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Redazione
ANNO XIVmartedì 13 Ottobre 2026
rinnovo

Atvl rinnova il consiglio e guarda al futuro: Pedrinzani presidente

L’assemblea dell’Associazione Volontari della Libertà riunitasi pochi giorni fa presso la nuova sede in via del Crocifisso 5 a Lucca, ha rinnovato il proprio consiglio che rimarrà in carica fino all’ottobre del 2031.

L’associazione che affonda le radici nella storia della Resistenza è nata tra il 1950 e il 1951 come Comitato Patrioti Lucchesi quando l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia finì sotto il controllo del Partito Comunista Italiano. Dapprima i partigiani lucchesi si affiliarono alla Federazione delle Associazioni Partigiane di Ferrucci Parri (Partito d’Azione), poi a fine anni ’50 confluirono nella Federazione Italiana Volontari della Libertà di Enrico Mattei (Democrazia Cristiana).

In ATVL vi erano iscritti tutti i partigiani lucchesi in rappresentanza delle più importati formazioni della provincia: dall’XI Zona di Manrico Ducceschi “Pippo”, al Gruppo Valanga di Leandro Puccetti, dalla Divisione Lunense del Magg. Anthony Oldham, al gruppo del Col. Alberto Brofferio, fino alla Banda Bonacchi che partecipò alla liberazione di Lucca.

Il nuovo consiglio è formato da Moreno Pedrinzani, presidente; Gemma Giannini, vicepresidente; Leonardo Martini, tesoriere; Andrea Giannasi, segretario; Renzo Paternoster, consigliere con delega al 27 gennaio; Paolo Battistini, Consigliere con delega al 10 febbraio; Anna Raviglione, Consigliere con delega alle memorie e diari.

«Assumere la presidenza di ATVL – ha ricordato il nuovo presidente all’atto dell’insediamento – è un onore e al contempo una grande responsabilità: quella di fare sì che la memoria della Resistenza sia viva, cammini assieme a noi. Ricordare il sacrificio di chi ha lottato per la nostra libertà significa rinnovare ogni giorno una precisa ed unica scelta di campo, apolitica e apartitica: quella a favore dei valori democratici e del rispetto dei diritti umani.

In un momento storico segnato da profonde trasformazioni culturali e sociali, con la necessità impellente di passare il testimone alle nuove generazioni, la memoria storica non rappresenta un semplice esercizio di ricordo ingessato, da mettere dentro una teca, si tratta di un’azione attiva per la tutela della memoria, per gettare un ponte tra le generazioni poiché, come diceva Benedetto Croce, la libertà al singolare esiste soltanto nelle libertà al plurale. La lotta di Liberazione ha gettato le basi della nostra Costituzione repubblicana, consegnandoci i principi fondamentali di libertà, uguaglianza, giustizia e partecipazione civile collettiva, caposaldo della comunità».

Il nuovo corso dell’associazione si concentrerà in particolare sul dialogo con le giovani generazioni e con le istituzioni scolastiche del territorio lucchese attraverso iniziative culturali e incontri di approfondimento. L’obiettivo è quello di offrire gli strumenti critici per comprendere il presente attraverso la conoscenza del passato recente, non libresco né artefatto, ma fatto di vite reali, riaffermando l’attualità del messaggio resistenziale di fronte alle sfide e alle intolleranze dei nostri giorni.

Anche la vicepresidente Gemma Giannini è intervenuta: «Ancora oggi l’associazione vive i valori della costituzione: il diritto al lavoro, la sovranità del popolo, i diritti inviolabili dell’uomo, la pari dignità sociale e l’eguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, dì razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali nell’impegno costante per lo sviluppo della cultura, della ricerca scientifica e tecnica, per la tutela dell’ambiente e del patrimonio artistico per la costruzione della casa comune.

Oggi dobbiamo essere pionieri coraggiosi, dobbiamo uscire dal nostro mondo digitalizzato, e tessere relazioni di dialogo con parole disarmanti. Dobbiamo essere innovativi, andare controcorrente e, per realizzare ciò, dobbiamo essere coraggiosi. Pensiamo al coraggio e alla forza interiore dettata dall’amore del cuore, che hanno spinto alle grandi azioni coloro che ci hanno preceduto. È grazie a loro che possiamo vivere con libertà e democraticamente.

Non dobbiamo però solo conservare la memoria ma essere ponte con il passato, proiettati verso il futuro, con una memoria profetica. Questo grazie al discernimento che nasce dal rapporto con gli altri, dalle esperienze vissute e anche dallo studio.

Poi c’è un aspetto urgente: la potenzialità dell’intelligenza artificiale che ci espone però a gravi pericoli. Oggi è più che mai importante educare e “insegnare a ben pensare” come spesso citava Giuseppe Lazzati partigiano, padre costituente, rettore dell’Università cattolica».

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