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Redazione
ANNO XIVmercoledì 14 Ottobre 2026
barga

Dalla memoria di Maela Ghini nasce un’associazione tra cinema, formazione e ricerca contro il cancro

Trasformare un dolore profondo in qualcosa capace di continuare a generare valore per gli altri. È da qui che nasce l’Associazione Maela Ghini, una realtà giovane che unisce due mondi lontani: quello del cinema e delle professioni che lavorano dietro le quinte e quello della ricerca contro il tumore al pancreas.

A raccontarne la storia è Giulia Nardini, presidente dell’associazione, nata nel giugno di quest’anno per volontà dei familiari, dei parenti e degli amici più stretti di Maela Ghini.

“A febbraio abbiamo perso mia mamma a causa di un tumore al pancreas – racconta Nardini -. Per anni aveva lavorato come truccatrice televisiva a Videomusic e poi aveva dedicato la sua vita a Top moda bellezza e benessere, il centro parrucchiere ed estetica di cui era titolare insieme a sua sorella e alle sue nipoti. Dopo qualche mese dal lutto ci siamo chiesti quale fosse il modo migliore per ricordarla e trasformare una cosa così devastante in qualcosa che potesse avere un senso e continuare a generarne”.

Da qui l’idea di creare un’associazione che non fosse soltanto legata alla memoria, ma capace di costruire opportunità concrete.

Uno degli obiettivi principali è infatti quello di far conoscere e valorizzare i cosiddetti “mestieri minori” del cinema, professioni che raramente finiscono sotto i riflettori ma senza le quali nessuna produzione potrebbe esistere.

“Quando guardiamo uno spettacolo, un film o un programma televisivo vediamo gli attori e i conduttori – spiega Nardini – ma dietro ogni scena ci sono decine di professionisti: truccatori, parrucchieri, costumisti, scenografi e artigiani. Sono mestieri preziosi che meritano di essere conosciuti, valorizzati e tramandati”.

L’intenzione è quindi quella di organizzare laboratori, corsi, masterclass, incontri con professionisti, eventi e occasioni formative, rivolgendosi in particolare a chi sogna di lavorare nel mondo dello spettacolo ma magari non conosce tutte le possibilità professionali che esistono dietro la “macchina cinema”.

Accanto alla cultura e alla formazione c’è però fin dall’inizio un secondo obiettivo fondamentale: sostenere la ricerca contro il cancro, con un’attenzione particolare alle patologie del pancreas. L’Associazione Maela Ghini ha infatti avviato un partenariato con Aisp – Associazione italiana per lo studio del pancreas, diventandone anche Associazione pazienti, l’unica in Toscana. “All’interno di Aisp le associazioni dei pazienti rappresentano una componente importante – precisa Nardini – e possono contribuire partecipando al congresso nazionale e alle attività dell’associazione, sostenendo progetti di ricerca o borse di studio, oppure organizzando iniziative di beneficenza e raccolte fondi destinate alla ricerca e alla formazione di medici e giovani ricercatori”.

Il primo appuntamento dell’associazione si è svolto già alla fine di agosto, con una cena a Castelvecchio Pascoli pensata per presentare il progetto, raccogliere donazioni e iniziare a far conoscere gli obiettivi della nuova realtà.

Ma il primo grande traguardo è già fissato. “Il nostro primo vero step sarà il Festival dei mestieri del cinema di Barga, che si svolgerà il 27 febbraio al Teatro dei Differenti – annuncia Nardini -. Sarà un festival dedicato al cinema e a tutte quelle professioni che contribuiscono alla realizzazione di un’opera cinematografica”.

L’idea è quella di costruire una serata che non sia soltanto una premiazione. Sarà infatti assegnato un riconoscimento al miglior cortometraggio, ma ci saranno anche incontri legati al cinema e alla televisione, con un coinvolgimento anche della storia di Videomusic, particolarmente significativa nel percorso personale e professionale di Maela Ghini.
Da lì l’associazione vorrebbe poi sviluppare durante l’anno incontri e masterclass con scenografi, truccatori e altri professionisti del settore.

E pensando al futuro, Giulia Nardini immagina una realtà sempre più radicata sul territorio.
“Vorrei che diventasse un punto di riferimento capace di promuovere la cultura cinematografica e, più in generale, quella dell’audiovisivo – racconta -. Mi piacerebbe far conoscere al pubblico tutte quelle professioni che stanno dietro a un film e che spesso non si vedono”.

Ma il desiderio più grande resta quello di far camminare insieme i due obiettivi sui quali l’associazione è nata. “Mi auguro che tra qualche anno l’Associazione Maela Ghini sia un’Associazione pazienti Aisp con le spalle belle grosse – conclude -. Vorrei che la cultura cinematografica potesse diventare anche uno strumento per sostenere la ricerca contro il tumore al pancreas. Che questi due mondi possano coesistere e trascinarsi a vicenda: aiutare chi sogna di lavorare nel cinema, chi vuole conoscere meglio questo mondo e, allo stesso tempo, chi ha bisogno di quei fondi destinati alla ricerca che un giorno potrebbero salvare altre vite”.

È proprio qui che il ricordo di Maela Ghini trova forse la sua forma più concreta: non fermarsi al ricordo di ciò che è stato, ma trasformarlo in nuove possibilità per chi verrà dopo.

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