Le sigle sindacali di Slc Cgil e Fistel Cisl tornano a parlare di Lucart e dell’annosa vertenza che vede impegnati nel rinnovo del contratto di secondo livello i lavoratori dello stabilimento di Porcari.
“In questi giorni l’azienda – denunciano le sigle -, invece di provare a ricostruire un tavolo di confronto sindacale, continua a screditare il sindacato facendo circolare all’interno dello stabilimento documenti che danno una visione distorta e parziale di quanto accaduto durante il lungo negoziato”.
“Come se ciò non bastasse – incalzano i sindacati – l’azienda ha incontrato il reparto degli uffici, per provare a sostenere tesi che non trovano riscontro nei fatti ed a dividere i lavoratori. Come sigle sindacali ribadiamo che la strategia di avvelenare i pozzi non paga. Piuttosto che continuare a screditare il sindacato, l’azienda si preoccupi di recuperare una linea imprenditoriale tesa a tenere unita la fabbrica ed attenta ai problemi dei lavoratori”.
“Sul territorio lucchese – spiegano – anche altre importanti aziende si trovano in una fase di stallo per il rinnovo dei contratti di secondo livello, ma solamente Lucart ha bloccato l’erogazione dei buoni pasto abbassando di fatto gli stipendi dei propri dipendenti di 160 euro al mese. In un contesto economico del genere, è scandaloso e non aiuta certo a ripristinare idonee condizioni ad un confronto sereno e costruttivo, come invece sostengono nel comunicato del 13/10/2026”.
“Notiamo che questo atteggiamento della direzione aziendale – attaccano – rappresenti una novità rispetto alla sua storia ed al contesto lucchese, ponendo l’azienda in una posizione di isolamento rispetto ai diretti competitors. Viene spontaneo chiedersi se gli ottimi risultati nelle politiche dedicate alle persone, tanto declamati sulla stampa, siano la conseguenza di tali impostazioni. E viene da chiedersi anche se la stessa valutazione data per un sistema articolato di politiche e progetti che comprendono anche programmi dedicati alla sicurezza tengano conto della realtà dei fatti”.
“In occasione dello sciopero regionale indetto dalla CGIL Toscana, nel turno di notte, il più complicato, il conduttore della macchina continua è rimasto da solo per la mancanza dell’aiutante che aveva aderito allo sciopero – osservano -. Per otto ore l’equipaggio di macchina ha lavorato con una figura in meno, l’assistente, che svolge tra altro indispensabili funzioni di coordinamento e controllo sulla sicurezza dei lavoratori. In questo modo si mette a rischio la sicurezza dei lavoratori che si trovano a svolgere contemporaneamente compiti normalmente svolti da due o più persone”.
“Ci chiediamo inoltre – affondano le sigle sindacali – perché Lucart, che tanto pubblicizza i suoi sforzi per incrementare gli standard di salute e sicurezza nei propri siti produttivi, non abbia ancora realizzato quelli interventi previsti con l’accordo integrativo del 6 agosto 2025 nello stabilimento di Castelnuovo. Mancano infatti ancora diversi lavori come l’ aspirazione polveri, e anche una nuova linea di converting partirà senza aspirazione. Stessa sorte per la formazione sulla sicurezza. E lo stesso è avvenuto anche per gli interventi previsti per migliorare la salute e la sicurezza sia a Diecimo che a Porcari, con quest’ultimo sito dove gli importanti interventi di aspirazione delle polveri già previsti per il mese di maggio non sono stati realizzati”.
“Si fanno tante chiacchiere e pochi fatti – concludono duramente i sindacati -. Ci chiediamo infine se Lucart, stia prestando la giusta attenzione al clima di tensione che si è venuto a creare all’interno dello stabilimento di Porcari ed alle possibili conseguenze di ciò, visto che potrebbe essere terreno fertile per far nascere episodi impossibili da prevedere”.