempo.
Alla conferenza stampa sono intervenuti Michele Giannini, sindaco di Fabbriche di Vergemoli, e Valerio Bonetti, presidente della cooperativa sociale Odissea. Giannini ha ricordato la disponibilità dell’amministrazione ad accogliere, ripercorrendo l’impegno del Comune nel sostenere il progetto. Una scelta che ha dato a questo piccolo territorio un ruolo importante nell’accompagnare persone e famiglie verso una nuova autonomia.
Ho partecipato all’incontro e sono rimasto particolarmente colpito dalle parole degli ospiti. Testimonianze bellissime, emozionanti, che hanno dato voce a chi ha vissuto personalmente l’accoglienza. Ascoltarle ha permesso di comprendere il significato del messaggio scelto per l’anniversario: «Che ogni storia conta».
Accanto a loro, gli operatori hanno portato l’esperienza di un lavoro quotidiano fatto di competenze, ascolto e accompagnamento. La presenza di tante persone coinvolte nel corso degli anni ha reso questa ricorrenza un momento di ritrovo e di condivisione.
I dati esposti dagli organizzatori raccontano la portata del percorso: 148 persone accolte, tra cui 48 bambini; 36 inserimenti scolastici, dei quali 16 nella scuola di Fabbriche di Vergemoli; 50 inserimenti lavorativi e 48 inserimenti abitativi. Sono stati inoltre completati 53 percorsi formativi e conseguite 59 certificazioni di lingua italiana. Nel corso del decennio hanno contribuito alle attività 68 operatori.
Scuola, lingua, formazione, lavoro e casa rappresentano passaggi essenziali per costruire una vita autonoma. Dietro questi risultati ci sono persone, famiglie e relazioni, insieme all’impegno di chi le ha accompagnate.
La celebrazione comprende anche un percorso fotografico presso l’Antica Trattoria dell’Eremita, realizzato insieme da operatori e beneficiari. Foto e installazioni raccontano esperienze, incontri e ricordi dei dieci anni del progetto. Il percorso rimane liberamente accessibile per tutto il fine settimana, come indicato nel programma dell’iniziativa.
Da questa mattinata porto con me soprattutto l’emozione delle testimonianze. Le voci di chi è stato accolto hanno dato un volto ai risultati e un significato al lavoro svolto. Sono loro a raccontare quanto possa incidere, nella vita di una persona, trovare una comunità disposta ad ascoltare e a offrire un’opportunità per ricominciare.


