Più opportunità per le donne in agricoltura, sostegno all’imprenditoria femminile e servizi per contrastare lo spopolamento delle aree rurali. Sono i temi al centro di Women Farmers 2026 – Cultivating the Future, l’iniziativa promossa oggi dalla Regione Toscana a Bruxelles, nell’ambito della ‘Settimana europea delle Regioni e delle Città’.
Un appuntamento che conferma la crescente dimensione europea de ‘La Toscana delle Donne’, il progetto regionale per la parità di genere già riconosciuto come buona pratica a livello europeo.
All’incontro, ospitato nella sede di rappresentanza della Regione Toscana presso l’Unione europea, hanno partecipato il presidente Eugenio Giani, l’assessora alle pari opportunità Cristina Manetti e l’assessore all’agricoltura Leonardo Marras, insieme a rappresentanti delle istituzioni europee, della FAO e del mondo agricolo.
Al centro del confronto, nell’anno internazionale dedicato alle donne agricoltrici, la ‘Dichiarazione Firenze-Bruxelles’, una carta in dieci punti per rafforzare le politiche di genere e sostenere l’imprenditoria femminile in agricoltura, anche in vista della programmazione europea 2028-2034.
“Con la ‘Dichiarazione Firenze-Bruxelles’ vogliamo trasformare una riflessione politica in un impegno concreto – ha spiegato l’assessora Cristina Manetti –. Un percorso che si inserisce nello spirito de ‘La Toscana delle Donne’, un progetto che trova sempre più spazio in Europa, dove è già stato riconosciuto come buona pratica. La parità di genere deve tradursi in azioni concrete e diventare una leva di sviluppo anche per le comunità rurali, creando opportunità e servizi che consentano alle donne di costruire il proprio futuro nei territori in cui vivono. Le aree rurali non devono essere luoghi da cui partire, ma luoghi in cui scegliere di restare e investire. Le donne sono sempre più protagoniste dell’agricoltura toscana – ha aggiunto Manetti –. Il 42% degli agriturismi è a conduzione femminile, un dato importante che vogliamo far crescere, sostenendo l’imprenditoria delle donne e creando condizioni di reale parità”.
“Questa carta in dieci punti nasce dalla scelta di riportare l’agricoltura al centro delle politiche di sviluppo della Toscana – ha dichiarato il presidente Eugenio Giani –. Un settore che ha segnato nei secoli la storia e l’identità della nostra regione, modellandone il territorio, dalle bonifiche della Maremma e della Val di Chiana fino all’area dell’antico lago di Bientina. Oggi vogliamo rilanciarlo come motore di crescita e in questo percorso il ruolo delle donne, con la loro capacità imprenditoriale e innovativa, è fondamentale. L’agricoltura toscana può contare su oltre un miliardo di euro di risorse europee nell’arco di sei anni, cui si aggiungono fondi regionali – ha proseguito Giani –. Anche se la prossima programmazione potrebbe ridurre questa capacità di investimento, vogliamo continuare a sostenere il settore. I dieci punti della Dichiarazione saranno un riferimento per orientare i nostri bandi e valorizzare la presenza femminile”.
“Le donne rappresentano oltre il 30% dei titolari di aziende agricole toscane, in linea con la media europea – ha dichiarato l’assessore all’agricoltura Leonardo Marras –. Le loro imprese sono mediamente più piccole di quelle maschili, ma più grandi rispetto alla media europea. Resta fondamentale favorire il ricambio generazionale, anche perché l’età media delle agricoltrici toscane è più elevata. Per questo nei bandi per il primo insediamento abbiamo previsto una forte premialità per le donne: oltre il 70% delle giovani che hanno presentato domanda ha ottenuto un finanziamento, con premi fino a 100mila euro. Vogliamo incoraggiarle a trasformare le proprie idee in progetti concreti. Le imprese agricole femminili – ha concluso – si distinguono inoltre per la capacità di integrare agricoltura, agriturismo e sostenibilità, contribuendo alla qualità e allo sviluppo dei territori rurali”.
In Toscana le donne rappresentano il 32,2% dei titolari di aziende agricole, contro una media europea del 31,6%. Nell’agriturismo la quota femminile raggiunge il 42%, con circa 2.400 strutture.
Nel corso della mattinata è intervenuto anche il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo: “La parità di genere è una scelta strategica per il futuro dell’agricoltura europea: quando una donna rinuncia a fare impresa, un territorio perde lavoro, innovazione e possibilità di sviluppo. Al Comitato europeo delle Regioni abbiamo votato un parere che propone misure per facilitare l’accesso delle donne alla terra e al credito e destinare ai giovani agricoltori una quota intorno al 10% del bilancio della PAC. Proposte che vogliamo tradurre in scelte concrete nella prossima programmazione europea. Ringrazio Giani, Manetti e Marras per aver portato a Bruxelles un confronto che lega l’autonomia economica delle donne al futuro delle comunità rurali”.
Tra le sfide emerse, l’accesso alla terra e al credito, la carenza di servizi nelle aree interne e la conciliazione tra lavoro e famiglia. Temi sui quali la Toscana punta a rafforzare il proprio impegno, anche attraverso innovazione, digitalizzazione e nuove politiche di sviluppo rurale”.