Elisa torna a Parigi nel primo spettacolo originale internazionale prodotto dal Sistema Museale territoriale della provincia di Lucca. Va infatti in scena martedì 20 ottobre 2026 alle 19 a Parigi, nella Maire 9ème (6 rue Drouot, 75009 Paris), lo spettacolo promosso nella quinta edizione del festival “I Musei del Sorriso”, organizzato dal Sistema Museale Territoriale della Provincia di Lucca in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
Grazie alla collaborazione dell’associazione “Les ateliers de Cribeau” e l’associazione “Les horloges lumineuses” è stato possible dar vita a “Desideravo essere e sono stata”, uno spettacolo pluridisciplinare in lingua francese. In scena Chiara Capitani, autrice e interprete, e Maria Laura Baccarini, interprete e autrice musicale, per la regia di Crescenza Guarnieri e con i costumi di Giuseppina Livi. Teatro, musica e performance fisica raccontano il viaggio emotivo e intimo di una delle prime donne a cui è stato assegnato un incarico politico.
Si tratta di un viaggio onirico e visionario attraverso i pensieri più intimi di Elisa Bonaparte, principessa di Lucca dal 1805 al 1814, tra memorie familiari, ambizione politica e confessioni segrete. Sullo sfondo di una Lucca trasformata in una “piccola Parigi”, prende forma il ritratto di una donna potente e fragile, sospesa tra il peso della storia e la vulnerabilità dell’animo umano. Ad accompagnare il suo racconto si intrecciano le musiche della compositrice Marianna Bottini, contemporanea di Elisa e, insieme a lei, testimone di una straordinaria stagione culturale al femminile.
“La musica di una compositrice lucchese risuona a Parigi in questa che è la prima produzione del festival che si realizza all’estero – sono le parole di Maria Talarico, presidente della Fondazione Cresci, capofila dell’assemblea -. Si tratta di un evento al quale teniamo particolarmente perché parla di Lucca attraverso due figure femminili di spicco fortemente legate ed espressione della città, della sua storia e cultura: Elisa Bonaparte Baciocchi, che a Lucca ha governato per 9 anni all’inizio dell’Ottocento portando significative innovazioni, e Marianna Bottini, che nello stesso periodo storico componeva musica: un’artista lucchese che ha visto rivalutati i suoi meriti artistici negli ultimi decenni del Novecento. Quattro le donne nella produzione di questo spettacolo: Chiara Capitani autrice e interprete, insieme a Maria Laura Baccarini, la regista Crescenza Guarnieri e la costumista Giuseppina Livi. Non una occasione, ma una scelta dettata dall’intenzione del sistema museale lucchese di valorizzare i talenti di oggi attraverso la conoscenza dei talenti del passato”.
Tra sogno e memoria, lo spettacolo compone un affresco poetico in cui talento, desiderio, solitudine e inquietudine scandiscono il bilancio di una vita: forse l’ultima notte di Elisa, forse un sogno lucido prima della fine. Ne emerge una confessione intensa e profondamente umana, capace di parlare a tutti, oltre il tempo e la storia.
Il festival “I Musei del Sorriso” è organizzato dal Sistema Museale Territoriale della Provincia di Lucca in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo, con la Diocesi di Lucca nel 300° della sua elevazione ad Arcidiocesi e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
Il calendario del festival 2026 “I Musei del Sorriso” prosegue fino a dicembre Per informazioni: Sistema Museale Territoriale della Provincia di Lucca, Cortile Carrara – Palazzo Ducale – 55100 Lucca: info@museiprovincialucca.it, 0039 0583 417483
Il calendario è a questa pagina: http://www.museiprovincialucca.it/festival
Instagram: https://www.instagram.com/museiprovincialucca/
Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCq1F4-8C53W1S2nQoFZPbnQ (dove sono presenti i video promozionali di ciascun museo).
Chiara Capitani è attrice, performer e autrice italiana, sviluppa il suo lavoro tra la Francia e l’Italia. Laureata in Scienze Politiche all’Università Roma Tre con una tesi sulla comunicazione tra attore e spettatore in Grotowski e Brecht, si forma al teatro a Roma (C.I.A.P.A., Cometa) e prosegue poi il suo percorso in Francia, all’ARTA e presso il Workcenter di Jerzy Grotowski and Thomas Richard. Approfondisce il teatro fisico con Leela Alaniz e lavora alla Biennale Teatro College di Venezia con Fabrice Murgia. Nel 2015 fonda il collettivo Lilith Theatre, dedicato alle voci femminili, e partecipa a progetti impegnati sulle questioni di genere, in particolare con i collettivi AjaRiot e Ricci/Forte. Nel 2019 scrive e interpreta Bibbidi Bobbidi Bum, monologo tragicomico attorno a una “Cinder-ella” contemporanea, e realizza il cortometraggio La Feuille Noire. Il suo progetto Journal Intime, inizialmente un’installazione sonora e fotografica sull’intimità femminile, diventa poi un audiolibro (Storytel) e un podcast in Francia, ancora in corso. Collabora con la rivista femminista Pink Magazine Italia, dove cura una rubrica sull’intimità e le lotte contemporanee. Diplomata in arteterapia (PROFAC, 2022), conduce laboratori di teatro e scrittura come strumenti di cura e trasmissione.
Maria Laura Baccarini inizia la sua carriera nel teatro musicale, interpretando i ruoli pili importanti del repertorio dei grandi classici americani: Sally Bowles in “Cabaret”, Cassie in “A Chorus Line”, Anita in “\Vest Side Story”, poi ancora spettacoli come “Gigi”, “Stanno Suonando la nostra canzone” “Promises Promises” e infine il ruolo di Roxie Han in “Chicago”. Dal 2004 avvia un nuovo percorso in Francia grazie al progetto “Nuit Arnericaine”, accanto a Lambert Wilson. Insieme al violinista francese Régis Huby darà vita a due progetti discografici: Ali Around (composizioni musicali Régis Huby- libretto Yann Apperry) e Furrow (a Cole Porter Tribute); insieme allo scrittore francese Yann Apperry, collabora in varie sperimentazioni, musicali e letterarie, come Terra Vagans (musica di Claude Barthélemy), La foire aux chansons (musica di Régis Huby), Calvinologie (musica di Massimo Nunzi); fa anche parte del progetto: “Poète… vos papier!” canzoni tratte dalla famosa raccolta di poesie di Léo Ferré, con arrangiamenti e composizioni originali di Yves Rousseau.
In Italia continua parallelamente il suo cammino che la vede nel ruolo di Feste il Buffone ne “La dodicesima notte” con la regia di Armando Pugliese, “Il letto Ovale” accanto a Maurizio Micheli e collaborazioni musicali con il pianista Riccardo Biseo: “Somewhere” e “Concerto per un poeta”. “Whaiting for the Night to Smile”, è frutto del suo amore per Stephen Sondheim. Due pianoforti (Stéphan Oliva e Bruno Angelini) e due voci (Maria Laura Baccarini e Stephy Haix). “Gaber, io e le cose” in duo con il violinista Régis Huby, è una lunga e fortunata avventura cominciata al Festival di Asti nel 2011 terminata nel 2017 a Parigi dopo aver girato in Francia, Italia e Nord Europa. Dal 2016 al 2018 è artista invitata dall’ONJ, Orchestre Nationale de Jazz francese diretta da Olivier Benoit, nel progetto ONJ Europa Oslo (CD ONJ Records). Nel 2018 comincia la sua solitaria avventura di African Requiem, testo di Stefano Massini, che racconta la drammatica vicenda di Ilaria Alpi, della sua indagine e degli ultimi suoi giorni di vita. Segue un altro solo dove è interprete e autrice delle musiche: “Atalanta”, testo di Gianni Rodari.
Crescenza Guarnieri
Dopo aver conseguito il diploma di scuola secondaria superiore, supera l’audizione presso la Scuola di Espressione e Interpretazione, diretta dal Maestro Orazio Costa. Il suo percorso artistico è caratterizzato da una vasta esperienza che spazia dal teatro alla commedia musicale, dal cinema alla televisione e alla radio.
Attrice e cantante, lavora anche come acting coach sui set cinematografici e televisivi. Parallelamente, tiene corsi di recitazione e di lettura scenica, dedicandosi alla formazione e alla trasmissione delle proprie competenze artistiche.
In teatro interpreta ruoli di rilievo in opere del repertorio classico e contemporaneo. È Madonna Capuleti in Romeo e Giulietta, per la regia di Gigi Proietti, Madame Birling in Un ispettore in casa Birling, diretta da Giancarlo Sepe, e Sara in Processo a Gesù di Diego Fabbri, con la regia di Maurizio Panici. Interpreta inoltre zia Lena in Come tu mi vuoi di Luigi Pirandello, diretta da Francesco Zecca.
È protagonista di diversi spettacoli e monologhi, tra cui Tutti i miei cari di Francesca Zanni, con la regia di Francesco Zecca, e Niente più niente al mondo di Massimo Carlotto, diretto da Nicola Pistoia. Prende parte anche a Tango, di cui Francesca Zanni è autrice e regista, e alle produzioni Tribù e Orienti di D. Camerini, autore e regista. Il suo percorso nella commedia musicale comprende numerose collaborazioni con la Compagnia della Rancia, sotto la direzione di Saverio Marconi. Interpreta Sheila in A Chorus Line, Nicky in Sweet Charity, al fianco di Lorella Cuccarini e Cesare Bocci, e il ruolo femminile principale in Brachetti in Technicolor, con Arturo Brachetti. È inoltre protagonista di No Way to Treat a Lady (Serial Killer per Signora), diretto da Gianluca Guidi, e partecipa a importanti produzioni del teatro musicale italiano, tra cui Il vizietto – La Cage aux folles. Al cinema prende parte a diverse produzioni, tra cui Mine vaganti di Ferzan Özpetek, nel ruolo di Antonietta; Fuorigioco di Carlo Benso, in cui è coprotagonista femminile accanto a Toni Garrani; Io che amo solo te e La cena di Natale di Marco Ponti, con Michele Placido e Riccardo Scamarcio. Interpreta inoltre la madre nel film La verità sta in cielo di Roberto Faenza, dedicato al caso della scomparsa di Emanuela Orlandi. In televisione interpreta Tinuccia nella serie Storia di una famiglia perbene, diretta da Stefano Reali, e partecipa a diverse serie di successo, tra cui Don Matteo, Il giudice Mastrangelo e Carabinieri. Vanta inoltre collaborazioni come attrice con Radio Rai e diverse esperienze nel doppiaggio in Italia. Nel 2025 interpreta il ruolo di El Duende in María de Buenos Aires, nell’ambito del Festival Ritratti, con orchestra e sotto la direzione del Maestro Marcelo Nisinman. Partecipa inoltre al progetto collettivo franco-italiano Orlando, ispirato all’opera di Virginia Woolf, confermando il proprio interesse per la ricerca artistica e le collaborazioni internazionali. Artista poliedrica, unisce l’esperienza teatrale al lavoro davanti alla macchina da presa, al canto e all’insegnamento, distinguendosi per la versatilità interpretativa e la capacità di muoversi tra linguaggi e forme espressive differenti.


